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Spezie

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Fonte immagine: Pixabay / Westerper

Le spezie in cucina sono un ingrediente prezioso per insaporire i tuoi piatti. Dal riso alle verdure, dai secondi di carne e pesce ai dolci, esaltano il gusto e aggiungono un aroma inconfondibile a moltissime ricette. E, grazie ai principi attivi di cui sono ricche, hanno anche tante proprietà benefiche per la salute. Non è un caso se, fin dall’antichità, le spezie sono state utilizzate non solo a scopo alimentare ma anche come rimedio naturale. Ancora oggi sono largamente impiegate in fitoterapia, sotto forma di tisane, infusi, integratori.

Quali sono le spezie? Quali proprietà hanno e come si usano, in cucina e non solo? Come sceglierle, dosarle, conservarle? Hanno controindicazioni?

Ti spieghiamo tutto nella nostra guida completa sulle spezie.

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Fonte: Unsplash / Diana Polekhina

Cosa sono le spezie

Le spezie, dal latino medievale species, sono sostanze aromatiche di origine vegetale, in genere provenienti dall’Oriente, usate per insaporire e aromatizzare cibi e bevande. Fin dall’antichità, oltre che a scopo alimentare, sono impiegate anche in ambito farmaceutico e medico con finalità curative. Nella medicina Ayurvedica, per esempio, grazie ai loro principi attivi sono comunemente utilizzate come rimedio naturale contro molti disturbi.

Storia delle spezie

L’uomo usa le spezie fin da tempi lontanissimi.

Già gli imperi babilonese e assiro ne facevano grande uso. Anche gli Egizi le conoscevano e le utilizzavano per l’imbalsamazione. Resti di molti tipi di spezie sono stati trovati nella tomba del faraone Tutankhamen.

Ma sono stati soprattutto i Greci e i Romani a usare in abbondanza le spezie, che importavano soprattutto dall’Estremo Oriente (India, Cina) o dall’area del Mediterraneo (Siria, Fenicia, Egitto).

Per secoli le spezie sono state considerate un prodotto di pregio nelle rotte commerciali tra Oriente e Occidente. Ma fu soprattutto il Medioevo che vide una vera e propria esplosione della domanda di spezie, utilizzate a scopo culinario ma anche curativo. Il commercio delle spezie rappresentava una immensa fonte di ricchezza, che le potenze europee si contendevano.

storia delle spezie
Fonte: Unsplash / Paolo Bendandi

Le spezie erano una merce di così grande valore da giustificare, da sole, l’apertura di nuove rotte commerciali. Alcune tra le più celebri esplorazioni, come quella di Vasco da Gama, navigatore portoghese che aprì la rotta per le Indie attraverso il Capo di Buona Speranza, puntavano a scoprire strade alternative per far arrivare le spezie in Europa. La caduta di Costantinopoli in mano turca, infatti, aveva interrotto la via commerciale tra Oriente e Europa attraverso le città marinare italiane.

Proprio in seguito alla fondazione delle colonie portoghesi sulle coste dell’India, il commercio subì una radicale trasformazione. In breve tempo, la corona portoghese assunse il monopolio di tutte le spezie. Con la diffusione del consumo dello zucchero e poi del cacao, del caffè, delle materie tintorie e tessili e dei legni preziosi, le spezie persero la loro posizione dominante nel commercio coloniale. Ma non per questo smisero di essere utilizzate.

Ancora oggi sono un ingrediente che caratterizza tantissime tradizioni culinarie, oltre ad essere largamente impiegate per le loro proprietà terapeutiche.

Proprietà e benefici per la salute

Le spezie sono ricche di principi attivi che le rendono benefiche per la salute, sia se le usi in cucina, sia se le utilizzi come rimedio naturale.

Le caratteristiche nutrizionali e le proprietà sono diverse da spezia a spezia, ma tutte hanno in comune la ricchezza di sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti, in particolare polifenoli. Questo le rende utili contro piccoli disturbi come il mal di gola, ma anche potenziali alleate contro patologie più serie. È il caso della curcuma, che come come ricorda la Fondazione Veronesi è ricca di componenti, come la curcumina, dalle proprietà anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti.

