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Omocisteina: cos’è e a cosa serve questo aminoacido

Omocisteina: cos’è e a cosa serve questo aminoacido

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L’omocisteina è un prodotto del metabolismo della metionina, un aminoacido essenziale che l’organismo ricava dall’alimentazione. Conoscerne i valori di riferimento è utile per evitare rischi per la salute. L’omocisteina bassa o alta, infatti, può costituire un campanello di allarme, soprattutto nel secondo caso, per ciò che riguarda il mantenimento della propria salute cardiovascolare.

Che cos’è l’omocisteina, come si forma e a che cosa serve lo vediamo di seguito.

Cos’è l’omocisteina

L’omocisteina è un amminoacido solforato: nella sua formula chimica contiene un atomo di zolfo. Si tratta un prodotto del metabolismo, mediante trasformazione enzimatica, dell’amminoacido metionina, che il nostro organismo assorbe direttamente da alcuni alimenti come latte e latticini, uova, carne e anche legumi.

La concentrazione dell’omocisteina nel sangue è determinata da diversi fattori che possono influire sulla stessa più o meno congiuntamente: dieta poco varia e povera di frutta e ortaggi, l’assunzione di alcuni farmaci, alcune malattie ereditarie, fumo di sigaretta, eccessivo consumo di caffè o altre bevande eccitanti, carenza di folati.

L’omocisteina è uno dei valori che viene ricercato nel corso delle analisi del sangue, in quanto valori elevati della sua concentrazione sono stati correlati all’aumento di rischio di soffrire di malattie cardiovascolari anche gravi, come aterosclerosi, infarto miocardico, ictus cerebrale e trombosi.

Omocisteina cos'è e a cosa serve questo aminoacido
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A cosa serve l’omocisteina

Così come riportato sul sito dell’Humanitas, un pratico esempio per comprendere al meglio a cosa serve l’omocisteina è quello di equipararla ad una delle “piastrelle” che costituiscono le nostre cellule. È associata alla produzione delle vitamine B6, B9, B12 e dei folati.

Insieme ad acido glutammico e alla glicina forma il glutatione. Noto, quest’ultimo, principalmente per la sua funzione come antiossidante naturale prodotto dall’organismo stesso e che svolge un importante ruolo nella produzione e nella riparazione dei tessuti, nella sintesi di proteine e di altre molecole.

Per rispondere alla domanda “chi produce l’omocisteina?“, questa viene convertita in:

  • cisteina, in una reazione chimica in cui partecipa anche la vitamina B6
  • metionina, in una reazione in cui partecipano anche acido folico e vitamina B12

In quanto al rapporto tra omocisteina e vitamina D, è stato evidenziato come l’aumento della prima e la carenza della seconda, possano essere considerati come potenziali marker di malattie coronariche.

Omocisteina valori di riferimento

Le linee guida internazionali riportano a oggi valori simili, ma non uguali, rispetto alla concentrazione che si deve ritenere normale. In ogni caso, i valori di omocisteina nel plasma di un individuo adulto sano dovrebbero essere compresi tra le 5 e le 12 micromoli per litro.

Tutti i valori che superano questa soglia sono da considerarsi elevati. La concentrazione desiderabile è di circa 7 micromoli per litro di plasma. Tuttavia, considerando come i valori di riferimento dell’omocisteina possano cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel singolo laboratorio, è bene fare affidamento ai range forniti dal laboratorio sul referto, e sentire, naturalmente, il parere del proprio medico.

Prima di considerare nel dettaglio i valori di riferimento dell’amminoacido, è importante specificare come l’omocisteina si trovi nel sangue come molecola singola, come dimero – ossia una forma in cui sono unite due molecole – e anche legato ad alcune proteine. Il valore di omocisteina che viene rilevato si riferisce alla quantità totale di omocisteina indipendentemente dalla forma con cui si trova in circolo.

Omocisteina cos'è e a cosa serve questo aminoacido
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Tabella Valori di Riferimento Omocisteina

 Genere / Età Valori normali Valori alti
Limite più basso Limite più alto
 Donne  12-19 anni  3.3 μmol/L  7.2 μmol/L  > 10.4 μmol/L
 <60 anni  4.9 μmol/L  11.6 μmol/L
Uomini   12-19 anni  4.3 μmol/L  9.9 μmol/L  > 11.4 μmol/L
 <60 anni  5.9 μmol/L  15.3 μmol/L

Omocisteina bassa

La carenza di omocisteina può essere dovuta ad una cattiva alimentazione o, peggio, ad una malnutrizione. Alcune particolari condizioni quali la gravidanza o il ridotto assorbimento possono influire determinando una bassa concentrazione dell’amminoacido. Compresi alcolismo e abuso di droghe.

