Conservazione ambientale

Forestami riconosciuto dall’ONU come progetto mondiale alla COP17: Milano e i tre milioni di alberi diventano modello globale

Forestami premiato dall'ONU alla COP17: Milano e il progetto di tre milioni di alberi riconosciuto World Restoration Fla
Forestami, il progetto di tre milioni di alberi a Milano, è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come World Restoration Flagship alla COP17. Unico progetto europeo prem

Alle Nazioni Unite si premiano i progetti capaci di trasformare concretamente il rapporto tra le città e la natura. E tra gli otto riconoscimenti World Restoration Flagship assegnati nel 2026, uno solo proviene dall’Europa: è Forestami, il progetto della Città metropolitana di Milano che punta a piantare tre milioni di alberi entro il 2030. Il premio è stato annunciato durante la COP17 sulla biodiversità, svoltasi a Yerevan, in Armenia, e colloca Milano tra i modelli globali di riforestazione urbana, al fianco di iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti.

Cosa sono i World Restoration Flagship e perché contano

Il riconoscimento World Restoration Flagship viene assegnato dalle Nazioni Unite a progetti che dimostrano risultati concreti e replicabili nel ripristino degli ecosistemi. Non si tratta di un premio simbolico: essere inseriti in questa lista significa entrare in una rete internazionale di buone pratiche che le istituzioni globali usano come riferimento nelle politiche ambientali.

Nel 2026 sono stati selezionati otto progetti in tutto il mondo. Gli altri awardees operano in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti. Il fatto che Forestami sia l’unico progetto europeo tra questi non è un dettaglio secondario: indica che, almeno secondo i criteri ONU, nessun’altra iniziativa continentale ha raggiunto lo stesso livello di rilevanza e impatto nel campo del ripristino degli ecosistemi urbani.

Forestami, Milano e gli alberi: le origini del progetto

Forestami nasce nel 2018 a partire da una ricerca del Politecnico di Milano. L’idea di fondo è semplice nella formulazione, ambiziosa nell’esecuzione: aumentare la copertura arborea dell’area metropolitana milanese del 5%, piantando complessivamente tre milioni di alberi entro il 2030.

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Milano è una delle aree urbane più densamente costruite d’Italia, con livelli di inquinamento atmosferico tra i più alti d’Europa. La scarsità di verde non è soltanto un problema estetico: incide sulla qualità dell’aria, sulla gestione delle acque piovane, sull’effetto isola di calore che rende le estati sempre più difficili da sopportare. Il progetto di forestami e degli alberi a Milano risponde a queste sfide con uno strumento biologico — gli alberi, appunto — anziché puramente tecnologico.

Il coinvolgimento del Politecnico di Milano nella fase di ricerca ha permesso di costruire il progetto su basi scientifiche, individuando le aree prioritarie di intervento nell’area metropolitana e le specie più adatte al contesto climatico e urbano locale.

Perché Milano è diventata un modello europeo

Il riconoscimento ONU alla COP17 arriva in un momento in cui molte città europee stanno cercando strategie per adattarsi al cambiamento climatico. Ma non tutte riescono a tradurre le intenzioni in infrastrutture verdi su larga scala. Forestami si distingue per almeno due ragioni concrete.

La prima è la scala dell’obiettivo: tre milioni di alberi in un’area metropolitana densa come quella milanese rappresentano un impegno straordinario, non una sperimentazione pilota su qualche ettaro. La seconda è la struttura istituzionale che lo sostiene: è la Città metropolitana di Milano a guidare il progetto, il che garantisce continuità amministrativa e capacità di coordinamento tra comuni diversi.

Essere il solo progetto europeo premiato tra gli World Restoration Flagship 2026 significa anche che Forestami viene ora citato nelle sedi internazionali come riferimento per altre città che vogliono avviare percorsi simili. È una forma di soft power ambientale che va oltre il territorio lombardo.

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Il contesto: la COP17 di Yerevan e il ripristino degli ecosistemi

La COP17 sulla biodiversità, tenutasi a Yerevan nell’ottobre 2026, è stata l’occasione per fare il punto sugli impegni globali in materia di tutela degli ecosistemi. Il ripristino delle aree degradate — foreste, zone umide, suoli urbani — è diventato uno dei pilastri delle strategie internazionali per contrastare sia la perdita di biodiversità sia gli effetti del cambiamento climatico.

In questo contesto, il riconoscimento assegnato a Forestami non è isolato: fa parte di una strategia ONU che punta a identificare e valorizzare le esperienze più significative a livello globale, per accelerarne la diffusione. Gli altri sette progetti premiati operano in contesti molto diversi — da aree rurali in Etiopia a ecosistemi forestali in Colombia — ma condividono con Forestami l’obiettivo di dimostrare che il ripristino degli ecosistemi è possibile, misurabile e scalabile.

Cosa cambia per il progetto dopo il premio

Un riconoscimento di questo tipo produce effetti concreti. Innanzitutto rafforza la visibilità internazionale del progetto, facilitando potenziali collaborazioni con altri enti e istituzioni. In secondo luogo, il fatto di essere inseriti nella rete World Restoration Flagship apre canali di confronto con i team che gestiscono gli altri sette progetti premiati — esperienze che possono offrire spunti metodologici utili per le fasi successive di Forestami.

L’obiettivo dei tre milioni di alberi entro il 2030 rimane il punto di riferimento principale. Mancano quattro anni, e il lavoro sul territorio milanese continua. Il riconoscimento ONU arriva quindi non come punto d’arrivo, ma come conferma che la direzione intrapresa dalla Città metropolitana di Milano è considerata, a livello globale, tra le più significative nel campo del ripristino degli ecosistemi urbani.

Per chi vuole approfondire il quadro internazionale in cui si inserisce il premio, il programma UN Decade on Ecosystem Restoration delle Nazioni Unite offre il contesto più completo sulle iniziative riconosciute a livello globale. Forestami figura ora tra queste, unico rappresentante europeo di un’edizione che ha selezionato solo otto progetti in tutto il mondo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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