Naturalmente le quantità di spezie che assumiamo con l’alimentazione sono minime, ma usare le spezie come condimento è una buona abitudine da adottare per mantenersi in salute, ovviamente all’interno di una dieta equilibrata e di uno stile di vita attivo.

Anche perché le spezie hanno un grande vantaggio, esaltano il gusto e l’aroma dei piatti e, in questo modo, ci permettono di ridurre o eliminare il sale. Troppo sale è un pericolo per la salute, soprattutto per quella del cuore. Può infatti favorire l’ipertensione, aumentando il rischio di infarto e ictus. Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare un consumo di sale da cucina pari a 5 g al giorno. Purtroppo, la media italiana è di circa il doppio.

Le spezie possono rappresentare una valida alternativa al sale, che solletica i nostri sensi e il nostro palato e fa anche bene alla salute.

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Fonte: Unsplash / Prchi Palwe

Elenco delle spezie

Quali sono le spezie? Di questa categoria fanno parte sia spezie orientali, per esempio le spezie indiane come il cardamomo, sia spezie italiane, cioè coltivate anche in Italia, come lo zafferano.

Alcune spezie sono molto note e usate in cucina, come il pepe e il peperoncino, altre sono poco conosciute, come il tamarindo.

Tra le spezie più famose ce ne sono alcune che sono, in realtà, delle miscele di spezie. In questo gruppo rientrano il curry, un mix di origine asiatica e il Garam Masala, una miscela tipica delle cucine indiana e pakistana.

Nell’universo delle spezie possiamo includere anche i condimenti derivati da spezie, come la senape.

Che differenza c’è tra spezie e aromi? La prima distinzione riguarda la provenienza: le spezie crescono per lo più in paesi esotici e tropicali, le erbe aromatiche sono orticole diffuse soprattutto nell’area mediterranea.

Le spezie, inoltre, derivano dalla lavorazione di diverse parti della pianta, come fiori, radici e semi, che vengono sottoposte a essiccazione. Al contrario, le erbe aromatiche si consumano per lo più fresche e vengono essiccate solo per prolungarne la conservazione. Ci sono tuttavia molte aromatiche, come salvia e basilico, che vengono frequentemente utilizzate anche essiccate  e in questo senso sono assimilabili alle spezie.

L’altra differenza tra aromi e spezie riguarda i loro effetti sui piatti: le erbe aromatiche aggiungono soprattutto profumo e proprio per questo sono chiamate anche “odori”. Le spezie, invece, rafforzano e danno personalità al sapore delle pietanze.

Quando si mettono le spezie nei cibi? Anche questo è un elemento di distinzione dagli aromi. Di solito le spezie si aggiungono in cottura, in modo che sprigionino tutta la loro intensità di gusto e aroma. Le erbe aromatiche, invece, possono essere aggiunte ai piatti anche a fine cottura o a crudo, prima di servirli.

Scopriamo da vicino le spezie più comuni, le loro proprietà e i loro utilizzi.

Anice stellato

spezie anice stellato cardamomo
Fonte: Unsplash / Ameya Purohit

L’anice stellato è una spezia di origine asiatica dalla caratteristica forma a stella. I suoi fiori essiccati sono utilizzati in cucina, interi o macinati, per insaporire molti piatti, come i secondi di carne. L’anice stellato è anche un ingrediente per molti liquori aromatici, come sambuca e pastis.

Ma questa spezia è anche largamente utilizzata in fitoterapia e come rimedio naturale, grazie alle sue proprietà benefiche. Il merito è dell’anetolo, principio attivo di cui è ricco l’olio essenziale che si estrae dai frutti. L’anetolo, insieme ad altre sostanze come polifenoli e flavonoidi ad azione antiossidante, dona all’anice stellato proprietà antinfiammatorie, digestive, stimolanti e galattogoghe L’anice stellato, cioè, aumenta la produzione di latte dopo il parto).

Scopri di più nel nostro articolo “Anice stellato: proprietà, benefici e controindicazioni della spezia”.

Cannella

spezie cannella
Fonte: Unsplash / Rens D

La cannella, o cinnamomo, è una delle spezie più usate in cucina. Grazie al suo aroma dolciastro è perfetta da aggiungere a torte, biscotti e brioche, come i cinnamon rolls. Ma si sposa bene anche con carne e verdure ed è ideale per arricchire infusi e tisane. Si ricava da una pianta originaria dello Sri Lanka e si utilizza soprattutto in polvere.

