Greenstyle Benessere Rimedi naturali Puntura tafano: come riconoscerla e quali sono i rimedi naturali più efficaci

Puntura tafano: come riconoscerla e quali sono i rimedi naturali più efficaci

Puntura tafano: come riconoscerla e quali sono i rimedi naturali più efficaci

Fonte immagine: Tafano

La puntura di tafano rappresenta uno degli inconvenienti più fastidiosi non solo della stagione estiva, ma anche per gran parte di quella autunnale. Queste “mosche giganti”, così come vengono spesso definite a livello popolare, sono infatti sempre alla ricerca di prede da attaccare. E, oltre ai cavalli e ad altri animali di allevamento, colpiscono spesso anche l’uomo.

Le conseguenze del morso? Gonfiore, prurito e bruciore, anche particolarmente intensi. Ma quali sono le caratteristiche di questo insetto, come riconoscere la sua puntura e quali rimedi naturali si rivelano utili per ridurre il dolore? Di seguito, qualche consiglio utile.

Tafano: cosa è

Occhi di tafano

Il tafano – noto anche come tabanide – è un insetto appartenente all’ordine dei Ditteri. Si tratta di un esemplare ematofago, ossia si nutre di sangue e per questo è conosciuto pressoché ovunque per la sua fastidiosa puntura. Per quanto oggi se ne conoscano più di 4.000 specie diverse, in linea generale il tafano viene identificato come una grande mosca, insetto con cui condivide alcune caratteristiche fisiche.

Proprio per la similitudine con questi ultimi insetti, fatta eccezione per le dimensioni, i tafani vengono chiamati anche “mosche cavalline”. In realtà, si tratta di un’associazione impropria poiché le mosche, per quanto fastidiose con il loro ronzio caotico, non mordono le loro prede. Si nutrono infatti di frutta, verdura, zuccheri e feci.

Gli esemplari adulti sono lunghi dai 5 ai 30 millimetri e, proprio come già specificato, vedono una corporatura simile a quella delle mosche. Il corpo è scuro e tozzo, ricoperto di lieve peluria, mentre le ali sono allungate e semi-trasparenti. Gli occhi sono grandi e sporgenti ma, a differenze delle ben più comuni cugine, sono sensibili alle variazioni termiche degli ambienti. In altre parole, questi insetti riescono a distinguere visivamente le aree più calde: una strategia evolutiva che permette loro di individuare con più facilità le prede.

Sempre a differenza delle mosche, i tafani presentano inoltre un apparato boccale stretto e appuntito, che usano per pungere gli animali e l’uomo e succhiarne il sangue. Al contrario di altri insetti, come gli imenotteri, non sono dotati di pungiglione.

Puntura di tafano: cosa sapere

Punture di insetti

Come già anticipato, la puntura di tafano rappresenta uno degli intoppi più frequenti durante l’estate e per gran parte dell’autunno, quando le temperature sono ancora decisamente miti. Ma per quale ragione il tafano punge, come riconoscere il suo morso e, soprattutto, quali rimedi naturali si sono dimostrati efficaci per ridurre sintomi fastidiosi o dolenti?

Perché il tafano punge

I tafani sono degli insetti ematofagi: in altre parole, si nutrono di sangue. Per questa ragione, hanno sempre bisogno di nutrirsi attaccando una preda, si tratti di un animale d’allevamento oppure dell’uomo. Ma per quale ragione il tafano punge?

Innanzitutto, è necessario una precisazione: questo insetto non punge, bensì morde. Questo perché non è dotato di un pungiglione, bensì di un apparato boccale che gli permette di succhiare il sangue. Perché, tuttavia, i tafani hanno bisogno di sangue?

Per poter portare a termine la fase di produzione e di fecondazione delle uova, questi insetti hanno bisogno di alcune specifiche proteine, che non sono in grado di sintetizzare autonomamente. E così ricorrono al sangue dei mammiferi, di cui si nutrono proprio per ricavare le sostanze nutritive per loro indispensabili. Va però specificato che, come nel caso delle zanzare, sono le femmine a mordere: sono infatti le deputate alla produzione delle uova. I maschi possono invece scegliere di nutrirsi di vegetali, scarti animali oppure feci.

