Corniola: usi e poteri in cristalloterapia della pietra

Corniola: usi e poteri in cristalloterapia della pietra

La corniola è una gemma dal colore rossastro o ambrato, conosciuta sin da tempi antichissimi: ecco gli usi e i poteri nella cristalloterapia.

Pietra mediamente preziosa e dalla storia molto affascinante, la corniola è un minerale molto apprezzato, sia per l’uso come elemento decorativo che all’interno delle pratiche di cristalloterapia. Con le sue colorazioni rossastre, brune o ambrate, questa gemma ha affascinato molti popoli e altrettanti culti, divenendone anche un simbolo. Ma quali sono gli usi e i poteri più conosciuti all’interno della cristalloterapia?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come questa disciplina non sia ufficialmente riconosciuta dalla scienza: per questa ragione, non può essere impiegata come sostituto di cure e trattamenti prescritti dal proprio medico. Di seguito, tutte le curiosità sulla pietra.

Corniola: caratteristiche e storia

Corniola
Fonte: Anami via Wikipedia

La corniola è una varietà di calcedonio, una tipologia di quarzo criptocristallino. Si tratta di una parente stretta dell’agata, dell’onice, dell’eliotropo e del crisoprasio, molto amata per le sue colorazioni e spesso scelta come gemma decorativa. È un diossido di silicio la cui tinta è dovuta a una grande quantità di ossidi di ferro. Questo elemento è comunque presente in modo variabile a seconda della tipologia del minerale e ne determina anche la preziosità. Le più richieste sul mercato sono quelle di colore rosso o arancio, dove gli ossidi di ferro sono prevalenti, mentre le variante più chiare sono meno ambite. La gemma, in ogni caso, risponde all’esposizione a fonti di calore: la gradazione diviene più intensa alle alte temperature.

Conosciuta sin dai tempi degli antichi Egizi, dove era considerata la pietra della vita, questa gemma ha trovato i più svariati usi. Gli stessi egizi la associavano al sangue della dea Iside e, per questo, veniva scelta come pietra per accompagnare il corpo dei defunti, agevolandone il passaggio all’esistenza ultraterrena. Nel Buddismo rappresenta uno dei sette tesori, mentre in tempi più recenti il minerale risultava molto amato da Lord Byron, il quale lo rese protagonista di una poesia dedicata a un giovane corista da cui era affascinato.

I principali giacimenti si trovano in Sudamerica, in particolare in Brasile e in Uruguay. Nei secoli scorsi, invece, le più vaste miniere si trovavano in Arabia e in Persia, l’attuale Iran. Oggi viene impiegata per la produzione di strumenti di taglio di precisione, data la sua estrema durezza, ma anche per la produzione di gioielli, come collane e bracciali.

Corniola: uso e poteri nella cristalloterapia

Corniola

All’interno del vasto universo della cristalloterapia, la corniola assume il ruolo di minerale utile a riequilibrare le energie del corpo. Il suo colore rossastro o ambrato rende immediata l’associazione con il sangue e, di conseguenza, alle principali funzioni vitali dell’organismo.

La corniola viene innanzitutto usata per incrementare le energie a propria disposizione, soprattutto in presenza di periodi stressanti o gravosi anche a livello fisico. Può essere quindi scelta per una sessione di studio, per velocizzare un periodo di convalescenza, per stimolare il rafforzamento dei muscoli durante lo sport. Ancora, può essere un alleato utile per chi volesse prendere peso, poiché la cristalloterapia sostiene che la gemma sia in grado di incrementare l’appetito. Contestualmente, si tratta di un rimedio disintossicante, consigliata anche nella gestione di vizi e piccole dipendenze.

All’interno della coppia, la pietra è considerata d’aiuto e buon auspicio per allargare la famiglia, poiché incentiva la fertilità, soprattutto quella femminile. D’altronde, è considerata anche la pietra perfetta da indossare durante il periodo mestruale, poiché pare possa agire su sintomi quali la stanchezza, il dolore e il gonfiore del ventre.

A livello psicologico, infine, alla corniola viene associato il potere di rendere più chiaro il pensiero, superare brevi momenti di depressione, ritrovare la voglia di fare e la concentrazione. È utile per la gestione delle paure, come quella della morte, poiché sin da secoli antichi è associata alla vita ultraterrena.

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