Oltre che come aromatizzante, la cannella è nota anche per le sue proprietà benefiche che la rendono una spezia dalle potenzialità curative. È usata come rimedio digestivo, energizzante, drenante, sgonfiante e antisettico. Può aiutare, per esempio, a contrastare alcuni malanni stagionali come mal di gola e disturbi delle vie respiratorie superiori.

Nel nostro articolo, ti illustriamo proprietà, controindicazioni e come usare la cannella in cucina.

Cardamomo

spezie cardamomo
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Il cardamomo è un spezia che si ricava dai semi del baccello di diverse piante della stessa famiglia dello zenzero, da cui si ottengono vari tipi di cardamomo. Tra questi, il cardamomo verde, o vero cardamomo, e il cardamomo nero, o cardamomo nepalese.

In cucina è molto diffuso nella tradizione asiatica, nei dolci ma anche in bevande come il caffè alla turca e il caffè arabo. È anche uno degli ingredienti di alcune miscele di spezie, come il curry e il Garam Masala.

Come tutte le spezie, vanta proprietà benefiche che ne fanno un ottimo rimedio fitoterapico. È antibatterico e antimicotico e ha effetti digestivi che lo rendono utile contro la dispepsia.

Leggi il nostro articolo e scopri tutto quello che c’è da sapere su proprietà, benefici, controindicazioni e ricette imperdibili con il cardamomo.

Cumino

piante aromatiche cumino
Fonte: Unsplash / Pradeep Javedar

Il cumino è una pianta erbacea della famiglia delle Apiacae. Ha piccoli fiori bianchi e un aroma che ricorda quello di anice e finocchio. Esistono diverse varietà di cumino: il cumino propriamente detto (Cuminum cyminum), originario del bacino del Mediterraneo, e il cumino dei prati (Carum carvi), che ha le sue origini in Europa Centrale ed Asia ed è molto utilizzato soprattutto nei paesi di trazione germanica, dove è chiamato Kümmel.

Come il coriandolo, il cumino vero e proprio è noto per essere uno degli ingredienti del curry, ma i suoi semi sono utilizzati anche da soli in moltissimi piatti, dalle zuppe agli arrosti. Il Kümmel invece è spesso impiegato per insaporire crauti, insalate di cavolo, formaggi, pane, oltre ad essere la base dell’omonimo liquore, particolarmente diffuso in Germania.

Entrambe le varietà hanno proprietà benefiche: stimolano la digestione e contrastano gonfiore e crampi addominali.

Scopri qui le proprietà del cumino e l’uso della spezia.

Curcuma

spezie curcuma
Fonte: Pixabay / Stevepb

Nota anche come zafferano delle Indie e principale ingrediente del curry, la curcuma è una spezia indiana il cui utilizzo si sta sempre più diffondendo. Prima di tutto in cucina, dove si abbina a carne e verdure, ma anche come rimedio naturale grazie alla sue numerose proprietà.

Merito dell’abbondanza di antiossidanti, in particolare la curcumina, un pigmento giallo-arancio della famiglia dei polifenoli che dona alla curcuma il suo caratteristico colore giallo. Questa spezia è nota per i suoi effetti benefici sull’apparato gastrointestinale e sul fegato. Favorisce la produzione della bile, stimolando la digestione e contribuendo a ridurre gonfiore, bruciore e pesantezza.

Ma, come evidenziato da molte ricerche, la curcuma sembra avere anche effetti positivi su cuore e sistema immunitario e svolgere un’azione antinfiammatoria. Sono allo studio anche le sue potenzialità antitumorali.

Per questo, oltre che in cucina, la curcuma è molto utilizzata come ingrediente per tisane e infusi e come integratore alimentare.

Scopri di più nel nostro articolo “Curcuma: benefici, controindicazioni ed utilizzo della spezia”.

Curry

spezie masala curry
Fonte: Pixabay / Atulcodex

Il curry è una miscela di spezie tra le più famose e utilizzate, di origine asiatica ma diffusa un po’ in tutto il mondo. La parola “curry” fa riferimento, in realtà, a tante miscele differenti, che hanno nomi e composizioni diversi e possono essere più o meno piccanti, a seconda dell’area di provenienza.

