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Crassula ovata: cura e coltivazione dell’albero di giada

Crassula ovata: cura e coltivazione dell’albero di giada

Fonte immagine: Pixabay

La crassula ovata, nota ai più come albero di giada, è una delle piante succulente ornamentali più richieste e coltivate. Non solo per l’aspetto singolare di questo vegetale, con le sue splendide foglie lucide e ovali, ma anche perché tende ad assicurare una crescita rigogliosa senza troppa manutenzione. Ma quali sono le modalità di coltivazione di questa pianta e, soprattutto, come curarla per garantirne la sopravvivenza a lungo?

Prima di coltivare la crassula ovata è però utile verificare le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza, magari con l’aiuto del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia. Questo perché la pianta ha origine nell’emisfero australe e, portata a latitudini settentrionali, potrebbe faticare ad adattarsi a certe temperature. Di seguito, tutti i consigli utili.

Cosa è la crassula ovata

Crassula ovata, macro

Con il termine Crassula ovata si identifica una specie di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee, a cui appartiene anche il sedum. Proveniente dalle aree più meridionali dell’Africa, questo vegetale è stato poi esportato in tutto il mondo come varietà ornamentale, per via delle sue singolari foglie.

La pianta si caratterizza per ridotte dimensioni e un portamento cespuglioso e arbustivo. Dal fusto centrale partono infatti diverse ramificazioni carnose che, a loro volta, danno vita ad un singolare fogliame. Questo appare di intenso colore verde, con profili quasi rossastri, nonché lucido e compatto al tatto. Ma la forma a specificare la fama di questa pianta.

Le foglie sono infatti ovali, mediamente affusolate e bombate, quasi a ricordare delle piccole uova. Da qui il termine “ovata” nella categorizzazione botanica. La pianta produce inoltre delle inflorescenze, spesso raggruppate a ombrello, caratterizzate da piccoli fiorellini rosa a cinque petali.

Questo vegetale è noto nella tradizione popolare con il nome di albero di giada e, come è facile intuire, la conformazione delle foglie ben ne spiega il perché. Le dimensioni, l’aspetto e il colore di queste ricorda infatti le verdissime pietre di giada, un minerale tutt’oggi molto apprezzato in gioielleria.

Varietà famose di albero di giada

L’albero di giada è disponibile in moltissime varianti, molte delle quali dalle forme e dai colori originali. Vi sono esemplari con foglie che virano sul blu, altri che crescono a forma di pigna rovesciata, altre ancora con un portamento pendente. Sono però poche le varietà che vengono maggiormente coltivate:

  • Crassula ovata Minor: molto apprezzata perché di piccole dimensioni, viene coltivata in vasetti minuscoli, da posizionare sui davanzali delle finestre o donare al posto delle bomboniere. Si tratta di una varietà però molto delicata, perché soffre gli sbalzi di temperatura e i freddi eccessivi;
  • Crassula ovata Hummel’s Sunset: questa tipologia è molto richiesta per via del profilo rossastro delle sue foglie, tanto da ricordare i colori della natura al tramonto. È un esemplare molto prolifico, che cresce in modo estremamente veloce e dal quale possono essere ricavate moltissime talee;
  • Crassula ovata Gollum: divenuta di moda soprattutto negli ultimi anni, complici i social network, questa pianta presenta delle foglie allungate e globulose, quasi si trattasse di tentacoli. Un bell’abbinamento floreale è con la stapelia, i cui fiori sembrano stelle marine.

Come si coltiva la crassula ovata

Pianta di giada, fiori

L’albero di giada è una pianta che può essere efficacemente coltivata sia in vaso che in giardino, su quasi tutto il territorio italiano. Una crescita rigogliosa è favorita al Sud, come per agave e fichi d’India, dove le temperature rimangono miti per gran parte dell’anno, mentre nei freddi inverni settentrionali la coltivazione avviene quasi esclusivamente indoor.

Ma quali sono le necessità di questa succulenta, quali prerequisiti sono necessari per farla crescere in modo rigoglioso?

