Inquinamento

Stop alla produzione di PFAS a Spinetta Marengo, ma la contaminazione persiste nel territorio

Stop alla produzione di PFAS a Spinetta Marengo, ma la contaminazione rimane
Syensqo interrompe la produzione di C6O4 a Spinetta Marengo, ma la PFAS contaminazione del suolo e delle acque persiste e richiede bonifica a lungo termine.

Lo stabilimento di Spinetta Marengo, nel comune di Alessandria, è al centro da anni di una delle controversie ambientali più complesse del nord Italia. Ora arriva una svolta attesa: Syensqo, già nota come Solvay, ha annunciato la cessazione anticipata della produzione di C6O4, un composto fluorurato appartenente alla famiglia dei PFAS — le cosiddette forever chemicals — prima ancora del termine obbligatorio fissato al 1° gennaio 2027. La notizia segna un passaggio formale importante, ma non chiude affatto il capitolo della contaminazione da PFAS a Spinetta Marengo: suolo, falde acquifere e corpi delle persone che vivono nei dintorni portano ancora i segni di decenni di esposizione.

Cosa è il C6O4 e perché era ancora in produzione

Il C6O4 è un composto fluorurato impiegato come additivo nei processi di polimerizzazione. Appartiene alla vasta categoria dei PFAS (per- and polyfluoroalkyl substances), sostanze sintetiche caratterizzate da legami carbonio-fluoro estremamente stabili, che le rendono quasi indistruttibili nell’ambiente. Proprio questa persistenza ha spinto l’Unione Europea e le autorità nazionali a regolamentarne sempre più severamente l’uso e la produzione.

Nel caso di Spinetta Marengo, la produzione di C6O4 non era mai stata semplice da gestire sul piano normativo e della comunicazione pubblica. Dopo una serie di pressioni da parte di associazioni ambientaliste e residenti, lo stabilimento aveva comunque ripreso la produzione di C6O4 il 26 luglio 2024, nonostante la già documentata contaminazione del suolo e delle acque locali — una scelta che aveva riacceso le polemiche. L’annuncio di ottobre 2026 rappresenta dunque la fine di un ciclo produttivo che aveva resistito a lungo alle richieste di interruzione.

L’autorizzazione ambientale e lo stop anticipato

La scadenza del 1° gennaio 2027 non era casuale: era stata fissata dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), un provvedimento sottoscritto da Arpa, dalla Provincia, dal Comune e dall’autorità sanitaria locale. Questo strumento vincolante aveva imposto a Syensqo un termine preciso entro cui cessare la produzione del composto fluorurato.

La società ha anticipato quella scadenza, e la ragione tecnica dichiarata riguarda lo sviluppo di una nuova tecnologia che consente di condurre i processi produttivi dello stabilimento senza il ricorso ai fluorosurfactanti — gli agenti tensioattivi fluorurati di cui il C6O4 faceva parte. Si tratta di un risultato industriale che, se confermato nella pratica, potrebbe avere implicazioni più ampie per il settore chimico, dove l’eliminazione di queste sostanze dai processi di polimerizzazione è stata a lungo considerata tecnicamente difficile.

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Resta però una distinzione fondamentale: smettere di produrre C6O4 non equivale a bonificare il territorio. La contaminazione da PFAS nella zona di Spinetta Marengo è una realtà accumulata nel tempo, non una conseguenza reversibile con la sola interruzione della produzione.

La contaminazione da PFAS a Spinetta Marengo: cosa sappiamo

I residenti che vivono nelle vicinanze dello stabilimento di Syensqo a Spinetta Marengo presentano livelli significativi di PFAS nel sangue. Le sostanze sono state rilevate sia nell’aria sia nelle falde acquifere locali: un dato che fotografa anni di dispersione ambientale e che non scomparirà con l’annuncio di ottobre 2026.

L’impianto si trova nel triangolo industriale tra Milano, Genova e Torino, in una zona del Piemonte che ha storicamente ospitato attività chimiche di grande scala. La posizione geografica — e la densità abitativa dell’area — rende il tema della contaminazione da PFAS a Spinetta Marengo particolarmente delicato, sia per la salute pubblica sia per la gestione delle risorse idriche sotterranee.

Le forever chemicals non si degradano spontaneamente nell’ambiente e tendono ad accumularsi negli organismi viventi. Anche dopo la cessazione delle emissioni, le sostanze già presenti nel suolo e nelle acque continuano a rappresentare un rischio, rendendo indispensabili interventi strutturali di bonifica — la cui entità e durata restano da definire nel dettaglio.

Il processo ai due ex direttori e il ruolo dell’attivismo locale

Parallelamente alla vicenda industriale, si apre un fronte giudiziario. Due ex direttori dello stabilimento di Spinetta Marengo sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale colposo. Il processo rappresenta un momento atteso da chi ha combattuto per anni contro la presenza di PFAS nell’area, e la sua rilevanza va oltre il caso specifico: potrebbe contribuire a definire precedenti giuridici sull’attribuzione di responsabilità per la contaminazione da sostanze fluorurate in Italia.

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L’attivismo locale ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale nel portare la questione all’attenzione pubblica e istituzionale. La pressione esercitata da comitati e associazioni ha contribuito a mantenere alta l’attenzione su uno stabilimento che, per la sua storia e le sue dimensioni, avrebbe potuto restare fuori dai riflettori nazionali.

Cosa cambia ora e cosa resta irrisolto

Lo stop anticipato alla produzione di C6O4 è un fatto concreto, con un valore simbolico e pratico rilevante. Riduce le emissioni in corso e segnala che, almeno in questo caso, la pressione normativa e quella sociale hanno prodotto un risultato misurabile prima della scadenza imposta.

Tuttavia, la contaminazione da PFAS a Spinetta Marengo non è un problema che si chiude con un comunicato. Le sostanze già disperse nell’ambiente — nelle acque di falda, nel suolo, nei corpi delle persone — richiedono interventi di lungo periodo che vanno dalla caratterizzazione precisa delle aree contaminate alla bonifica effettiva, passando per il monitoraggio sanitario continuo della popolazione esposta. Su questi fronti, la strada è ancora lunga.

Per chi vuole approfondire il quadro normativo europeo sui PFAS, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato valutazioni dettagliate sui rischi per la salute umana legati all’esposizione a queste sostanze.

Il caso di Spinetta Marengo resta uno dei più emblematici in Italia sul tema delle forever chemicals: non perché sia il solo, ma perché concentra in un unico luogo la complessità di un problema che riguarda produzione industriale, salute pubblica, responsabilità legale e bonifica ambientale. Lo stop alla produzione è un punto di partenza, non un punto di arrivo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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