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Puntura pappataci: come si cura?

Puntura pappataci: come si cura?

Fonte immagine: Getty

La puntura dei pappataci, insetti fastidiosi al pari delle zanzare, sono compari sgraditi delle calde serate di estate. Se il momento è ideale per godersi un po’ di relax, a volte a mettersi fra noi e il nostro meritato riposo ci pensano loro. In effetti, proprio zanzare e pappataci sono fra i principali nemici delle notti estive.

Nutrendosi di sangue, attraverso il loro proverbiale pizzico, questi insetti hanno la cattiva abitudine di provocare – nella migliore delle ipotesi – una fastidiosa sensazione di prurito, gonfiore e arrossamento.

Ma esattamente cosa sono i pappataci? E a cosa è dovuto il loro buffo nome? Diamo un volto ai protagonisti di questi sgraditi incontri estivi.

Cosa sono i pappataci?

I pappataci sono degli insetti volanti per certi versi simili alle zanzare. Essi rientrano nel gruppo degli ectoparassiti (ovvero dei parassiti che vivono sulla superficie esterna dell'”ospite”), e sono anche chiamati “flebotomi” (tagliatori di vene), dal momento che, come le loro colleghe zanzare, hanno l’abitudine di nutrirsi del sangue umano e animale.

Perché si chiamano pappataci?

Il nome pappataci deriva in realtà da due caratteristiche peculiari di questi flebotomi, la silenziosità e la fastidiosa attitudine di cibarsi del nostro sangue. Questi insetti infatti non emettono alcun ronzio, perlomeno non un ronzio tale da poter essere udito da orecchio umano.

In poche parole, “pappa” sta per “mangiare”, mentre “taci” indica il modo silenzioso in cui si avvicinano a noi per consumare il loro banchetto.

Differenze con le zanzare

Fonte: Pixabay

Abbiamo visto che, per certi versi, zanzare e pappataci sono un po’ come due specie con lo stesso obiettivo: nutrirsi del sangue umano o di quello dei nostri animali. Vedremo in seguito che, in particolar modo per i cani, questo insetto può rivelarsi molto pericoloso.

I due tipi di insetti fanno inoltre parte dell’ordine dei Ditteri, esseri dal doppio paio di ali. Il primo viene impiegato per garantire il volo, mentre il secondo per assicurarne il bilanciamento.

Le zanzare, il cui nome scientifico è quello di Culicidae, sono una famiglia di insetti che conta la bellezza di 3.540 specie differenti. Dal punto di vista fisico, esse hanno un corpo allungato, poggiano su sei zampe lunghe ed esili, dalle dimensioni ridotte: 3-9 millimetri.

Le zanzare femmine sono dotate di un apparato boccale, simile a una proboscide, che permette loro di perforare la pelle e di prelevare il sangue dalle loro prede. Per questo motivo sono identificate anche come specie “ematofaghe”, cioè capaci di nutrirsi soprattutto di sangue.

Caratteristiche dei pappataci

Per quanto riguarda i pappataci, il nome scientifico di questi ultimi è “Phlebotomus papatasi”, e anche in questo caso si tratta di insetti emotofagi appartenenti all’ordine dei Ditteri. Rispetto alle zanzare, i pappataci differiscono però per dimensioni, notevolmente più piccole ed esili. Essi raggiungono infatti una grandezza di circa 4 millimetri ed hanno ali meno vistose.

Le femmine di entrambe le specie hanno bisogno di specifiche proteine che sono presenti nel sangue, sia umano che animale, per completare il loro ciclo vitale e deporre delle uova fertili, capaci di giungere a piena maturazione. È per questo motivo che pungono tanto frequentemente.

Puntura pappataci: come riconoscerla?

Ma come riconoscere la puntura dei pappataci? E quali sono le possibili conseguenze? In primo luogo, bisogna tenere a mente che questi insetti preferiscono pungere la parte inferiore del corpo, e cioè piedi e caviglie. Questo è dovuto al fatto che i pappataci non volano in alto, per cui prediligono zone a portata di “zampa”.

Al classico arrossamento, si associano sintomi come gonfiore e prurito, talvolta persino insopportabile. Questa fastidiosa sensazione non è causata dal morso in sé. Sia pappataci che zanzare, infatti, iniettano la loro saliva dopo aver terminato il pasto.

Questa sostanza ha delle proprietà anticoagulanti e attiva il sistema immunitario che, per difenderci da eventuali agenti patogeni, rilascia istamina. È quest’ultima la vera responsabile del gonfiore e del prurito post-puntura.

Che malattie portano i pappataci?

Puntura pappataci
Fonte: Pixabay

Essere punti da un insetto non è mai piacevole, ma nella maggior parte dei casi il solo rischio è quello di dover resistere alla tentazione di grattarsi continuamente. Fatta eccezione per ipersensibilità personali, il morso di zanzare e pappataci non provoca generalmente particolari conseguenze.

