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Surimi: cos’è e valori nutrizionali

Il surimi, anche noto con il nome di "polpa di granchio", è una preparazione giapponese a base di merluzzo, addensanti e altri additivi alimentari. Questo alimento in realtà non contiene granchio o crostacei, tanto da essere considerato una fonte di proteine diverse dalla carne. Tuttavia, è importante conoscere gli ingredienti del surimi, per scegliere con consapevolezza se consumare o meno questo alimento.

Surimi: cos’è e valori nutrizionali

Fonte immagine: Pixabay

Il surimi è un alimento controverso che proviene dall’Asia, spesso indicato anche con il nome di “polpa di granchio”. Eppure, in gran parte dei casi, del granchio all’interno di questo alimento non c’è traccia. Il nome “surimi” può essere tradotto in italiano come “pesce tritato” ed è effettivamente di questo che si tratta.

All’interno di quei bastoncini di colore bianco e arancione e dal sapore tanto delicato, si trova perlopiù merluzzo, generalmente pollack selvatico dell’Alaska, misto ad addensanti, aromi e a una lunga serie di altri ingredienti.

E a proposito, sai effettivamente cosa c’è dentro al surimi? In questo articolo vedremo qual è la lista degli ingredienti contenuti in questo strano e famoso alimento, ne esamineremo le origini, il profilo nutrizionale e gli eventuali vantaggi.

Prima di cominciare, però, vale la pena ricordare che esistono delle differenze, sia nella preparazione che negli ingredienti, tra la versione tradizionale del surimi e quella di natura industriale. Di conseguenza, anche i valori nutrizionali e le proprietà potrebbero risultare differenti. Ma vediamo da vicino cosa è davvero il surimi e come viene fatto.

Come sono fatti i bastoncini di surimi?

I surimi sono nati in Giappone quasi 1000 anni fa e derivano dalla macinazione e lavorazione degli avanzi di pesce bianco, una tecnica impiegata per conservare i prodotti di scarto. Nei luoghi d’origine, il surimi è noto con il nome di “bastoncino di granchio”, per via del suo caratteristico colore arancione, conferitogli per farlo assomigliare proprio ai crostacei, come granchi o aragoste.

Tuttavia, questa denominazione è caduta in disuso, dal momento che all’interno del surimi non vi sono assolutamente tracce di granchio, fatta eccezione per quei prodotti che contengono una piccola quantità di estratto di granchio, per migliorarne il sapore.

Ma quindi, come vengono fatti i surimi di pesce?

La versione originale di questo alimento vede l’impiego di merluzzo pollack, tipico dell’Alaska. Talvolta vengono impiegati anche altri tipi di pesce, come sgombro e barracuda. Il prodotto viene quindi lavorato all’interno di caratteristici cilindri.

Il pesce verrà deliscato, lavato, tritato e pressato, per poi essere mescolato ad altri ingredienti e compattato all’esterno con alcuni addensanti di tipo alimentare. Successivamente, il prodotto sarà congelato a una temperatura di -20 gradi.

Mediante questo processo di lavorazione, si otterrà un alimento altamente proteico, spesso impiegato in cucina per la preparazione di ricette che prevedono l’utilizzo di polpa di crostacei, come il sushi, le poke, i tramezzini al profumo di mare e così via.

Il surimi può essere impiegato anche per la preparazione di insalate e altri piatti freschi e dal gusto delicato.

Surimi: ingredienti

Abbiamo dato uno sguardo, a grandi linee, al processo di lavorazione e preparazione della polpa di pesce, abbiamo visto che, al loro interno, i surimi congelati o “freschi” che possiamo acquistare al supermercato non contengono solamente merluzzo. Questo ingrediente, in realtà, rappresenta solo il 30-40% del prodotto.

E allora, quali sono gli altri ingredienti impiegati per la preparazione industriale di questo alimento?

Nella maggior parte dei casi, la lista degli ingredienti comprende numerosi addensanti e stabilizzanti, come:

  • Acqua
  • Latte scremato reidratato
  • Amido di frumento
  • Albume d’uovo
  • Olio di colza
  • Zucchero
  • Esaltatori di sapidità
  • Sale
  • Glutammato monosodico.

