Greenstyle Ambiente Animali Leishmaniosi cane: sintomi, cura, prevenzione

Leishmaniosi cane: sintomi, cura, prevenzione

Leishmaniosi cane: sintomi, cura, prevenzione

La Leishmaniosi nel cane è una delle malattie dal nome più noto ai proprietari dei cani, ma non per questo conosciuta nel dettaglio. Molti sanno che è una malattia grave, ma poco conoscono sulle modalità di trasmissione, sulle cause, sui sintomi, sulla cura e sulle modalità di prevenzione che si possono adottare.

Inoltre in pochi sanno che è una zoonosi, anche se fortunatamente, la forma di Leishmania qui presente in Italia, è quella canina e non quella umana. Motivo per cui la trasmissione e successivo sviluppo della patologia nelle persone avviene solamente in circostanze particolari.

Che cos’è la Leishmaniosi canina?

Con il termine di Leishmaniosi si intende una malattia protozoaria che viene trasmessa da insetti vettori noti come flebotomi o pappataci. In realtà la malattia è endemica in più di 70 Paesi e ci sono diverse specie di Leishmania capaci di provocare malattie sia nell’uomo che nei cani.

Qui da noi è solitamente presente solamente la Leishmania infantum, capace di provocare nell’uomo la Leishmaniosi cutanea o la Leishmaniosi Viscerale Zoonotica. Tuttavia è bene precisare sin da subito che il serbatoio di questa forma di Leishmania qui da noi è il cane, sono i nostri amici a quattro zampe gli ospiti preferiti di questo tipo di Leishmania, non l’uomo.

È diverso il caso in altri paesi del mondo, dove è l’uomo il bersaglio di altri tipi di Leishmania. Tecnicamente L. infantum può trasmettersi anche ai gatti, ma c’è da dire che questi sono naturalmente resistenti all’infezione e difficilmente si vede una forma di leishmaniosi felina. Quando accade, di solito la malattia provoca dermatiti croniche.

Leishmaniosi cane: cause

flebotomo
Fonte: Luis Fernández García, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Leishmaniosi canina è provocata dalla Leishmania infantum, protozoo intracellulare obbligato. La malattia viene trasmessa al cane da vettori appartenenti al genere Phlebotomus: sono ditteri ematofagi piccolissimi, gialli e pelosi. Questi flebotomi o pappataci, sono attivi soprattutto al crepuscolo o al tramonto e possono volare anche fino a 1 km di distanza.

È il pappatacio che punge e si nutre del sangue di un cane malato, poi si alza in volo e va a pungere un altro cane, o anche l’uomo, trasmettendogli la malattia. Sono le femmine a pungere, ma la patologia è trasmissibile solamente quando le temperature medie sono costanti tutto il giorno a 19 gradi.

Ciò vuol dire che la malattia può essere trasmessa in primavera, estate e autunno, con variabilità di periodo a secondo di quanto fa caldo. In generale, comunque, la prevenzione viene fatta da marzo a ottobre compresi.

Il flebotomo è diffuso ormai in tutta Italia. Un tempo i pappataci, e di conseguenza la malattia, erano presenti solamente nelle regioni più calde, lungo la costa. Ma adesso la diffusione dei flebotomi ha fatto sì che anche nelle regioni del Nord la patologia sia particolarmente diffusa. Molto probabilmente questi vettori si sono sparsi in tutta Italia grazie anche al commercio dei fiori che hanno portato gli insetti ovunque.

Leishmania cane: patogenesi dell’infezione

Modalità di trasmissione

La Leishmania non può essere trasmessa direttamente da cane a cane: serve un ospite intermedio, il flebotomo per l’appunto. Il cane, invece, rappresenta l’ospite definitivo.

Tutto parte con un pappatacio che fa il pasto di sangue su un cane infetto. Così facendo ingerisce la Leishmania sotto forma di amastigoti non infettanti. Una volta dentro il flebotomo, gli amastigoti subiscono una serie di trasformazione fino a diventare promastigoti flagellanti, mobili e infettanti. Quando poi il pappatacio, ora infetto, fa il pasto di sangue su un altro cane, ecco che trasmette il parassita all’ospite definitivo.

Il serbatoio principale della malattia qui da noi è rappresentato dal cane.

Altre modalità di trasmissione potenziali, ma decisamente più rare sono:

  • trasfusioni di sangue infette
  • via venerea
  • trasmissione per via uterina da madre a figlio

Non ci sono, invece, prove attendibili che la Leishmaniosi possa essere trasmessa da pulci o zecche.