Il curry indiano, o masala, nella sua miscela classica comprende curcuma, pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, ma anche chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino. Insomma, dall’India alla Thailandia, le varianti del curry sono tantissime. E sono tutte ricche di benefici per la salute, che cambiano a seconda delle spezie che le compongono.

Tra le principali proprietà del curry, l’azione antiossidante e antinfiammatoria grazie alla curcuma, digestiva grazie a peperoncino e zenzero, anti-gonfiore e meteorismo grazie al cumino.

Nel nostro articolo, ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul curry, dagli ingredienti, alle ricette fino alle sue incredibili proprietà.

Fieno greco

Il fieno greco è una pianta del genere Trigonella. Non è vero fieno, ma si chiama così perché per secoli è stato usato esclusivamente come foraggio per gli animali. Oggi invece è sempre più diffuso per l’alimentazione dell’uomo e se ne utilizzano soprattutto i semi, sia in cucina che negli infusi.

Oltre che a scopo alimentare, il fieno greco è impiegato anche come rimedio naturale in fitoterapia. La trigonellina, un alcaloide di cui è ricco, gli dona proprietà antiossidanti.

Il fieno greco svolge anche un’azione tonica e ricostituente che lo rende utile contro stanchezza, inappetenza e anemia. Ha anche un effetto ipoglicemizzante, perché rallenta l’assorbimento degli zuccheri: una proprietà che ne fa un alleato per chi soffre di diabete.

Contiene fibre, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e favoriscono il benessere dell’intestino. Insomma, è una spezia meno conosciuta di altre, ma dalle mille virtù.

Scoprile nel nostro approfondimento su fieno greco, proprietà e utilizzi.

Noce moscata

noce moscata
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La noce moscata si ricava da un albero tropicale sempreverde originario dell’Indonesia ed è una delle spezie più utilizzate in cucina. Si usa da sola o in abbinamento ad altri aromi e si sposa con moltissimi piatti: dai dolci alle vellutate, dalle salse come la besciamella a tè e infusi.

Come le altre spezie, la noce moscata è ricca di proprietà che ne fanno un’alleata di salute e benessere, è antiossidante, antinfiammatoria, antibatterica e digestiva. Ma attenzione, a dosi elevate può essere tossica.

Quali sono, in dettaglio, i suoi benefici e quali le controindicazioni e gli effetti collaterali? Scoprilo nel nostro approfondimento sulla noce moscata.

Paprika

La paprika, o paprica, è una spezia in polvere dalla caratteristica colorazione rossa. Si ricava dal peperone, fatto essiccare e macinato. Ne esistono tante varietà, più piccanti o più dolci a seconda del tipo di peperoni scelti. In cucina si utilizza in moltissimi paesi del mondo ed è uno degli ingredienti immancabili di alcune specialità come il gulash ungherese.

È un concentrato di vitamine, che eredita dal peperone ma di cui, in proporzione, contiene quantità più elevate. Tra queste, la vitamina C e la provitamina A, o betacarotene. È anche ricca di antiossidanti. Un mix di sostanze che rendono la paprika utile anche come rimedio naturale, dalle proprietà antisettiche, toniche, digestive e antinfiammatorie benefiche per cuore e sistema immunitario.

Scopri proprietà ed usi della spezia rossa, dolce e piccante.

Pepe

pepe
Fonte: Pixabay / Couleur

Il pepe è una delle spezie più usate in cucina e anche una delle più variegate. Non esiste, infatti, un solo pepe, ma i tipi di pepe sono tantissimi. Ognuno ha un colore diverso e un sapore e un aroma che lo rendono ideale da abbinare a specifici piatti.

Il più classico e utilizzato è il pepe nero, ma ci sono anche il pepe verde, particolarmente diffuso in India, il pepe bianco, che ha il sapore più intenso, il pepe rosa, dall’aroma delicato, il pepe rosso, originario del Sud America e dal retrogusto fruttato, il pepe di Caienna, dal gusto intenso e piccante.

Ma il pepe ha anche molte proprietà che gli derivano soprattutto dalla piperina, un composto bioattivo che gli dona il suo gusto piccante. Stimola il sistema immunitario, è antiossidante, antinfiammatorio e antibatterico, aiuta la digestione.

