Ambra (pietra): proprietà, leggende e utilizzi

Ambra (pietra): proprietà, leggende e utilizzi

Fonte immagine: Pexels

L'ambra è una pietra da sempre molto amata: ecco le proprietà, le leggende e gli utilizzi in cristalloterapia di questa gemma.

Tra le gemme più amate e universalmente riconosciute, l’ambra occupa certamente un posto speciale. Conosciuta sin da tempi antichissimi, questa pietra è stata impiegata per la produzione dei più svariati monili e gioielli, grazie alla sua affascinante trasparenza. Ancora, è tutt’oggi protagonista di studi e ricerche sul passato dell’uomo e del Pianeta, poiché molti esemplari incastonano dei veri e propri reperti fossili. Ma quali sono le proprietà, gli utilizzi più comuni e le leggende nate attorno a questa pietra?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come si dovrebbe parlare di ambra più in termini di resina che di pietra, almeno nel senso più letterale del termine. Di seguito, tutte le informazioni utili con uno sguardo anche alla cristalloterapia.

Ambra: caratteristiche e usi più noti

Ambra

Con il termine ambra si intende una resina fossile – ovvero una gemma derivata dalla solidificazione proprio di antiche resine – nota anche con il nome di succinite. Quest’ultima definizione, tuttavia, fa riferimento unicamente a un preciso tipo di ambra, quella baltica, mentre oggi si preferisce una catalogazione in base alla provenienza geografica. L’ambra non è altro che la tipica resina prodotte dalle conifere che, solidificandosi nel tempo, assume una consistenza decisamente dura.

A seconda delle varietà, la gemma si caratterizza per vari gradi di trasparenza e per il suo inconfondibile colore, da cui prende appunto il nome. Dalla superficie generalmente liscia, è anche conosciuta poiché spesso incorpora resti vegetali, funghi, insetti e piccoli vertebrati: come facile intuire, questi esemplari sono stati sommersi dalla resina immediatamente dopo il suo rilascio dalle piante, solidificandosi ha permesso la conservazione di questi organismi nei millenni. È proprio per questa ragione che l’ambra è divenuta una dei pilastri per varie discipline di studio, dalla biologia all’archeologia.

La resina è oggi disponibile in rocce sedimentarie, sotto forma di noduli. La gemma viene differenziata a seconda dell’origine geografica: gli esemplari più famosi sono quelli di provenienza baltica – l’ambra più utilizzata anche in gioielleria – domenicana o del Chiapas. La lavorazione della pietra sedimentaria è soprattutto diffusa nel Nord Europa – in particolare Polonia, Lituania, Europa, Danimarca, Svezia e Germania – dove da secoli si è affinata l’arte di produrre gioielli proprio a partire dalla gemma.

L’ambra è oggi impiegata perlopiù in gioielleria – allo scopo di ricavarne collane, bracciali, spille, anelli, orecchini e molto altro ancora – che a scopo di studio, così come già accennato.

Ambra: cristalloterapia e leggende

Ambra

L’ambra è nota sin da tempi antichissimi, tanto che la gemma è protagonista di leggende e racconti popolari, nonché nella mitologia greca. In particolare, la resina è legata alla figura di Fetonte.

Il giovane, convintosi di essere il figlio di Helios, il dio del Sole, chiese conferma alla madre Climene – una ninfa – del suo presentimento. La donna gli consigliò di verificare le sue origini direttamente con gli dei: raggiunto l’Olimpo, Fetonte scoprì di essere effettivamente figlio di Helios. Quest’ultimo promise al giovane di esaudire un suo desiderio, ovvero di guidare il carro del Sole almeno una volta. Nonostante le ritrosie del padre, la richiesta fu accordata: una volta alla guida del carro, però, i cavalli si imbizzarrirono non riconoscendo il loro proprietario: salito troppo in cielo, il carro determinò la nascita della Via Lattea, mentre planando a pochi metri dal suolo il Sole provocò incendi e devastazione. Zeus decise quindi di punire Fetonte intrappolandolo nelle profondità del fiume Eridano: le Eliadi, le sorelle, piansero senza sosta lungo le rive di questo corso d’acqua e, per questa ragione, vennero trasformate in pioppi e le loro lacrime in ambra. Il mito ha dato origine anche alla leggenda sulla nascita del Piemonte, poiché il fiume Eridano viene fatto corrispondere all’attuale Po.

All’interno della cristalloterapia, all’ambra vengono riconosciute svariate proprietà benefiche, seppur non confermate dalla medicina ufficiale. Per questa disciplina, la gemma è collegata alle emozioni e ai sentimenti: non a caso è la pietra che caratterizza le persone più creative, immediate e senza filtri. Indossata oppure disposta nell’ambiente in cui più si soggiorna, può alleviare lo stress, aiutare la concentrazione, incentivare il pensiero creativo, indicare nuove strade per la risoluzione di problemi sia fisici che psicologici, spingere alla scoperta del mondo e allo sviluppo di innovazioni. È inoltre una pietra legata agli affetti più intimi, alla ricerca di un partner, al miglioramento del fascino personale e alla riduzione di tensioni accumulate nel tempo.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

La Mobilità si fa in 4, l’iniziativa di Arval per le scuole