Tempo di incubazione

Il tempo di incubazione della Leishmaniosi è assai lungo e variabile: va dai sei mesi ai due anni, o anche di più.

Cenni di patogenesi

Quando il parassita viene inoculato a seguito del pasto di sangue nell’ospite definitivo, ecco che invade i macrofagi dove di replica. A questo punto il fatto o meno che la malattia si sviluppi e la sua progressione dipendono dalla risposta immunitaria dell’ospite. Bisogna poi ricordarsi che l’infezione tende a persistere nei tessuti. Gli organi bersaglio della Leishmaniosi sono i linfonodi, la milza, il fegato e il midollo osseo.

Nel cane l’infezione solitamente è cronica, può essere asintomatica a vita o evolvere più o meno tardivamente nella malattia sintomatica. Tutto dipende dalla risposta immunitaria del singolo, sono i linfociti T helper CD4+ stimolano il sistema immunitario a produrre o una risposta umorale o una risposta cellulo-mediata.

Si è visto che nei cani e nell’uomo, quando si ha una maggior risposta cellulo-mediata si ha una forma di resistenza alla malattia, mentre quando si ha una continua stimolazione antigenica con annessa risposta anticorpale eccessiva, ecco che si ha lo sviluppo della malattia.

Infatti in questo secondo caso si ha la classica ipergammaglobulinemia che si associa alla patologia con produzione di autoanticorpi che distruggono piastrine e eritrociti. Inoltre si formano anche immunocomplessi che causano vasculite, glomerulonefrite, poliartrite, uveite e anche meningite.

Seppur la Leishmania possa colpire cani di qualsiasi razza (anche meticci), età e sesso, razze come il Pastore Tedesco, il Rottweiler e il Boxer sembrano essere maggiormente suscettibili all’infezione.

Leishmaniosi cane: sintomi

Leishmaniosi cane sintomi
Fonte: Uwe Gille, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La Leishmaniosi è una malattia subdola: può manifestarsi con sintomi iniziali fra i più disparati, colpendo diversi organi e simulando spesso altre malattie. Il che complica un po’ la diagnosi: difficile pensare che quella leggera dermatite o quella diarrea occasionale possano essere, invece, collegate a una Leishmaniosi.

Non solo il tempo di incubazione è lungo, ma anche i sintomi della malattia possono impiegare parecchio a manifestarsi, anche 7 anni dall’infezione primaria. Inoltre non è detto che un soggetto infetto sviluppi sempre la malattia.

Fra i sintomi più comuni di Leishmaniosi nel cane abbiamo:

  • linfonodi aumentati di volume
  • alopecia (tipica la perdica di pelo periorbitale)
  • presenza di una dermatite esfoliativa con forfora più o meno abbondante
  • onicogrifosi (le unghie crescono in maniera eccessiva)
  • abbattimento
  • anoressia
  • dimagramento
  • riduzione del tono muscolare (con particolare riferimento all’atrofia dei muscoli crotafiti)
  • noduli cutanei
  • ulcere cutanee
  • ipercheratosi del naso e dei cuscinetti plantari
  • cheratocongiuntivite
  • episclerite e sclerite
  • uveite
  • gonfiore delle articolazioni
  • zoppia
  • poliuria
  • polidipsia
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • anemia
  • epistassi
  • epatosplenomegalia
  • sintomi neurologici
  • febbre

Il fatto è che non tutti questi sintomi sono presenti contemporaneamente, possono combinarsi fra di loro in maniera variabile e con livelli di gravità differenti.

Solitamente i sintomi iniziali di Leishmaniosi nel cane comprendono la leishmaniosi cutanea, con dermatiti, alopecia e forfora. Qualcuno sostiene che il cane con Leishmaniosi puzzi, ma questo non è dovuto direttamente alla Leishmania, bensì alla dermatite e ad eventuali sovrinfezioni batteriche o fungine che complicano il quadro. Anche se effettivamente, cani con Leishmaniosi avanzata e insufficienza renale possono “puzzare” di uremia.

Altri sintomi a cui prestare attenzione, particolarmente evidenti sono la leishmaniosi del naso con ipercheratosi e l’onicogrifosi.

Complicanze della Leishmaniosi nei cani

Purtroppo spesso alcuni di questi sintomi vengono sottovalutati e capita frequentemente che i cani arrivino a visita dal veterinario quando sono magari presenti già altre complicanze della patologia, come l’insufficienza renale causata dalla formazione di immunocomplessi a livello reni che determinano glomerulonefrite.

