Una chimica del fluoro senza acido fluoridrico, “spugne molecolari” che catturano l’anidride carbonica dall’aria, un processo catalitico che riporta polietilene e polipropilene alle loro molecole di partenza. Sono le tre ricerche premiate il 29 ottobre al Palazzo del Quirinale nella diciottesima edizione degli Eni Award, il riconoscimento internazionale dedicato agli studi su energia e ambiente. La cerimonia si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni Giuseppina di Foggia e dell’Amministratore Delegato Claudio Descalzi.
Istituito nel 2008, il premio seleziona le candidature attraverso una Commissione Scientifica che negli anni ha coinvolto ricercatori dei principali istituti mondiali, tra cui sei Premi Nobel. L’impianto resta quello delle origini: tre riconoscimenti principali, una sezione per i giovani ricercatori formati nelle università italiane, una per i talenti africani e una menzione speciale per le startup.
Fluoro, CO2 e plastica: i tre premi principali
Il premio Transizione Energetica è andato a Véronique Gouverneur, University of Oxford, per il lavoro sulla chimica del fluoro. I suoi processi permettono di produrre i composti fluorati impiegati nelle batterie, nei farmaci e in agricoltura evitando il passaggio attraverso l’acido fluoridrico, sostanza ad alta criticità per sicurezza e impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato che il fluoro può essere recuperato dai rifiuti industriali, chiudendo il cerchio in chiave circolare.
Il premio Frontiere dell’Energia è stato assegnato a Laura Gagliardi, University of Chicago, che ha sviluppato modelli matematici basati sulla meccanica quantistica per prevedere le proprietà dei materiali prima di sintetizzarli in laboratorio. Tra le applicazioni, le strutture reticolari metallo-organiche: materiali porosi che funzionano come spugne molecolari, capaci di catturare la CO2 direttamente dall’atmosfera e di raccogliere acqua dall’umidità dell’aria.
Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate è andato a John F. Hartwig, University of California Berkeley, per un processo catalitico scalabile che scompone polietilene e polipropilene, le due plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti di base. I monomeri così ottenuti possono essere riutilizzati per produrre nuova plastica senza perdita di qualità , a differenza del riciclo meccanico tradizionale, con una riduzione di rifiuti, consumo di materie prime fossili ed emissioni.
Giovani ricercatori: acqua, vento d’alta quota e batterie esauste
Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, riservato a chi ha conseguito il dottorato in un’università italiana, ha premiato due lavori. Leonardo Magherini (Politecnico di Torino) ha studiato come si muovono nell’acqua diverse tipologie di particelle, che a seconda dei casi rappresentano un rischio per l’ambiente o uno strumento per la bonifica dei siti contaminati. Filippo Trevisi (Politecnico di Milano) si è occupato dei ventoplani, velivoli ancorati a terra da un cavo che volano lungo traiettorie circolari ad alta quota per produrre energia eolica anche dove non è possibile installare turbine convenzionali.
La sezione Giovani Talenti dall’Africa ha premiato Nosakhare Jeremiah Aigbedion (Pan African University, Kenya), che lavora a leghe metalliche più resistenti per l’accumulo termico negli impianti solari a concentrazione, così da produrre elettricità anche dopo il tramonto, e Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo (University of South Africa), che ha messo a punto un metodo a ultrasuoni per recuperare litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste e reimmetterli nella produzione di nuovi accumulatori.
Le startup: packaging dagli scarti agricoli e alghe al posto dei PFAS
La menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, assegnata attraverso Joule, la Scuola per l’Impresa di Eni, ha riconosciuto tre startup. Alkelux produce un nanopolimero ecosostenibile usato come additivo nel packaging alimentare, ottenuto valorizzando gli scarti di lavorazione agricola. Algae Scope trasforma le alghe marine in una polvere naturale e atossica che rende tessuti e materiali idrorepellenti e ignifughi, proponendosi come alternativa ai PFAS, i composti perfluoroalchilici al centro del dibattito europeo per persistenza e tossicità . Hypermeteo elabora dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione, combinando osservazioni globali, intelligenza artificiale e algoritmi proprietari.
Nella sezione Eni for Innovation, dedicata ai progetti interni al gruppo, sono stati premiati un processo per la valorizzazione energetica degli scarti alimentari, una tecnologia di pirolisi sviluppata da Versalis per il riciclo di rifiuti plastici misti a composizione variabile e una metodologia per la specializzazione di modelli linguistici di grandi dimensioni su domini aziendali.
Sono già aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award: le candidature possono essere presentate fino al 20 novembre 2026.








