È giunta in Italia ormai da qualche anno e, colpa anche della sua velocissima moltiplicazione, sta generando sempre più fastidi. La cimice asiatica, lontana parente della classica cimice verde mediterranea, infesta sempre più le città e le campagne. E, sebbene la sua presenza non sia pericolosa per l’uomo, risulta molto dannosa per le coltivazioni, di cui ama cibarsi. Di recente, si è parlata di vera e propria invasione per spiegare un fenomeno tipico dell’autunno, quando interi sciami si muovo compatti per cercare luoghi dal maggior tepore per trascorrere la stagione fredda. Ma esistono rimedi naturali, soprattutto repellenti, per tenere questa cimice lontana dalle proprie abitazioni?

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Di seguito, qualche indicazione sulle differenze principali fra la cimice asiatica e quella autoctona dei paesi del Mediterraneo, nonché qualche rimedio naturale per combatterne la presenza in casa. È necessario sottolineare, tuttavia, come i ritrovati tradizionali possano funzionare per una presenza esigua di questo insetto, mentre per condizioni più preoccupanti si dovrà far ricorrere a una disinfestazione professionale.

Cimice asiatica e mediterranea: le differenze

Fino a pochi anni fa, in Italia era diffusa unicamente la cimice verde, così come comunemente chiamata. Appartenente alle specie Palomena prasina e Nezara viridula, questo insetti si caratterizzano per un’intensa colorazione del corpo, quest’ultimo tipicamente appiattito. Dalle dimensioni mediamente contenute, di non più di 15 millimetri, l’insetto è noto per le sue ghiandole, capaci di emettere un odore molto fastidioso, usato per difendersi dai predatori. Le due specie, tipiche dell’Europa e della porzione africana affacciata sul Mediterraneo, non causano problemi diretti all’uomo, bensì alle sue coltivazioni: le più colpite, in particolare, sono quelle del pomodoro e del nocciolo.

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Nell’ultimo lustro, complici anche gli scambi sempre più globali, anche sullo Stivale è apparsa l’Halyomorpha halys, ovvero la cimice asiatica. Originaria dell’Oriente, presenta un corpo tipicamente marrone, più robusto e tozzo rispetto alla varietà verde, a volte striato di nero o caratterizzato da macchie di colore bianco. Di dimensioni anche fino ai 2 centimetri, presenta delle zampe più resistenti rispetto alla cugina europea, nonché una più rapida capacità di riproduzione: ogni femmina, infatti, può deporre 500 uova ogni 40-50 giorni. Anche in questo caso, l’Halyomorpha halys non rappresenta un disturbo diretto per l’uomo, bensì per le sue coltivazioni: predilige gran parte degli alberi da frutto – in particolare pesco, melo e ciliegio, ma anche pero e cachi – compromettendone irrimediabilmente il raccolto.

Cimice asiatica: i rimedi naturali

Così come accade per la classica cimice verde, anche per l’Halyomorpha halys esistono numerosi rimedi naturali, dal potere perlopiù repellente: solitamente si tratta di prodotti ed essenze dall’intenso profumo, tale da risultare sgradito a questi insetti. E sebbene la cimice asiatica sia in grado di dimostrare una resistenza maggiore rispetto alla cugina europea, le soluzioni sono pressoché analoghe: un fatto che permetterà un intervento integrato, qualora si dovesse affrontare un’infestazione congiunta delle due varietà.

Prima di cominciare, tuttavia, è bene prestare attenzione alla pulizia della casa: le cimici, infatti, amano gli anfratti all’interno delle abitazioni, nonché vengono attirate dai tessuti. È quindi necessario rimuovere la polvere di frequente, anche dietro i mobili, nonché lavare spesso tende, lenzuola e coperte, magari aggiungendo al normale ciclo di lavaggio qualche goccia di tea tree oil, dal noto potere repellente per gli insetti.

La cimice asiatica, inoltre, sembra non essere particolarmente attratta dall’odore dell’aglio: qualche spicchio, di conseguenza, potrebbe essere utile nella credenza o nel frigorifero, per mantenere intatti i prodotti della propria dispensa. Per la casa, invece, pare siano efficace le essenze di menta, del già citato tea tree oil ma anche l’olio di Neem. Sarà quindi possibile decorare le finestre con l’erba gatta, la Nepeta cataria, oppure spruzzare dello spray concentrato della sua essenza. Utile anche la farina fossile, una roccia sedimentaria innocua per l’uomo ma in grado di fungere da pesticida per gli insetti: questa soluzione, però, non è adatta per chi cercasse un effetto semplicemente repellente.

5 novembre 2016
I vostri commenti
mexsilvio, domenica 6 novembre 2016 alle19:54 ha scritto: rispondi »

La cimice verde non e' autoctona ..!!??? sino a 25 anni fa non esisteva ..!!!! unico problema erano per le coltivazioni i pidocchi ..??? e' arrivata con le prime (( lenzuolate )) di immigrazione ...????? e per tutte e due i tipi si dovrebbe inventare delle trappole , studiandone bene le abitudini ,,,!!! no a veleni ..????

Mara, domenica 6 novembre 2016 alle14:51 ha scritto: rispondi »

Utilissimi suggerimenti.questa estate e' stata terribile x L invasione della cimice asistics

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