Stadi clinici della Leishmaniosi canina

A livello di stadiazione, la Leishmaniosi nel cane riconosce quattro stadi clinici basati sui risultati della sierologia, sui sintomi e sui dati di laboratorio. È importante sapere a quale stadio è il cane perché questo influenza sia la terapia che la prognosi:

  1. Stadio 1 – Malattia lieve: cane sieronegativo o con titolo anticorpale basso (tuttavia meglio confermare con citologia, istologia, immunoistochimica o PCR). Il cane ha segni clinici lievi, come aumento di volume di un singolo linfonodo o dermatite. A livello degli esami del sangue non ci sono anomalie: la creatinina è sotto 1,4 mg/dl e l’animale non è proteinurico (UPC < 0,2). In questo caso si può optare o per il monitoraggio clinico senza terapia o con associazione di farmaci per tempi più brevi. La prognosi è buona
  2. Stadio 2 – Malattia moderata: cane con titolo anticorpale da basso a elevato. Il cane ha i sintomi del precedente stadio, più altri segni: dermatite esfoliativa, onicogrifosi, ulcere, linfoadenomegalia diffusa, anoressia, dimagramento. A livello degli esami del sangue si ha lieve anemia non rigenerativa, ipergammaglobulinemia, ipoalbuminemia. Questo stadio ha due sottostadi: a) creatinina < 1,4 mg/dl e UPC < 0,5 e b) creatinina < 1,4 mg/dl e UPC 0,5-1. La terapia prevede associazione di allopurinolo e antimoniato di meglumina o allopurinolo e miltefosina. La prognosi è da buona a riservata
  3. Stadio 3 – Malattia grave: il cane presenta titoli anticorpali da medi a alti. Come sintomi, oltre a quelli degli stadi precedenti, abbiamo segni da glomerulonefrite e/o uveite. Gli esami del sangue, oltre le aalterazioni precedenti, presentano insufficienza renale cronica in stadio IRIS I con UPC 1-5 o IRIS II con creatinina 1,4-2 mg/dl. La terapia è quella dello stadio precedente, ma associata a quella per l’insufficienza renale. La prognosi è da riservata a infausta
  4. Stadio 4 – Malattia molto grave: il cane presenta titoli anticorpali da medi a alti. Oltre ai sintomi visti in precedenza abbiamo anche tromboembolismo polmonare, sindrome nefrosica e insufficienza renale in stadio terminale. Oltre alle alterazioni ematiche viste prime, si ha insufficienza renale in stadio IRIS III con creatinina 2,1-5 mg/dl o stadio IRIS IV con creatinina > 5 mg /dl, sindrome nefrosica e UPC > 5. La terapia deve essere adattata al singolo paziente. La prognosi è infausta

Leishmaniosi cane: diagnosi

Leishmania infantum
Fonte: Filipe Dantas-Torres, Attribution, via Wikimedia Commons

Per quanto riguarda la diagnosi di Leishmaniosi, come prima cosa si devono effettuare diversi esami del sangue: in parte serviranno per stabilire la positività o meno, in parte per capire lo stato di salute generale del cane e capire in quale stadio sia la malattia. A livello di esami del sangue generici, spesso si trova:

  • anemia non rigenerativa
  • aumento delle proteine
  • ipoalbuminemia
  • ipergammaglobulinemia
  • riduzione del rapporto albumine/globuline
  • aumento delle transaminasi
  • aumento della creatinina
  • iperazotemia
  • trombocitopenia
  • proteinuria

Poi si procede con i test per stabilire la positività. Può essere necessaria anche una combinazione di esami. La sierologia tramite immunofluorescenza indiretta (IFAT) o Elisa, fa parte dello screening di base e va alla ricerca degli anticorpi. Per essere positivo, deve esserci stata sieroconversione, il che per la Leishmania vuol dire aspettare anche 5 mesi (prima sono possibili falsi negativi).

Se il titolo supera di 4 volte il valore soglia, se sono presenti alterazioni ematiche e sintomi, allora la malattia è sicuramente confermata. Solitamente, valori inferiori a 1:40 sono considerati negativi, o al massimo solo contatto con produzione di pochi anticorpi, titoli fra 1:40 e 1:80 sono dubbi e cani con titoli superiori a 1:80 sono positivi.

