Namasté: significato del saluto dello Yoga

Namasté: significato del saluto dello Yoga

Fonte immagine: Foto di Irina L da Pixabay

Namasté è un'espressione d'origine indiana frequentemente utilizzata durante le lezioni di Yoga in Occidente: ecco il suo significato.

Sentire pronunciare l’espressione Namasté può risultare molto comune se si frequenta un corso di Yoga. Solitamente viene integrata la componente somatica sia nella parte iniziale della lezione, all’interno del cosiddetto Saluto al Sole, che nel Saluto alla Luna che conclude la sessione. Il suo significato è però più ampio, e il suo stesso impiego nella pratica Yoga risulta oggetto di discussione.

Il saluto noto comunemente come Namasté si compone non soltanto di tale espressione verbale, ma anche di un gesto simbolico (la componente somatica) conosciuto come “mudrā” (più precisamente “anjali mudra“). Quest’ultimo consiste nell’unire i palmi delle mani all’altezza del cuore, ponendo la punta dei pollici a contatto con il petto; serve a incanalare energia positiva e ad attivare il chakra del cuore. Mentre lo si esegue il capo si china leggermente in avanti e gli occhi si chiudono, al fine di immergersi e concentrarsi nell’esecuzione del saluto.

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Significato

Il termine Namasté deriva dal sanscrito ed è composto da “Namas” (“Mi inchino o rendo omaggio”) e “Te” (“A te”). Le prime tracce di questo saluto sono risalenti intorno al 1000 avanti Cristo, presenti in alcune raffigurazioni rinvenute in India. Alcune interpretazioni estendono il concetto alla sfera divina e spirituale portando a concetti quali ad esempio “Il divino in me onora il divino che è in te”, “La scintilla divina che è in me saluta la scintilla divina che è in te” e “La luce che è in me saluta la luce che è in te”.

In India e nei Paesi confinanti viene utilizzato per varie finalità: in alcuni casi può rappresentare un segno di totale sottomissione verso chi si ha di fronte, mentre in altri il proprio rispetto verso un anziano. Nel Buddismo è un segno di rispetto per l’altro. Posizionare le mani all’altezza del Terzo Occhio (tra le sopracciglia) indica profondo rispetto per l’interlocutore.

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Utilizzo nello Yoga

In quella che è la pratica yogica occidentale Namasté viene pronunciato come saluto al termine della lezione. È una prassi che risulta però assente nella cultura indiana, dove non è relazionata in alcun modo all’inizio o al termine dell’esercizio (pur contemplando il mudrā espresso attraverso la giunzione delle mani all’altezza del cuore in occasione del Saluto al Sole e alla Luna).

Si tratterebbe quindi di un eccesso da parte dello Yoga occidentale, che per voler troppo ricalcare la tradizione indiana finisce con l’introdurre nella pratica Yoga di gruppo quello che è un concetto essenzialmente personale e intimistico.

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