Per conferire al prodotto il suo caratteristico sapore, generalmente si impiegano l’aroma di granchio e di crostacei, mentre il colore è dato solitamente da colorante alimentare rosso o dalla paprica, una spezia che ben conosciamo.

Valori nutrizionali del surimi

Fonte: Pixabay

Spesso, i bastoncini di polpa di pesce sono scelti da chi è a dieta e da coloro che vogliono aggiungere una porzione di pesce in più al proprio menu settimanale. Ma a conti fatti, qual è il profilo nutrizionale di questo alimento? Si tratta davvero di una scelta sana da aggiungere alla dieta?

Dal punto di vista nutrizionale, il surimi risulta un alimento altamente lavorato, che non apporta un numero eccessivo di calorie. 100 grammi di prodotto apportano infatti dalle 100 alle 130 calorie, a seconda del tipo di preparazione e degli ingredienti impiegati.

Il surimi apporta invece un buon quantitativo di proteine, circa 15 grammi per una porzione da 100 grammi, ragion per cui molte persone optano per questo tipo di alimento. I bastoncini di polpa di pesce sono anche fonte di carboidrati e di pochissimi grassi.

Sono assenti le fibre e gli acidi grassi Omega 3, mentre si trovano tracce di micronutrienti, in particolar modo:

Il surimi fa male alla salute?

E veniamo al dubbio che spesso assale coloro che amano questo tipo di alimento: ma il surimi fa male alla salute o può apportare qualche tipo di beneficio?

Sicuramente, quello che acquistiamo al supermercato e che viene preparato a livello industriale, ha nulla o poco a che vedere con il surimi originale, quello che veniva preparato e consumato subito.

Perché possa essere distribuito e conservato, il prodotto necessita infatti di un lungo processo di lavorazione e di numerosi ingredienti, molti dei quali non hanno granché a che vedere con i prodotti ittici che apportano proteine e grassi sani a volontà.

Possiamo dunque affermare che, dal punto di vista nutritivo, il surimi non può essere considerato una valida alternativa al pesce, né può essere eletto come alimento di qualità, come potrebbero esserlo invece il tonno, il salmone, il merluzzo o lo sgombro.

Spesso il prodotto viene preparato mediante la lavorazione di scarti di altri pesci, con l’aggiunta di sostanze extra di cui potremmo fare sicuramente a meno.

A cosa fanno bene i surimi?

Il vantaggio del surimi è rappresentato dalla sua versatilità e dalla facilità di preparazione, oltre che dal costo sicuramente molto economico e accessibile.

Questo alimento può essere inserito in un gran numero di ricette.

Come mangiare il surimi?

Fonte: Pixabay

Le ricette con i surimi sono varie e sfiziose, e vanno dalle classiche insalate con patate, gamberetti e polpa di pesce, fino ai wonton, alle polpette di polpa di granchio, risotti di funghi e surimi e molte altre pietanze apprezzate da chi non ama particolarmente il sapore intenso del pesce.

I surimi vanno cotti?

Molte persone si sorprendono nello scoprire che questo alimento è in realtà precotto, per cui può essere aggiunto direttamente alle preparazioni in cucina.

Tuttavia, puoi anche scegliere di preparare il surimi al forno, puoi cuocerlo a vapore, saltarlo in padella o friggerlo con un filo d’olio.

Possibili controindicazioni

Fermo restando che il surimi non è considerato un prodotto dannoso per la salute, così come non è considerato un prodotto di elevata qualità, alcune categorie di persone farebbero bene ad evitarne il consumo.

Dato l’elevato apporto di sale, il surimi potrebbe essere controindicato per chi soffre di ipertensione o di patologie renali.

Il prodotto può anche nascondere diversi potenziali allergeni e additivi, come il glutammato monosodico: sostanze che, in alcuni soggetti, possono scatenare delle reazioni avverse. Per questa ragione, è sempre importante leggere bene la lista degli ingredienti prima di consumare il prodotto.

Dal punto di vista della salute, tuttavia, possiamo affermare che il surimi non comporta particolari rischi, in quanto il processo di cottura e quello di pastorizzazione dovrebbero eliminare parassiti o batteri potenzialmente dannosi.

 

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