Vuoi saperne di più su quanti tipi di pepe ci sono e quali sono le loro caratteristiche? Leggi la nostra guida alle proprietà e alle controindicazioni delle varie tipologie di questa spezia.

Peperoncino

peperoncino
Fonte: Unsplash / Towfiqu Barbhuiya

Il peperoncino è la spezia piccante per eccellenza. Il merito è della capsaicina, un alcaloide che gli dona non solo il suo gusto, ma anche tante proprietà. Ha effetti vasodilatatori che lo rendono benefico per la salute del cuore, è digestivo, antinfiammatorio, analgesico e rinforza le difese immunitarie. È anche un alleato per perdere peso perché la capsaicina stimola il metabolismo e ha un effetto bruciagrassi.

Come il pepe, anche il peperoncino ha tante varietà, dalle più piccanti alle meno piccanti. Esiste addirittura una sequenza, la Scala Scoville, che classifica i peperoncini in base al loro livello di piccantezza. Alcuni, come il Pepper X, sono così piccanti da non poter essere mangiati!

Leggi il nostro articolo sul peperoncino e scopri di più su benefici e utilizzi di questa spezia.

Senape

La parola “senape” fa pensare subito ad una salsa speziata. Ma in realtà la senape è una pianta della famiglia delle Crucifere (la stessa del cavolfiore). Proprio i semi di quella pianta, polverizzati, sono usati per fare la senape, ma non solo. Questa spezia ha molti altri utilizzi in cucina, e non solo sotto forma di semi: anche le foglie si possono mangiare e sono ottime da aggiungere all’insalata o saltate in padella.

Anche della senape, come del pepe, esistono molte varietà caratterizzate da colori e sapori diversi. La più diffusa nel Mediterraneo e in Medio Oriente e più usata in ambito alimentare è la senape bianca. Tutte hanno in comune le proprietà benefiche. La senape è digestiva, è un lenitivo per la gola in caso di tosse, per uso topico allevia i dolori muscolari o scheletrici e le irritazioni cutanee. Insomma, è una spezia da sfruttare, sia in cucina che come rimedio naturale.

Scopri benefici e utilizzi della senape nel nostro approfondimento.

Zenzero

zenzero
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Lo zenzero è una spezia dai tanti impieghi alimentari e dalle notevoli proprietà terapeutiche. In cucina, il suo gusto fresco e pungente si sposa con tantissimi piatti, dai dolci alle carni come pollo e maiale, fino al pesce e ai molluschi, come tonno e cozze. È ottimo anche sotto forma di infusi e tisane, da gustare anche freddi. Puoi usarlo fresco, in polvere o essiccato.

Ma lo zenzero è anche una spezia dai tantissimi benefici. Prima di tutto è un tonico naturale che ti aiuta in caso di stanchezza e nei cambi di stagione.

Poi, è digestivo, antinfiammatorio, allevia i dolori mestruali, combatte il gonfiore addominale e contrasta la nausea in gravidanza.

Scopri di più sulle proprietà dello zenzero.

Tamarindo

spezie tamarindo
Fonte: Pixabay / PublicDomainPictures

Il tamarindo è il frutto di un albero tropicale della famiglia delle Fabaceae, o Leguminose, la stessa di fagioli e piselli, originario dell’Africa. Dai baccelli di questa pianta, nota anche come dattero d’India, si estraggono i semi, da cui si ricava una polvere molto usata in cucina. Nella tradizione asiatica, il tamarindo viene aggiunto a salse e piatti di pesce, carne e verdure, mentre in Italia si utilizza soprattutto per preparare creme e sciroppi. È anche uno degli ingredienti della salsa Worcester, agrodolce e leggermente piccante.

Quali sono le sue proprietà? Il tamarindo, grazie alla presenza di acido tartarico, ha un effetto lassativo utile contro la stitichezza. Secondo alcune ricerche, svolgerebbe anche un’azione epatoprotettiva e aiuterebbe a prevenire i disturbi biliari.

Vuoi sapere di più su come si mangia il tamarindo per godere dei suoi tanti benefici? Nel nostro articolo ti illustriamo proprietà ed usi di questa spezia.

