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Agave: che pianta è, come si cura e cosa si può fare

Agave: che pianta è, come si cura e cosa si può fare

Fonte immagine: Pixabay

L’agave rappresenta di certo una delle piante ornamentali più amate, perfetta per abbellire giardini in modo elegante e duraturo. Questa varietà di succulenta si caratterizza infatti per una buona resistenza e, soprattutto, per la capacità di crescere rigogliosa senza troppo sforzo. Non tutti però sanno come l’agave possa essere utile anche per l’organismo, grazie alle sue importantissime proprietà benefiche. Ma quali sono i vantaggi di questa specie e, soprattutto, come coltivarla e curarla al meglio?

Prima di cominciare, si consiglia di vagliare il parere del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare la compatibilità della pianta con il clima caratteristico del proprio luogo di residenza.

Agave: cosa è

Agave

Con il termine agave si indica un genere di piante succulente monoctiledoni, appartenenti alla famiglia delle Asparagaceae. Molto diffuse in Centro America, di queste piante si conoscono più di 300 specie diverse, la maggior parte delle quali concentrata in Messico. Nei luoghi d’origine la crescita è pressoché spontanea, ma oggi l’agave è coltivata in tutto il mondo, sia a scopo ornamentale che per ricavare rimedi naturali e alimenti.

A seconda della varietà, l’agave può raggiungere altezze fino a 2.50 metri. La pianta si caratterizza soprattutto per le sue foglie, dalla consistenza carnosa e fibrosa. Queste ultime si sviluppano direttamente dalle radici e si adagiano una sull’altra a partire dal centro, ogni singolo esemplare presenta inoltre una forma allungata e una spina apicale all’estremità superiore. Il numero di foglie presenti su ogni agave può variare nel tempo, poiché ne spuntano sempre di nuove e il vegetale tende a diventare sempre più grande e vistoso con il tempo.

Alcune specie di agave producono anche delle inflorescenze, dai colori bianchi o gialli, a volte con esiti decisamente singolari. L’Agave americana, ad esempio, sviluppa una sorta di rametto che si estende per diversi metri dalle foglie, per poi fiorire con degli splendidi fiori gialli. Va però considerato come solo le piante molto mature producono fiori e, fatto non meno importante, come la fase di fioritura sia assai complessa al di fuori delle aree di origine della pianta.

Agave e aloe: quali sono le differenze

Aloe

Di primo acchito, può capitare di confondere l’agave con l’aloe, anche perché il portamento delle due piante è molto simile: entrambe si caratterizzano per lunghe foglie verdi che si sviluppano dal centro del vegetale, pendendo poi verso l’esterno. Vi sono però alcune peculiarità che permettono di distinguerle facilmente:

  • L’interno delle foglie dell’aloe contiene il famoso gel, mentre l’agave presenta una polpa fibrosa;
  • L’aloe produce fiori multipli, la maggior parte delle agavi invece una singola inflorescenza;
  • L’aloe presenta con più frequenza un profilo dentellato.

Usi della pianta

Agave

Le piante di agave sono note dall’uomo sin da tempi antichissimi, tanto che le prime tracce storiche della loro presenza risalgono addirittura alle antichissime civiltà precolombiane del Centro e del Sudamerica. Questo perché il vegetale è riuscito ad adattarsi a una grande varietà di climi – dai verdi altipiani sudamericani fino ai deserti più aridi del Messico – diventando così una delle specie maggiormente disponibili per l’uomo.

Questa grande disponibilità ha permesso di sviluppare svariati usi per l’agave, non unicamente legati alla necessità di abbellire giardini e balconi. Di seguito, i principali.

Impieghi alimentari

Uno degli impieghi più diffusi dell’agave risiede nella preparazione di alimenti, in particolare il vegetale viene lavorato per estrarne il succo oppure le fibre. A differenza dell’aloe, tende a non essere mai consumato appena colto, poiché il sapore non è immediatamente gradevole e la sua natura fibrosa ne rende difficile la masticazione.

È quindi lecito chiedersi come si mangia l’agave e, nella maggior parte dei casi, la risposta è tramite derivati:

  • succo all’agave;
  • sciroppo all’agave;
  • dolcificante all’agave;
  • bevande analcoliche e alcoliche da fermentazione.

In Centro e in Sudamerica alcune ricette tipiche locali prevedono la cottura o il consumo di foglie di agave fresca, modalità quest’ultima quasi completamente assente invece in Europa.

