I semi di papavero provengono dal Papaver: un gruppo di piante che crescono spontaneamente in tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In Italia i più noti e diffusi sono i papaveri rossi, che crescono nella bella stagione nei campi di grano o di altre graminacee: appartengono alla specie Papaver rhoeas.

Appartiene al genere Papaver anche una qualità nota per i suoi effetti soporiferi, più correttamente definiti narcolettici, e farmacologici: il Papaver somniferum, ossia il comune papavero da oppio. Di quest’ultimo si impiega, a scopi farmacologici, il lattice per la produzione di morfina e altri oppiacei.

=> Scopri i semi di senape


Il Papaver setigerum, infine, viene coltivato e raccolto per raccoglierne i semi, da cui si ottiene un olio impiegato in pasticceria. I noti semi neri che si trovano in vendita e che vengono impiegati anche per la decorazione di pani e dolci appartengono alle specie Papaver nigrum e Papaver setigerum. Entrambi sono assolutamenti privi di qualunque attività narcolettica.

Vediamo quali sono le caratteristiche nutrizionali, le eventuali controindicazioni all’uso e come impiegarli in cucina nell’ambito di una dieta sana e equilibrata.

Qualità nutrizionali

Questi semi, esattamente come tutti gli altri che vengono impiegati a scopo alimentare, sono ricchi di sostanze oleose e pertanto apportano un’elevata quantità di calorie: una porzione del peso di 100 g contiene più di 500 kcal.

Fortunatamente si tratta di un alimento che raramente viene addizionato in grandi quantità. Tuttavia già 10 grammi, che è quanto corrisponde alla quantità di semi che potrebbe essere aggiunta a uno yogurt o a un’insalata mista di stagione, apportano 50 kcal: si tratta di un contenuto calorico non trascurabile, soprattutto da chi segue una dieta ipocalorica a scopo dimagrante.

=> Scopri gli alimenti ricchi di vitamina B


I semi di papavero sono ricchi di grassi: questi nutrienti ne rappresentano, il 40% circa del peso. Si tratta per la maggior parte di grassi polinsaturi. Discreto anche l’apporto di carboidrati e proteine: il 28% e il 18% del peso rispettivamente. Le proteine dei semi di papavero sono da considerarsi a basso valore biologico, perché povere di amminoacidi essenziali.

Buono è il contenuto in sali minerali, soprattutto ferro, magnesio, calcio e potassio, e interessante l’apporto di vitamina B1.

Controindicazioni

I semi di papavero, come già osservato, sono una fonte di calorie importante, per cui vanno consumati con moderazione, inoltre contengono una discreta quantità di alcaloidi. Considerato che nella dieta quotidiana hanno un impiego limitato, non è necessario prendere specifiche precauzioni, se non quella di evitarne l’uso eccessivo, nonché rinunciarvi durante la gravidanza o in caso di problemi respiratori.

Il pane con i semi di papavero

Ingredienti per 1 kg di pane:

  • 400 g di farina;
  • 400 g di farina di farro;
  • 1 panetto di lievito di birra fresco;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • 3 cucchiai di semi di papavero neri;
  • 100 ml di acqua tiepida;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva.

=> Scopri il pane di farro fatto in casa


Raccogliete le due farine in una ciotola, quindi sciogliete il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero e versate il composto nelle farine mescolate insieme. Iniziate ad amalgamare delicatamente gli ingredienti con una forchetta, po impastate per una decina di minuti fino a ottenere un composto liscio, omogeneo e elastico. Dividete l’impasto in circa 20 piccole pagnotte, disponete su una teglia da forno antiaderente, ungere la superficie del pane e praticate sulla superficie dei tagli. Fate lievitare per due ore in un luogo tiepido, o fino a che il volume sarà raddoppiato, quindi decorate con i semi di papavero e cuocete il pane per un’ora circa nel forno caldo a 180°C.

10 marzo 2017
Lascia un commento