Greenstyle Alimentazione Alimenti Carnitina: cos’è e quali sono gli effetti per la salute

Carnitina: cos’è e quali sono gli effetti per la salute

Carnitina: cos’è e quali sono gli effetti per la salute

Fonte immagine: Pixabay

Se sei una persona sportiva, o se ti è mai capitato di seguire una dieta dimagrante, molto probabilmente avrai sentito parlare della carnitina, indicata anche come L-carnitina. Questa sostanza in realtà viene prodotta naturalmente dal nostro organismo, e , secondo le linee guida del Ministero della Salute può essere considerata fra gli “Altri nutrienti e sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”.

Il suo nome deriva dal latino “carnus”, carne, poiché il composto è stato isolato per la prima volta  dalla carne. Essenzialmente, la carnitina è un derivato amminoacidico, un composto considerato “non essenziale”, in quanto – come abbiamo detto – può essere prodotto dal nostro corpo. All’interno dell’organismo è sintetizzata nel fegato e nei reni, a partire dalla lisina e dalla metionina, altri aminoacidi.

Molte persone fanno ricorso a integratori di carnitina per potenziare le proprie performance atletiche e per ottimizzare i risultati della dieta, ma questi non sono i soli utilizzi di tali prodotti.

L-carnitina: a cosa serve?

carnitina
Fonte: Pixabay

A cosa serve la carnitina? Questo particolare tipo di integratore viene assunto perlopiù, ma non esclusivamente, in ambito sportivo e nella gestione del peso corporeo. La carnitina sarebbe infatti in grado di:

  • Migliorare le prestazioni atletiche
  • Favorire la perdita di peso, se assunta nell’ambito di una dieta dimagrante
  • Favorire il metabolismo dei lipidi
  • Migliorare e facilitare il recupero muscolare dopo aver fatto sport, alleviando i classici dolori che si avvertono dopo l’allenamento
  • Aumentare i livelli di energia anche durante attività fisiche più pesanti
  • Regolarizzare i livelli di colesterolo e dei lipidi nel sangue.

In più, integratori di carnitina sono impiegati nel trattamento di carenze primarie o secondarie, nei soggetti in cui la carenza sia provocata da malattie genetiche, o in coloro che presentano invece una carenza dovuta ad altre patologie, come un’insufficienza renale cronica.

Carnitina: effetti sulle donne

Quali sono gli effetti della carnitina nelle donne? Da studi recenti si è evidenziata la possibile efficacia di un’integrazione nelle donne con Sindrome dell’ovaio policistico.

L’utilizzo di integratori, in alcune persone, avrebbe infatti comportato un aumento dell’ovulazione e delle possibilità di rimanere incinta.

Inoltre, l’assunzione di integratori di L-carnitina permetterebbe anche di perdere peso e di migliorare i livelli della glicemia.

Dove si trova la carnitina negli alimenti?

Fonte: Pixabay

Prima che in farmacia, la carnitina si trova sulle nostre tavole. Sono tanti, infatti, gli alimenti che possono tornarci utili.

Questo elemento è contenuto in special modo nei prodotti di origine animale, come carne, pesce e latte.

Per comodità, ecco una lista delle maggiori fonti alimentari di carnitina:

  • Carne rossa
  • Carne bianca
  • Pesce
  • Frattaglie, soprattutto il fegato
  • Latte e latticini.

Per chi segue una dieta vegana o vegetariana, le fonti di carnitina sono piuttosto ridotte. Fra queste rientrano ad esempio la soia e l’avocado.

Per questa ragione, mentre chi segue una dieta onnivora può assicurarsi almeno 60-120 mg di carnitina al giorno, nei vegani la quantità scende addirittura a 10-12 mg.

Carnitina: quando assumerla?

Quando si prende la carnitina? In condizioni normali, non vi sono particolari ragioni per assumere un integratore di carnitina. È infatti sufficiente seguire un sano modello dietetico, che comprenda carne, pesce, latticini, frutta e verdura in buone quantità.

In effetti, gran parte della carnitina necessaria viene sintetizzata a livello endogeno dal nostro organismo, come detto a partire da lisina e metionina. A questa, si aggiunge poi quella che assumiamo mediante la carne, il pesce e gli altri alimenti che abbiamo appena elencato.

Tuttavia, alcune persone con disordini genetici dei processi di sintesi della carnitina, neonati prematuri o persone che soffrono di alcune patologie secondarie, come la già citata l’insufficienza renale cronica o l’insufficienza epatica, o chi si sottopone a terapie farmacologiche, possono richiedere un’integrazione.

In generale, nelle persone in salute l’utilizzo di un integratore può rendersi necessario in presenza di diete molto restrittive e malnutrizione. In più, il consumo di questi prodotti è molto diffuso in ambito sportivo, per via degli effetti che questa sostanza potrebbe esercitare sulle performance e sulla resistenza fisica.

Carnitina integratore: dosaggio

Come abbiamo anticipato, in condizioni normali il corpo è più che capace di soddisfare il fabbisogno di carnitina. Un’integrazione dovrebbe essere valutata in accordo con il proprio medico o dietologo, specialmente quando il prodotto viene assunto per sopperire a eventuali mancanze dovute a un’alimentazione scorretta, o ancor più quando viene prescritto per trattare condizioni mediche.

Secondo il Ministero della Salute, la dose giornaliera consentita non dovrebbe superare i 1000 mg al giorno. In caso di bisogno, è quindi possibile assumere 500-1000 mg/die, da suddividere in diverse somministrazioni durante la giornata.

Quali sono gli effetti collaterali della carnitina?

Fonte: Pixabay

Ma la carnitina fa male? Un consumo eccessivo di questi prodotti potrebbe avere degli effetti indesiderati piuttosto spiacevoli, fra i quali vi sono:

  • Nausea
  • Vomito
  • Crampi allo stomaco
  • Diarrea
  • Mal di stomaco
  • Bruciore di stomaco

Nei soggetti con disturbi convulsivi, potrebbero verificarsi anche delle convulsioni.

Inoltre, l’utilizzo di questi integratori potrebbe influenzare anche l’odore di urina, alito e sudore, che possono assumere uno sgradevole aroma di pesce.

Controindicazioni

Nell’assunzione del prodotto bisognerà valutare, come sempre, diversi fattori. Ad esempio, l’utilizzo di supplementi è generalmente sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento, a meno che i benefici derivanti dall’assunzione dell’integratore non superino i possibili effetti sul bambino.

Inoltre, è importante valutare anche le possibili interazioni con farmaci e altri integratori, specialmente nei soggetti che assumono medicinali come warfarin, antibiotici e farmaci che agiscono sulla tiroide.

Prima di assumere questi integratori, parla con il medico in modo da conoscere gli eventuali rischi.

Seguici anche sui canali social

Altri articoli su Aminoacidi