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Distillatore oli essenziali: come funziona e quale acquistare

Distillatore oli essenziali: come funziona e quale acquistare

Fonte immagine: Pixabay

Non tutti forse conoscono il distillatore di oli essenziali, uno strumento utilissimo per ottenere questi efficaci rimedi naturali anche nella comodità della propria casa. Proprio così: recuperando le piante originali da cui si ricavano i più svariati oli – come la lavanda, ad esempio – è possibile con poco sforzo realizzarne una versione purissima fai da te. Ma cosa è il distillatore di oli essenziali e, soprattutto, come funziona?

È importante sottolineare, prima di cominciare, come in commercio esistano diverse tipologie di questo strumento e, per questa ragione, non è sempre facile scegliere. Molto dipende dalla pianta da cui si vorrà ricavare l’olio e, soprattutto, dalla dimestichezza in questa operazione. Le versioni professionali del distillatore, infatti, richiedono una certa esperienza per il loro utilizzo. Di seguito, qualche informazione utile.

Oli essenziali: cosa sono

Oli essenziali

Gli oli essenziali – spesso definiti semplicemente come essenze – sono dei composti naturali che vengono ricavati da alcune piante. Queste possono essere dei vegetali normalmente impiegati per l’alimentazione umana, delle varietà ornamentali o dei veri e propri rimedi naturali.

Così come suggerisce il nome, si tratta di sostanze oleose composte da più molecole – sali minerali, vitamine, fitoelementi quali flavonoidi o terpeni – di cui la pianta è abbondante. Il processo di creazione, detto distillazione, permette di ricavare questi principi attivi in una soluzione molto concentrata e, per questo, altamente efficace.

Gli oli essenziali vengono oggi impiegati per i più svariati scopi, non solo legati alla salute e al benessere personale. Fra i tanti usi, si elencano:

  • Sostanze per profumare gli ambienti;
  • Prodotti per disinfettare le superfici, data la loro azione antibatterica e antimicotica;
  • Sostanze antiparassitarie, poiché spesso ricchi di elementi sgraditi da moltissimi insetti, soprattutto a livello olfattivo;
  • Sostanze per il benessere: in genere l’uso è topico, gli oli essenziali più comuni hanno proprietà emollienti e cicatrizzanti per la pelle, azioni anti-rughe e anti-age, un’azione mirata per il rinforzo di pelle e capelli e molto altro ancora.

Va ricordato che gli oli essenziali hanno quasi sempre una natura volatile, ossia tendono velocemente a evaporare se esposti alle normali condizioni atmosferiche. Questo permette loro non solo di diffondersi con rapidità negli ambienti, lasciando così un piacevole profumo, ma anche di essere facilmente assorbili a livello cutaneo.

Perché estrarre oli essenziali a casa?

Creare oli essenziali

Considerando come oggi sia possibile recuperare oli essenziali pressoché ovunque, dal supermercato fino alla più classica erboristeria, la domanda sorge più che spontanea: perché estrarli in casa, avvalendosi di un distillatore di oli essenziali?

Le ragioni sono le più svariate e possono comprendere:

  • Purezza del prodotto: controllando tutto il processo di creazione dell’olio essenziale, si può essere certi della loro purezza e soprattutto dell’assenza di elementi estranei, come aromi e profumi aggiunti in un secondo momento oppure conservanti;
  • Costi: per quanto il processo sia decisamente più lungo rispetto all’acquisto del prodotto finito, le materie prime dalle quali si ricavano gli oli – ovvero le piante fitoterapiche oppure ornamentali – hanno prezzi notevolmente ridotti;
  • Passione: distillare oli essenziali in casa è un’operazione che può essere semplicemente eseguita per passione, come hobby, poiché molto gratificante. E poiché richiede una certa concentrazione e soprattutto attenzione alle dosi, è utile anche per mantenere il cervello attivo.

Distillatore di oli essenziali: come funziona

Alambicco
Fonte: Harpagornis via Wikipedia

Ma come funziona il distillatore di oli essenziali, come incominciare a produrre in casa degli oli purissimi e dall’alta efficacia? E, soprattutto, questo metodo vale per ogni tipologia di pianta?

Quando si può distillare

Tea tree oil

Se si pensa alla distillazione, alla mente non può che balzare l’universo degli alcolici. Non a caso, per creare alcune sostanze a base d’alcol – come appunto i distillati – si utilizza un metodo decisamente simile a quello normalmente impiegato per gli oli essenziali.

Va specificato innanzitutto come il processo di distillazione non si adatta a tutte le piante, ma quasi esclusivamente alle aromatiche. Questo perché contengono dei principi attivi che sono scarsamente solubili in acqua e, per questo, ben si adattano a essere distillanti.

