Greenstyle Alimentazione Vegetariani più sani dei carnivori, studio spiega perché

Vegetariani più sani dei carnivori, studio spiega perché

Vegetariani più sani dei carnivori, studio spiega perché

Fonte immagine: iStock

I vegetariani sono più sani rispetto ai carnivori. Questa l’indicazione che arriva da uno studio condotto in Scozia, dai ricercatori della University of Glasgow. La ricerca è stata presentata alcuni giorni fa in occasione dello European Congress on Obesity (ECO).

Secondo gli studiosi scozzesi i vegetariani presenterebbero migliori indicatori di salute rispetto a chi consuma carne. I risultati sono stati ottenuti analizzando i profili di 177.723 individui sani di età compresa tra i 37 e i 73 anni, tutti inclusi nello UK Biobank Study. I soggetti sono stati scelti anche il base al fatto che la dieta seguita non ha subito particolari variazioni nel corso di almeno cinque anni.

Sono stati analizzati i risultati dei campioni di sangue e urine raccolti in occasione dello UK Biobank Study, confrontando 19 parametri. Gli indicatori o biomarker hanno valutato possibili connessioni con malattie cardiovascolari, tumori, diabete, infiammazioni articolari e ossee, patologie del fegato o funzionalità renale.

Perché i vegetariani sono più sani dei carnivori

Pur sottolineando il fatto che si tratti di uno studio osservazionale, quindi non capace di fornire collegamenti diretti di tipo “causa-effetto”, il Dr. Carlos Celis-Morales ha concluso spiegando il possibile perché alla base dei vantaggi per la salute riservati a chi segue la dieta vegetariana:

I nostri risultati offrono una riflessione su cibi reali. Oltre a non mangiare carne rossa o processata che potrebbe essere collegata a malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori, la gente che segue una dieta vegetariana tende a consumare più verdure, frutta e frutta secca, che contengono più nutrienti, fibre e altri composti potenzialmente benefici.

Queste differenze nutrizionali possono aiutare a spiegare perché i vegetariani sembrano mostrare minori livelli di indicatori biologici di malattie che possono condurre a danno cellulare o patologie croniche.

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