Impieghi di salute

Questa utilissima pianta ha trovato inoltre larga applicazione nell’universo della salute, come rimedio naturale per alcuni diffusi disturbi:

  • Glicemia: per i soggetti che devono mantenere i livelli di glicemia bassi, così come controllare il diabete, lo sciroppo di agave può rappresentare un valido sostituto allo zucchero raffinato;
  • Stitichezza: poiché dall’elevato contenuto di fibre, questo vegetale può aiutare a combattere la stipsi e a ripristinare il transito intestinale;
  • Ossa: alcuni recenti studi hanno dimostrato come alcune proprietà della pianta possano ritornare utili ai pazienti affetti da fragilità ossea, come nel caso dell’osteoporosi.

Proprietà benefiche dell’agave

Agave

Ma da dove derivano le proprietà benefiche dell’agave, quali sono i principi attivi che ne giustificano gli incredibili benefici?

Le peculiarità della pianta sono soprattutto spiegate dall’elevato contenuto in fibre che, come noto, aiutano non solo a velocizzare la digestione ma anche a tenere sotto controllo l’assorbimento di zuccheri a livello intestinale. Ancora, la sua attività mirata sul rinforzamento del sistema immunitario è relativa all’elevato contenuto di vitamina C e di folati. Ciò si traduce in alcune interessanti proprietà:

  • Azione lassativa: così come già accennato, l’agave stimola lo svuotamento intestinale grazie al suo elevato contenuto in fibre;
  • Contrasto del colesterolo: la pianta incorpora alcuni principi attivi utili al contrasto del colesterolo cattivo, stimolando invece un aumento del colesterolo buono;
  • Azione depurativa: l’agave può stimolare il funzionamento delle reni, assicurando una migliore diuresi;
  • Controllo degli zuccheri: più dolce dello zucchero, ma con un indice glicemico basso, l’agave può essere usata come dolcificante, risultando efficace già in quantità ridotte, limitando i picchi glicemici.

Come coltivare l’agave

Coltivare

Questa pianta può essere efficacemente coltivata sia in giardino che in balcone, poiché dalla natura rustica, adattabile e dalle cure ridotte. Prima di procedere, è però necessario verificare le necessità della pianta e, soprattutto, la compatibilità con il clima tipico del proprio luogo di residenza.

Necessità della pianta

Per garantire una crescita rigogliosa alle piantine di agave, è indispensabile verificare alcuni requisiti prima della coltivazione:

  • Clima: predilige i climi miti-caldi, con temperature mai al di sotto dei 10 gradi, preferibilmente in ambienti sufficientemente umidi;
  • Terriccio: morbido o di medio impasto, meglio se privo di sassi o altri elementi estranei per non inficiare lo sviluppo delle radici;
  • Esposizione: la pianta deve essere esposta costantemente alla luce solare diretta;
  • Annaffiature: sporadiche, poiché l’agave è ben abituata a crescere in ambienti quasi-desertici, tanto da trattenere acqua preziosa per moltissime settimane.

Coltivazione e cura

Agave

Coltivare l’agave è facile e possibile sia in un piccolo spazio in giardino, così da abbellire e arredare gli esterni, che in vasi sul balcone. In questo caso, bisognerà scegliere un contenitore dalle dimensioni generose, affinché le radici possano crescere facilmente e le parti aeree svilupparsi con vigore.

Per il terriccio, si procede con un fondo quasi sabbioso e morbido, preferibilmente arricchito con del fertilizzante ricco di componenti azotate, come il compost. Se si sceglie il vaso, sul fondo del contenitore andrà adagiato un letto di cocci, ghiaia o palline d’argilla espansa, per favorire il deflusso dell’acqua.

La coltivazione avviene solitamente recuperando i piccoli germogli di nuove foglie, che si sviluppano alla base della pianta. Una volta raggiunti circa i 10 centimetri d’altezza, possono essere staccati dalla varietà madre e trapiantati direttamente nella dimora definitiva. In alternativa, si possono acquistare delle piantine da inserire direttamente nel terreno.

Sul fronte della cura, questo vegetale è a bassa manutenzione. Le annaffiature sono poco frequenti – tanto che, all’aperto, potrebbero bastare le semplici precipitazioni atmosferiche. La concimazione può ripetersi ogni 7-8 mesi, mentre le foglie più vistose e ingombranti possono essere rimosse. Bisogna però prestare attenzione alla presenza di alcuni parassiti fastidiosi, come afidi e cocciniglie.

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