Zafferano

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Fonte: Unsplash / Syed F Hashemi

Lo zafferano è la spezia in assoluto più costosa. Si ricava dagli stigmi dei fiori di Crocus Sativus: ogni fiore ne produce pochi e, per ottenere lo zafferano, servono molta cura in fase di coltivazione e tanto lavoro manuale per la raccolta. Questo spiega il prezzo elevato dello zafferano, che gli è valso il soprannome di “oro rosso”. Ma, a compensare il costo, ci sono i tanti benefici per la salute che assicura.

È ricchissimo di antiossidanti, in particolare di carotenoidi, che bloccano l’azione nociva dei radicali liberi e proteggono da malattie degenerative e tumorali. Lo zafferano ha anche un effetto digestivo, oltre ad essere un energizzante naturale utile contro stati ansiosi e depressivi. Come usare lo zafferano in cucina? Il piatto più celebre è il risotto allo zafferano. Ma questa spezia esalta anche il sapore di verdure, carne, pesce, molluschi e crostacei.

Scopri di più nel nostro articolo “Coltivare lo zafferano: costi, metodi e curiosità da conoscere”.

Come usare le spezie in cucina

Le spezie giocano da sempre un ruolo centrale in cucina per insaporire i piatti. Vengono usate a questo scopo fin dall’antichità e in moltissime culture gastronomiche, sia in Oriente che in Occidente.

Si utilizzano prevalentemente essiccate in polvere, ma possono essere usate anche in grani, come il pepe, a pezzetti, come lo zenzero, sotto forma di stecche, come la cannella, o di semi, come il fieno greco. Di alcune spezie possono essere consumate anche le foglie, come nel caso del cardamomo. Le spezie possono essere usate da sole oppure abbinate, è il caso di miscele come il curry. Ma naturalmente, oltre a utilizzare i mix già pronti, puoi abbinarle tu come preferisci quando cucini.

Le ricette con le spezie

Le ricette con le spezie sono tantissime. Puoi usarle nei primi piatti come riso e vellutate, nei secondi di carne e di pesce, nelle verdure, nei legumi e nei dolci ma anche in salse come la besciamella, che ha tra i suoi ingredienti la noce moscata.

Ci sono spezie “dolci”, come cannella, zafferano, anice stellato e noce moscata, e spezie dal gusto piccante, come pepe, peperoncino, senape e zenzero. E queste note aromatiche e di gusto le rendono particolarmente adatte ad esaltare il sapore di alcuni piatti e cibi. Per insaporire la carne con le spezie, per esempio, sono perfetti il pepe, ma anche il curry, lo zenzero e la cannella se ami gli abbinamenti esotici.

Ogni tradizione culinaria ha specialità tipiche che vedono le spezie protagoniste. In Italia ci sono la pasta cacio e pepe, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino e il risotto allo zafferano. All’estero, in Oriente ma non solo, ci sono il pollo al curry indiano e il gulash, una zuppa ungherese a base di carne aromatizzata con la paprika.

Le spezie sono molto usate anche nei dolci, specie quelle dall’aroma e dal gusto più dolciastri. Tra le più diffuse c’è la cannella. Da sola è uno degli ingredienti dello strudel di mele, ma può essere anche abbinata ad altre spezie come l’anice stellato, lo zenzero e i chiodi di garofano, per esempio nei biscotti. La noce moscata è un’altra spezia dall’aroma dolciastro usata in pasticceria, per esempio nel panforte, specialità tipica senese.

Come dosare le spezie? Ovviamente dipende dai gusti: c’è chi ama le ricette molto speziate e chi le apprezza con misura. Tendenzialmente, le spezie devono esaltare il sapore dei piatti, non coprirlo, quindi è sempre consigliabile non esagerare.

spezie in cucina
Fonte: Unsplash / Philip Myrtorp

Le bevande con le spezie

Ci sono anche molte bevande che hanno tra i loro ingredienti le spezie. Tra queste:

  • il vin brulé, bevanda calda con vino rosso aromatizzata con i chiodi di garofano
  • il latte d’oro, ricetta indiana a base di latte, olio di cocco e curcuma
  • la sangria, bevanda alcolica spagnola con vino rosso e frutta in infusione, aromatizzata alla cannella
  • il ginger ale, drink analcolico a base di estratto di zenzero.

