La feta è il più famoso formaggio greco, viene prodotto con latte fresco di pecora e di capra. Il rapporto percentuale tra i due tipi di latte è tipicamente 80% latte ovino e 20% caprino.

La feta è un formaggio stagionato, saporito e salato: ha una caratteristica pasta semidura, poco forata e compatta, dalla spiccata colorazione bianca e senza crosta esterna. Dal punto di vista organolettico è davvero un “formaggio intenso”, apprezzato da chi ama i gusti decisi e sapidi.

Il greco il termine “feta” significa “fetta” e, infatti, il formaggio in questione viene lavorato in grossi pani rettangolari che vengono poi suddivisi in fette più o meno grandi, sia per il consumo che per la commercializzazione.

La feta greca è un prodotto DOP: da più di 10 anni l’Unione Europea ne ha riconosciuto il marchio “denominazione di origine protetta”, pertanto la denominazione “feta” può essere utilizzata sono per il formaggio greco preparato secondo il tradizionale processo di produzione in Grecia.

Come si produce

Il formaggio feta è il prodotto della coagulazione del latte di capra e pecora. La prima cagliata ottenuta viene posta in stampi rettangolari per la fase di spurgo. In seguito le forme vengono salate in superficie, sistemate in recipienti di legno e irrorate con una salamoia.

A questo punto seguono le fasi di maturazione: la prima dura 15 giorni, mentre la seconda dura circa 30 giorni. La feta non viene addizionata di conservanti: è la miscela di acqua e sale, la salamoia appunto, che preserva il formaggio dallo sviluppo di microorganismi e muffe.

Caratteristiche nutrizionali

La feta, come tutti i formaggi stagionati, è un alimento piuttosto calorico: 100 apportano circa 250 kcal e contengono 15.5 grammi di proteine, 20 grammi di grassi e solo 2 grammi di carboidrati.

Le proteine della feta sono altamente digeribili perché il processo di produzione prevede la parziale idrolisi delle caseine e, dunque, l’aumento della frazione solubile delle stesse. Si tratta di proteine a elevato valore biologico, ricche di amminoacidi essenziali.

I grassi sono per la maggior parte saturi e contiene anche una certa quota di colesterolo: 89 mg ogni 100 g di formaggio. Si tratta comunque di un contenuto limitato: ogni giorno un adulto sano che segua una dieta equilibrata e abbia uno stile di vita attivo dovrebbe assumere circa 300 mg di colesterolo con gli alimenti.

Il latte di pecora e il latte di capra con cui si prepara la feta hanno un contenuto di lattosio paragonabile al latte vaccino, pertanto la feta è poco indicata nei soggetti intolleranti al lattosio.

A rendere la feta un formaggio da consumare con moderazione è più che altro l’elevato contenuto di sale: 100 g di feta contengono 1.116 mg di sodio. In pratica, la metà della quantità giornaliera raccomandata. Ciò non significa rinunciare al consumo di questo formaggio, piuttosto evitare di salare gli altri alimenti dello stesso pasto.

La feta, così come gli altri formaggi stagionati e semi stagionati, è un buon ingrediente di un pasto equilibrato. Secondo il modello sano della dieta mediterranea, 50 g di formaggio dovrebbero rappresentare la principiale fonte di proteine e grassi in circa 4 pasti alla settimana.

Come servirla

La feta è un formaggio sapido che si presta a essere utilizzato in diverse preparazioni. Il contenuto elevato di sale può anche essere un vantaggio in cucina, soprattutto quando si serve la feta in insalata o con una semplice pasta al pomodoro. Le due pietanze possono essere preparate senza salare: la feta in scaglie, in entrambi i casi, sarà un’ottima soluzione per assicurare il gusto.

6 agosto 2015
I vostri commenti
giulia, martedì 11 ottobre 2016 alle13:15 ha scritto: rispondi »

ho mangiato per la prima volta la feta, mi è piaciuta ma per il mio palato è un po' troppo salata.

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