Necessità della pianta

Per potersi sviluppare correttamente, l’albero di giada necessità di alcuni fattori. Non bisogna infatti dimenticare l’origine africana della pianta e, quindi, una crescita in condizioni assai differenti rispetto a quelle più tipicamente mediterranee. Ma quali necessità prendere in considerazione?

  • Clima: la pianta preferisce i climi miti e mediamente umidi, non temendo anche il caldo elevato. Resiste invece meno al freddo e, a seconda delle varietà, non dovrebbe mai essere esposta a colonnine di mercurio inferiori agli 0-4 gradi;
  • Terriccio: nonostante la su natura mediamente rustica, per garantire la piena salute alla crassula ovata è necessario scegliere un terriccio morbido oppure a medio impasto, il più possibile drenante. La pianta non ama infatti i ristagni d’acqua;
  • Esposizione: il vegetale ama l’esposizione diretta al sole e, anzi, si sviluppa proprio in direzione della luce. Per questo motivo, utile è riposizionare frequentemente il vaso, affinché la crescita dei vari rametti risulti equilibrata;
  • Annaffiature: come tutte le succulente, anche l’albero di giada non ha bisogno di annaffiature eccessivamente frequenti. Si può provvedere un paio di volte al mese durante l’autunno e l’inverno, riducendo questa tempistica a circa una settimana in estate. Se all’aperto, possono essere anche più che sufficienti le normali precipitazioni.

Coltivazione in vaso o in giardino

Come già accennato, l’albero di giada può essere efficacemente coltivato sia in vaso che in giardino, verificando e proteggendo le necessità climatiche del vegetale. Se si sceglie la prima opzione, ci si assicuri di trovare un contenitore sufficientemente capiente: sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, mentre si potrà riempire il tutto con del terriccio morbido, arricchito con un po’ di torba e mescolato con della sabbia.

Tutte le varietà di crassula possono essere coltivate a partire dal seme, ma la modalità più frequente è la talea: è sufficiente recuperare un rametto di 15 centimetri, lasciarlo asciugare in un luogo asciutto per qualche giorno, dopodiché posizionarlo in sabbia e torba fino all’apparizione delle radici. A questo punto, la piantina potrà essere trasferita in dimora definitiva.

Cura dell’albero di giada

Crassula ovata, roccia

L’albero di giada, come tutte le piante succulente, non ha bisogno di grandi cure. Tuttavia, anche una piccola gestione errata può portare rapidamente alla perdita della piantina, rinunciando anche alla sua fioritura. Quali fattori vanno quindi presi in considerazione?

Esposizione solare

Il primo elemento da tenere in considerazione è l’esposizione solare. Dove posizionare la crassula? Questa pianta ama la luce diretta del sole e quindi deve essere esposta tutto l’anno ai suoi raggi, senza alcun ostacolo o protezione.

Fattore importante da notare è come la pianta tenda a svilupparsi proprio in direzione del sole: per questa ragione, è necessario spostare il vaso ripetutamente per garantire una crescita ben distribuita di tutte le sue parti.

Quando fiorisce la crassula ovata

Quando si parla di fioritura della pianta di giada, si deve tenere in considerazione la sua origine: quella nell’emisfero australe. Qui le stagioni sono opposte rispetto a quelle dell’emisfero boreale e, di conseguenza, nel suo innato ciclo vitale la pianta tende a fiorire durante il nostro autunno e inverno. Ossia, in primavera e in estate nei luoghi d’origine.

Tuttavia, le temperature influiscono molto sulla fioritura. Di conseguenza, con una buona esposizione solare, la pianta fiorirà in primavera anche alle nostre latitudini.

Manutenzione e parassiti

Crassula ovata

La crassula non richiede grande manutenzione, tuttavia è necessario prestare attenzione a tre fattori:

  • Concimazione: nonostante la natura abbastanza rustica, è utile concimare con fertilizzante organico – come il compost – almeno una volta ogni sei mesi;
  • Potatura: quando la pianta diventa troppo vistosa, si possono tagliare i rametti più esterni con delle cesoie oblique. Le parti recuperate possono essere impiegate per le talee;
  • Parassiti: durante tutto il corso dell’anno, è sempre ideale verificare l’assenza di parassiti quali afidi e cocciniglie.

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