Spezie: prezzo e consigli per l’acquisto

Le spezie si trovano in commercio per lo più in polvere. Alcune, come abbiamo visto, sono disponibili e possono essere usate anche sotto forma di grani, semi o, nel caso dello zafferano, pistilli.

Il prezzo varia notevolmente a seconda della disponibilità della materia prima e delle modalità di raccolta. Lo zafferano è considerato la spezia più costosa in assoluto a causa delle difficili modalità di raccolta, che richiede molte ore di lavoro manuale. Tra le spezie più costose ci sono anche la vaniglia e il cardamomo.

L’altra variabile che incide sul costo è la purezza. Le spezie vendute in polvere, infatti, possono subire fenomeni di adulterazione – ossia essere addizionate con altre sostanze con l’obiettivo di farne risaltare particolare caratteristiche – o di contraffazione – quando vengono diluite con altre specie vegetali per poterne diminuire il prezzo.

Un esempio è lo zafferano, che può essere mischiato con altre parti della pianta o con piante diverse, ma anche con minerali o coloranti sintetici. Anche il peperoncino rosso in polvere può essere adulterato con la segatura per colorarlo artificialmente.

Si tratta di pratiche scorrette e potenzialmente pericolose per la salute, quando alle spezie vengono aggiunte sostanze nocive. Puoi proteggerti con qualche accorgimento. Non comprare spezie sfuse, senza marchio o da rivenditori sconosciuti, leggi sempre le etichette ed evita i prodotti troppo ricchi di additivi o sostanze chimiche.

come conservare le spezie
Fonte: Pixabay / Monicore

Come conservare le spezie?

Le spezie possono deteriorarsi, perdere il loro aroma e le loro proprietà o, nei casi peggiori, sviluppare muffe. Per questo è importante conservarle correttamente. L’ideale è un contenitore di vetro a chiusura ermetica, da riporre in un luogo fresco, asciutto e buio, a temperatura ambiente. Evita di esporre le spezie alla luce diretta, al calore e all’umidità e non conservarle in contenitori o sacchetti di plastica.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Le spezie possono avere degli effetti collaterali se consumate in quantità eccessive e sono sconsigliate in particolari condizioni. Se soffri di qualche patologia, stai assumendo farmaci o sei in gravidanza, chiedi un parere al medico o all’erborista prima di usarle.

Vediamo quali sono alcuni dei possibili effetti collaterali delle principali spezie e quando sono controindicate.

  • Anice stellato: è sconsigliato in gravidanza e, in quantità eccessiva, può causare problemi gastrointestinali.
  • Cannella: per il suo effetto ipoglicemizzante, è sconsigliata a chi segue una terapia farmacologica per il diabete.
  • Cardamomo: deve essere consumato con moderazione in caso di calcoli alla colecisti.
  • Chiodi di garofano: il consumo è sconsigliato in gravidanza.
  • Curcuma: è sconsigliata in presenza di calcoli biliari e a chi assume anticoagulanti e insulina.
  • Curry: contiene curcuma, quindi non è consigliato in caso di calcolosi biliare.
  • Noce moscata: in caso di assunzione eccessiva può causare un’intossicazione con conseguenze sul sistema nervoso. È quindi consigliabile non superare la quantità massima di 1,5 g al giorno.
  • Paprika: può causare difficoltà digestive a chi soffre di problemi gastrici. La paprika piccante può irritare le mucose gastrointestinali.
  • Pepe: chi soffre di problematiche gastrointestinali non dovrebbe abusarne perché la piperina che contiene può irritare le mucose.
  • Peperoncino: per la sua piccantezza, è sconsigliato in presenza di problemi gastrici come gastriti, ulcere e gastroenterite o di stati infiammatori come cistite ed emorroidi.
  • Zenzero: è un fluidificante naturale del sangue, quindi deve essere assunto con moderazione da chi segue una terapia con anticoagulanti.
  • Zafferano: a dosi elevate, più di un grammo al giorno, può risultare tossico e causare mal di testa, nausea e vomito. È sconsigliato in gravidanza.

Naturalmente, con queste eccezioni, le spezie non solo possono, ma devono essere consumate. Perché ci aiutano a mangiare in modo più gustoso e a mantenerci in buona salute.

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