Cosa provoca la puntura di tafano

Punture

La puntura di tafano può risultare particolarmente dolorosa, con una sensazione di prurito e bruciore maggiore rispetto alle comuni zanzare. Questo non solo per via delle dimensioni più generose dell’insetto, ma anche a causa di alcune sostanze che l’esemplare immette nei tessuti della preda.

Proprio come le zanzare, anche i tafani iniettano una sostanza anticoagulante, affinché il sangue di cui si nutrono rimanga sempre liquido. Una volta nella pelle, però, questo elemento determina una forte risposta immunitaria da parte dell’organismo: i globuli bianchi, le sentinelle del corpo umano, raggiungono velocemente l’area della puntura e contrastano il liquido iniettato.

Come conseguenza di questa reazione di difesa da parte dell’organismo, si possono sperimentare sintomi come:

  • Rossore nell’area della puntura;
  • Apparizione di vescicole ricolme di liquido oppure dalla consistenza semi-solida;
  • Prurito incontrollabile;
  • Bruciore;
  • Reazioni anafilattiche, anche gravi, in soggetti predisposti o ipersensibili.

Come riconoscere la puntura di tafano

Prurito

Può capitare di ritrovarsi un morso sul corpo, ma di non sapere da quale insetto provenga. D’altronde, ogni giorno siamo avvolti dalle più svariate specie, tra zanzare, moscerini, vespe e altri esemplari ancora. Ma come riconoscere una puntura di tafano?

La risposta dell’organismo al morso può variare da persona a persona ma, in genere, la puntura di questo insetto si caratterizza per:

  • Dimensioni maggiori rispetto alla puntura di zanzare;
  • Intenso prurito;
  • Bruciore associato a rossore;
  • Gonfiore, spesso duro e doloroso al tatto.

Come già detto, il tafano non presenta un pungiglione e quindi non si ritroveranno elementi estranei nella cute dopo la sua azione molesta.

Nei soggetti ipersensibili o allergici, la puntura può essere accompagnata da gonfiore alle mucose, angioedema in viso, difficoltà respiratorie e forte malessere. Tutte condizioni che richiedono un intervento immediato, ricorrendo ai servizi di pronto soccorso.

Quanto dura l’irritazione

Sul fronte della permanenza dei sintomi e della durata dell’irritazione, anche in questo caso molto dipende dalla risposta dell’organismo al morso. Alcune persone se la cavano in un paio di giorni, altre richiedono un periodo più esteso.

In linea generale, una puntura di tafani dovrebbe risolversi in meno di una settimana. Tempistiche più lunghe consigliano di vagliare il parere del medico.

Rimedi naturali contro le punture di tafano

Ma quali rimedi naturali impiegare per superare il dolore e il fastidio, dopo aver escluso la possibilità di una reazione allergica? Fortunatamente, dall’universo dei ritrovati della nonna ci arrivano moltissime alternative. Di seguito, le più comuni.

Ghiaccio

Ghiaccio

Il ghiaccio aiuta a combattere il gonfiore iniziale dovuto al morso, nonché ad anestetizzare momentaneamente la parte. Se applicato correttamente, può anche limitare le possibilità di effetti avversi locali nel tempo.

In genere, il ghiaccio va applicato sempre avvolto in un panno – per non danneggiare la cute – lascando riposare la cute ogni 15 minuti per evitare un’eccessiva vasocostrizione.

Calendula

Olio calendula

La calendula è un rimedio naturale noto per le sue proprietà antistaminiche, dati alcuni dei suoi principi attivi. Questa pianta è infatti ricca di quercetina, una sostanza che può aiutare a limitare il gonfiore.

La calendula può essere applicata in crema direttamente sulla parte colpita, fino a pieno assorbimento. Può essere normalmente impiegata più volte al giorno, senza grandi problematiche.

Aloe vera

Aloe

Il gel di aloe vera è un rimedio irrinunciabile per trattare tutti i disturbi causati dagli insetti. Oltre a essere fresco e lenitivo, crea un film sulla cute riducendo così la probabilità di infezioni batteriche nella ferita.

Basta applicarne un piccolo quantitativo e massaggiare fino a pieno assorbimento, riapplicando al bisogno.

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