In caso di sintomi scarsi o assenti e con anticorpi bassi o solo lievemente aumentati, prima di dichiarare il cane malato bisogna fare altri esami che cercano direttamente il parassita come la citologia, l’istologia o la PCR, che va alla ricerca del DNA della Leishmania.

Per quanto riguarda la PCR, solitamente la si usa su linfonodi, midollo osseo, milza, cute o tamponi congiuntivali, mentre su sangue potrebbe essere meno sensibile. Ma attenzione, anche qui una positività alla PCR, in assenza di sintomi o alterazioni ematiche, potrebbe indicare semplice infezione o contatto che non necessariamente evolve in malattia.

Leishmaniosi cane: cura, prevenzione e profilassi

Leishmaniosi cane: con cosa fare prevenzione?

Meglio prevenire che curare: il detto è più che veritiero in questo caso. La prevenzione per la Leishmaniosi la si fa utilizzando repellenti che tengano lontani i pappataci. Ovviamente, anche applicandoli correttamente, non è matematico che nessun pappatacio punga mai il cane, ma più precisi e puntuali si è ad applicarli e meglio è.

Chiedi al tuo veterinario quale prodotto sia più idoneo utilizzare in base alla situazione epidemiologica locale. Ci sono fialette spot on, spray o collari che funzionano come repellenti contro la Leishmaniosi. Solitamente questi prodotti agiscono anche contro le pulci e le zecche. Attenzione, non tutti i prodotti in commercio sono registrati per la Leishmaniosi.

Evita anche di portare a spasso il cane nelle ore di maggior attività dei flebotomi, soprattutto lungo laghi e fiumi. Se lo tiene in casa, applica le zanzariere per garantire una protezione maggiore.

I vaccini per la Leishmaniosi nel cane

In Italia sono registrati due vaccini contro la Leishmaniosi: devono essere fatti solamente su cani sierologicamente negativi, il che vuol dire che prima di fare il vaccino bisogna effettuare il relativo esame del sangue. Possono essere fatti solamente ai cani di età superiore ai 6 mesi.

Il primo uscito in ordine di tempo è il Canileish, nel 2011, richiede tre richiami a distanza di tre settimane e poi un richiamo annuale. Il secondo è il Letifend del 2016, che richiede una dosa iniziale e poi richiami annuali.

È bene ricordare, però, che anche in questo caso la vaccinazione non previene l’infezione, ma riduce solamente la possibilità che l’infezione evolva verso lo stadio di malattia sintomatica. Questo significa che visto che i cani vaccinati possono comunque essere infetti, ecco che i repellenti devono essere usati con regolarità anche nei soggetti vaccinati.

Come si cura la Leishmaniosi in un cane?

Sono quattro le molecole registrate in Italia per la cura della Leishmaniosi:

  • antimoniato di meglumina: iniettabile, come effetti collaterali nefrotossicità e dolore nel sito di inoculo
  • allopurinolo: compresse, come effetti collaterali formazione di cristalli di xantina e ossalato di calcio
  • miltefosina: soluzione orale, come effetti collaterali vomito e diarrea
  • domperidone: soluzione orale, come effetti collaterali galattorrea

Sarà il tuo veterinario, in base allo stadio clinico, a stabilire quale sia l’associazione di farmaci migliore.

Normalmente, infatti, si usa associare l’allopurinolo a miltefosina o antimoniato, difficile che venga utilizzata una monoterapia. È bene sapere, poi, che dalla Leishmaniosi il cane non guarisce, è una malattia curabile, ma non guaribile. La si può tenere sotto controllo, ma non è detto che il cane non abbia recidive anche dopo l’apparente guarigione.

La Leishmaniosi canina è pericolosa per l’uomo

Tecnicamente la Leishmaniosi è una zoonosi, quindi patologia trasmissibile all’uomo. Ma ci sono alcune considerazioni da fare:

  • Non è il cane che la trasmette direttamente all’uomo, bensì è lo stesso pappatacio infetto che potrebbe pungere l’uomo al posto del cane a trasmettere la malattia
  • La varietà di Leishmania che abbiamo qui è quella canina, pertanto noi non siamo gli ospiti preferenziali
  • I rari casi di Leishmaniosi umana segnalati in Italia erano relativi a persone gravemente immunodepresse o con gravi deficit del sistema immunitario. Se così non fosse, visto che tutti siamo regolarmente punti dai pappataci ogni santo anno, dovremmo essere tutti malati, cosa che non è

Esistono comunque degli esami del sangue specifici che anche l’uomo può fare per capire se abbia la Leishmaniosi o meno.

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