Tuttavia, in base alla zona del mondo in cui ci si trova, entrambi potrebbero trasmettere determinate malattie. Vediamo quali sono, dunque, le potenziali conseguenze.

Febbre da pappataci

I pizzichi di pappataci potrebbero trasmettere un virus della famiglia delle Bunyaviridae, che provoca una condizione nota con il nome di “febbre da flebotomi” o “febbre da pappataci“. Si tratta di una condizione che non desta particolare preoccupazione, una sindrome simil-influenzale i cui sintomi consistono generalmente in:

  • Mal di testa
  • Brividi
  • Mal di stomaco
  • Astenia
  • Dolore retro-orbitale
  • Lombalgia
  • Febbre alta
  • Fotofobia.

Questa forma di febbre tende a guarire spontaneamente.

Leishmaniosi

Uno dei rischi più importanti, quando notiamo la presenza di pappataci in casa, è che possano pungere i nostri animali domestici. Questi insetti infatti possono trasmettere una grave malattia, la leishmaniosi, che colpisce soprattutto i cani (con conseguenze letali), ma che può interessare persino noi esseri umani.

Si ritiene che, seppur molto raramente, i pappataci possano veicolare anche altre malattie, come meningite ed encefalite.

Come curare la puntura dei pappataci?

Cosa fare in caso di puntura da pappataci? In linea generale, come abbiamo accennato, questo genere di situazioni è molto frequente e, per certi versi, innocuo. Tuttavia, non bisogna sottovalutare alcuni campanelli d’allarme. In presenza di sintomi come eritema diffuso, febbre, dolori muscolari, mal di testa, mal di stomaco e altre condizioni anomale, contatta immediatamente il tuo medico o recati al pronto soccorso.

Per alleviare il prurito, potrebbe essere utile l’impiego di apposite creme dopo-puntura o di alcuni rimedi naturali, come quelli che andremo a scoprire.

Rimedi naturali contro il pizzico dei pappataci

Il prurito scatenato dalle punture di insetti (di qualsiasi genere) è davvero fastidioso, tanto da rovinare le nostre notti. Se non vuoi ricorrere a farmaci o creme after bite, di seguito vogliamo condividere alcuni rimedi naturali che potrebbero alleviare il fastidio. Scegli quello che fa al caso tuo.

Tea tree oil e olio di neem

Questi oli essenziali alleviano il prurito causato dai pizzichi di insetto, ma ricorda sempre di diluirli con un olio vettore e di non applicarli puri sulla pelle.

Allume di potassio

Un altro rimedio contro il prurito da punture di pappataci è l’allume di potassio, che eserciterà le sue funzioni lenitive e calmanti, favorendo la guarigione e alleviando il dolore.

Camomilla

Un rimedio facile e a portata di mano (chi non ha della camomilla in casa?) è proprio quello a base di camomilla. Grazie alle sue proprietà calmanti, questo rimedio naturale permetterà di alleviare il prurito e il bruciore, sfiammando la parte. Ti basterà applicare una bustina di camomilla precedentemente immersa in acqua calda direttamente sulla parte, e lasciare agire per qualche minuto.

Aloe vera

Infine, un rimedio per (quasi) tutti i mali e malanni è rappresentato senz’altro dall’aloe vera. Il gel estratto da questa pianta può essere applicato sulla zona, dove svolgerà la sua azione antinfiammatoria e antibatterica, eliminando bruciore, dolore e prurito.

Come prevenire la puntura dei pappataci?

repellente pappataci
Fonte: Pixabay

Per evitare questo fastidioso problema, è innanzitutto importante sapere in che periodo ci sono i pappataci. Questi insetti ci accompagnano per tutta l’estate e anche oltre, facendo sentire (o per meglio dire, avvertire) la loro presenza da Maggio a Ottobre. Dal momento che per quasi metà anno dovremo farci i conti, sarà meglio attrezzarci e imparare a tenerli alla larga.

Per far ciò, potresti utilizzare dei repellenti per pappataci e zanzare, da spruzzare direttamente su pelle e vestiti. Come per le zanzare, inoltre, anche i pappataci staranno alla larga se indosserai abiti a maniche lunghe, preferibilmente di colore chiaro.

Dal momento che questi insetti amano l’umidità, fai in modo di non avere ristagni d’acqua intorno e ricorda sempre di arieggiare la casa ogni giorno, in modo da renderla meno invitante ai loro occhi.

Non dimentichiamo poi l’importanza di una buona zanzariera, preferibilmente “fissa”.

Piante repellenti per pappataci

Infine, devi sapere che anche alcune piante possono venire in tuo aiuto. In particolar modo, a tenere alla larga i pappataci e le zanzare ci pensano esemplari come:

Oltre ad essere belle e decorative, queste piante emanano un odore non esattamente gradito ai nostri fastidiosi pappataci, per cui varrà la pena decorare terrazzi, balconi e davanzali con queste varietà, unendo l’utile al dilettevole.

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