Per altri vegetali si usano invece metodi diversi, per agrumi e frutta in genere si ricorre alla spremitura e alla filtrazione, mentre per i fiori si utilizza un metodo antichissimo a base di grassi vegetali distribuiti direttamente sui petali. Questo perché le elevate temperature della distillazione andrebbero a ledere i legami chimici presenti all’interno delle foglie e proprio dei petali dei delicati fiori.

Funzionamento del distillatore di oli essenziali

Il distillatore di oli essenziali – detto anche distillatore in corrente di vapore o alambicco – è uno strumento disponibile in diverse forme, a seconda della sua qualità. Indipendentemente dalla sua fattura, il funzionamento è sempre il medesimo: grazie a una fonte di calore, l’acqua viene trasformata in vapore e, attraversando una camera ricolma delle foglie di una pianta aromatica, ne permette l’estrazione del prezioso olio.

In linea generale, il processo può essere così sintetizzato:

  • In un apposito serbatoio, nella parte inferiore del distillatore, viene inserita dell’acqua. Il serbatoio darà a diretto contatto con la fonte di calore, di norma un piccolo fornellino;
  • In una camera di distillazione immediatamente superiore al serbatoio, si inseriscono invece le foglie o le altre porzioni della pianta da cui si vuole ricavare l’olio;
  • Per effetto del calore, l’acqua si trasforma in vapore acqueo e sale verso l’alto: entra così velocemente nella camera dove vi sono i materiali vegetali e, sottoponendoli a pressione e calore, ne estrae gli oli;
  • L’acqua e gli oli passano quindi da apposite serpentine e beccucci, affinché possano raffreddarsi e passare così dallo stato gassoso a quello liquido;
  • Infine, degli appositi ugelli permettono di separare e raccogliere l’acqua dall’olio ottenuto.

Il processo permette di ottenere degli oli puri e sterilizzati, per effetto delle elevate temperature. Inoltre, il vapore acqueo favorisce la separazione delle sostanze oleose da altre componenti della pianta, non immediatamente utili all’uomo.

Quali piante usare nel distillatore di oli essenziali

Foglie di salvia

È normale chiedersi, compreso il funzionamento dell’alambicco, quali piante si prestino maggiormente alla distillazione domestica. Il primo passo, soprattutto per i neofiti, è quello di provare con le comuni piante aromatiche presenti in casa: salvia, rosmarino, timo. Presa dimestichezza, è possibile utilizzare questo sistema con:

  • cipresso;
  • eucalipto;
  • menta;
  • lavanda;
  • ginepro;
  • pino;
  • melaleuca;
  • elicriso;
  • camomilla;
  • valeriana;
  • cumino;
  • melissa;

La lista è potenzialmente infinita, ma queste sono le più semplici da gestire in ambiente domestico. Si ricorda, tuttavia, come ogni pianta garantisca una resa diversa: a seconda della varietà, si otterrà quindi un olio essenziale più o meno concentrato.

Tipologie di distillatore in commercio

Alambicco, distillatore oli essenziali
Fonte: Doctorlas84 via Wikipedia

Sul mercato esistono però diverse tipologie di distillatore di oli essenziali e capire quale scegliere non è semplice. Di seguito, le caratteristiche e i costi delle versioni più comuni e gettonate, per decidere quale acquistare.

Distillatore di oli essenziali in rame

Il distillatore di oli essenziali in rame – conosciuto anche come classico alambicco – è la versione dello strumento con cui è più facile iniziale. Ripropone le stesse caratteristiche di quelli usati sin da antichi secoli e non richiede un’estrema preparazione.

L’utilizzo del rame garantisce una buona e uniforme distribuzione del calore, sia per scaldare l’acqua e favorire la diffusione del vapore, che per raffreddare gli oli nelle apposite serpentine. Nei modelli più costosi, queste ultime non sono in rame ma in vetro, per rendere più veloce proprio il raffreddamento.

Un alambicco classico può costare da 80 a 150 euro, a seconda della capienza e della qualità costruttiva.

Distillatore professionale

Ben diverso è il distillatore professionale, uno strumento avanzato adatto agli esperti o, ancora, a chi sta pensando di trasformare questa passione in una fonte di guadagno, rivendendo gli oli realizzati. Questo dispositivo è solitamente in acciaio e in alluminio e prevede delle vere e proprie camere di pressione a chiusura ermetica – a molti ricorderà, appunto, una pentola a pressione.

Poi, offre valvole e misuratori per monitorare in ogni passaggio la temperatura del vapore, i bar raggiunti dalla camera di concentrazione, filtri, serpentine avanzate e appositi rubinetti richiudibili per la raccolta degli oli.

Lo strumento può costare da 180 a 300 euro, a seconda della capienza e dalla qualità di costruzione.

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