A differenza di quanto vedremo a proposito dell’omocisteina alta, bassi livelli di tale amminoacido rilevati a livello plasmatico non sono generalmente associati a rischi per la salute.

Omocisteina alta

Alti valori di omocisteina possono avere diverse cause e possono comportare differenti sintomi. In linea generale l’omocisteina alta è molto più preoccupante di quella bassa in quanto ad essa, come anticipato, sono collegati importanti rischi per la salute.

Cause

Quando il nostro organismo si trova ad affrontare carenze di acido folico e di vitamina B12 e vitamina B6, o una ridotta attività enzimatica della metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR), da tali anomale può scaturire un accumulo di omocisteina che, a sua volta, è in grado di provocare distruzione delle cellule endoteliali, riduzione dell’attività anti-ossidante, stimolazione della coagulazione e, in ultima analisi, aterosclerosi e trombosi. (Fonte: Humanitas)

Anche una terapia a lungo termine con farmaci quali pillola anticoncezionale, metotrexate e carbamazepina può indurre l’aumento della concentrazione di questo aminoacido nel sangue.

Un valore elevato della concentrazione di omocisteina è correlato, secondo una scala di valutazione, all’aumento del rischio cardiovascolare:

  • valori compresi tra 16 e 30 micro-moli per litro indicano un aumento moderato del rischio;
  • valori compresi tra 31 e 100 micro-moli per litro sono associati ad un aumento medio del rischio cardiovascolare;
  • valori superiori a 100 micro moli per litro indicano che il rischio è severo.

In tutti i soggetti in cui viene verificato un innalzamento della concentrazione di omocisteina, il primo approccio terapeutico prevede la correzione dell’alimentazione e dello stile di vita generale.

 

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Sintomi

Sintomi dell’omocisteina alta, detta anche iperomocisteinemia, condizione che può essere dovuta a un deficit di vitamine B6 e B12 o folati, sono ricollegabili a tali carenze e comprendono:

  • Senso di fatica e debolezza
  • Perdita dell’appetito
  • Diarrea
  • Vertigini
  • Pallore
  • Tachicardia
  • Fiato corto
  • Formicolio, intorpidimento e/o bruciore agli arti

Cura

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi la concentrazione di omocisteina può essere riportata ai valori normali mediante la somministrazione di acido folico, associato o meno alla vitamina B12. In caso di necessità il medico potrebbe prescrivere quindi una supplementazione di tali due elementi.

Oltre alla prescrizione di una integrazione in compresse, è utile aumentarne l’apporto alimentare arricchendo la dieta quotidiana di alimenti ricchi di:

  • Acido folico, ossia verdura “verde” come l’insalata, i piselli e gli spinaci, frutta secca, soprattutto le noccioline e legumi, soprattutto i fagioli e le lenticchie;
  • Vitamina B12, come latte e latticini, carne e frutti di mare.

Per quanto riguarda questo micronutriente, chi segue una dieta vegana può risolvere con un integratore alimentare. Una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo contribuiscono al mantenimento dei valori normali di omocisteina.

Esame omocisteina

Perché si fa l’omocisteina? Il dosaggio dell’omocisteinemia – la cui sigla è Hcy – viene generalmente prescritto a tutti i soggetti che hanno per età, stile di vita e sesso un elevato rischio cardiovascolare per valutare, appunto, il rischio di insorgenza di cardiopatia coronarica, trombosi, aborto e malformazioni fetali.

L’esame diventa di routine per tutti coloro che hanno già sofferto di infarto, ictus e trombosi venosa. Il dosaggio dell’omocisteina è importante anche in chi soffre di ipertensione arteriosa, diabete, colesterolo alto, ipertiroidismo. L’esame dell’omocisteina avviene tramite prelievo di sangue fatto al mattino e a digiuno e prescritto dal medico.

Il risultato è generalmente pronto dopo una settimana dal giorno del prelievo. La ricerca scientifica ha da tempo definito il ruolo dell’esame della concentrazione di questa molecola nella determinazione del rischio di un soggetto di soffrire di malattie, anche gravi, dell’apparato cardiovascolare.

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