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Alanina: quali funzioni svolge e valori di riferimento

Alanina: quali funzioni svolge e valori di riferimento

Fonte immagine: Pixabay

L’alanina è un amminoacido che deriva dal metabolismo di altri amminoacidi, in particolar modo dagli aminoacidi a catena ramificata, come valina, leucina e isoleucina. Come gli altri membri di questa grande famiglia, anche in questo caso ci troviamo di fronte a uno dei mattoncini fondamentali per la costruzione delle proteine.

L’alanina, in particolar modo, è nota come “aminoacido non essenziale”, in quanto può essere sintetizzato dal nostro corpo e, di conseguenza, non bisogna necessariamente assumerlo attraverso l’alimentazione.

Ciononostante, l’alanina rappresenta comunque uno degli aminoacidi presenti in maggiori quantità negli alimenti proteici.

Esso concorre allo svolgimento di numerosi processi del nostro corpo, fornisce energia a muscoli, cervello e al sistema nervoso centrale, aiuta a trattare numerose condizioni, come le malattie epatiche, l’ipoglicemia, il colesterolo alto, l’ipertrofia prostatica benigna e diverse altre condizioni.

Alanina: a cosa serve?

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Ma esattamente a cosa serve l’alanina? Abbiamo visto che questo aminoacido svolge numerose funzioni essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Esso è coinvolto nel ciclo glucosio-alanina, che si svolge tra i tessuti e il fegato, e gioca un ruolo cruciale nella conversione dello zucchero in energia.

Inoltre, l’alanina aiuta a supportare le difese immunitarie, concorre all’elaborazione delle vitamine del gruppo B e protegge la salute della prostata, aiutando a prevenirne l’ingrossamento, o iperplasia prostatica benigna, riducendo il dolore associato a eventuali malattie prostatiche.

Come abbiamo anticipato, l’alanina serve a fornire energia al cervello e al sistema nervoso centrale, concorre al miglioramento della salute epatica e protegge le cellule dal danno ossidativo. Inoltre, se assunto insieme ad altri aminoacidi, come l’arginina e la glicina, questo aminoacido aiuta a tenere sotto controllo i livelli del colesterolo.

Alanina: dove si trova?

Ma dove si trova l’alanina? Sappiamo già che il nostro corpo è naturalmente in grado di produrre questo aminoacido in maniera autonoma, tuttavia l’alanina è presente anche in molti alimenti proteici. La lista include cibi come:

Ti basterà seguire una dieta equilibrata, che contenga tutti quegli alimenti ricchi di alanina, per ottenere scorte extra di questo importante aminoacido. Inoltre, in commercio è possibile trovare degli integratori di Beta-alanina e altri aminoacidi.

Spesso questi prodotti vengono consigliati per ottimizzare le performance e la resistenza durante gli allenamenti più impegnativi, per migliorare la capacità aerobica e ridurre la stanchezza.

Che cos’è l’alanina nel sangue?

Alanina
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Quando parliamo di “alanina nel sangue”, ci riferiamo in realtà all’alanina aminotransferasi (ALT), un particolare enzima presente soprattutto all’interno del fegato e in quantità minori nel cuore, nei muscoli e nei reni. Gli enzimi sono delle sostanze di natura proteica che svolgono il ruolo di catalizzatori, ossia favoriscono determinate reazioni biologiche nel nostro organismo.

Quando il fegato subisce un danno, dalle analisi emerge generalmente un valore alto dell’alanina aminotransferasi. In situazioni del genere, quest’ultima viene infatti rilasciata nel sangue in quantità elevate, un fenomeno che può verificarsi ancor prima che il soggetto manifesti i primi sintomi di una malattia epatica.

I valori dell’alanina aminotransferasi saranno invece bassi nei soggetti sani, mentre possono aumentare in caso di danni al fegato.

Solitamente l’esame viene prescritto in quanto test di screening della funzionalità epatica nelle persone che potrebbero aver contratto un virus dell’epatite, nei soggetti con familiarità per le malattie del fegato e in coloro che consumano eccessive quantità di alcol.

Valori di riferimento

I valori di riferimento dell’alanina possono variare significativamente da un laboratorio di analisi all’altro. Nello studio dei risultati è inoltre importante tenere in considerazione l’età e il sesso del soggetto, oltre ad altri fattori che vedremo a breve e che potrebbero alterare il risultato. In linea di massima, un normale intervallo di riferimento dell’ALT è quello compreso tra 7 e 56 U/L (unità per litro).

La valutazione dei risultati andrà comunque eseguita dal medico, che terrà conto di tutti i possibili fattori individuali.

Alanina aminotransferasi alta o bassa: significato

Cosa vuol dire avere l’alanina aminotransferasi alta? Sappiamo che valori elevati sono spesso associati a una condizione o malattia epatica. In base ai livelli riscontrati, il soggetto potrebbe soffrire di un’epatite in forma acuta o cronica. Inoltre, valori significativamente più alti rispetto a quelli di riferimento possono indicare un danno causato dall’esposizione a droghe, farmaci o altre sostanze dannose per il fegato.

In caso di alanina bassa, nella maggior parte dei casi il valore non dovrebbe destare particolare preoccupazione. Se i valori dovessero essere molto più bassi rispetto a quelli di riferimento, il soggetto potrebbe soffrire di una carenza di vitamina B6 o di una patologia renale.

Quando preoccuparsi?

Se i valori dell’alanina non rientrano nei range di riferimento, devi sapere che nella valutazione dei risultati bisogna tenere in considerazione diversi fattori individuali che potrebbero alterare i risultati.

Ad esempio, lo svolgimento recente di esercizio fisico intenso potrebbe far aumentare i valori di ALT, così come l’utilizzo di alcuni farmaci, il ciclo mestruale o persino l’indice di massa corporea del soggetto. Anche il sesso gioca un ruolo importante: l’ALT tende infatti ad essere più elevato negli uomini rispetto che nelle donne, probabilmente a causa di fattori ormonali.

In generale, riscontrare un valore anormale nei risultati delle analisi potrebbe essere certamente stressante, ma tieni a mente che un livello alto di alanina transaminasi (ALT) non sempre indica la presenza di una condizione medica grave. Sottoponi i risultati all’attenzione del medico, in modo da conoscere le cause di questo risultato e, se necessario, gli eventuali trattamenti.

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