Farinello infestante: eliminarlo in modo naturale

Farinello infestante: eliminarlo in modo naturale

Fonte immagine: Pixabay

Il farinello infestante è una pianta diffusa ovunque in Italia: ecco come eliminarlo da orti e giardini in modo naturale, recuperandolo anche in cucina.

Il farinello comune è una nota pianta erbacea diffusa pressoché in tutta Italia, tanto rigogliosa quanto infestante: si tratta, infatti, di un’erba estremamente resistente. Molto prolifica e adattabile al clima, questa pianta è di solito diffusa negli orti, dove è fra i primi esemplari infestanti a comparire. Eppure, nonostante la sua rapidissima riproduzione, il farinello è una specie da non sottovalutare: può essere infatti facilmente impiegata in cucina e, non ultimo, presenta anche delle caratteristiche utili all’organismo. Ma come eliminarla in modo naturale?

Così come già accennato, il farinello comune è una specie commestibile e utile al benessere del fisico. Per questa ragione, quando si elimina dall’orto o da un giardino fiorito, può essere utile recuperarne le parti innescando così un circolo virtuoso. Di seguito, qualche indicazione utile.

Farinello comune: cosa è?

Chenopodium
Enrico Blasutto via Wikimedia

Il Chenopodium album – noto come farinello comune o chenopodio – è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Estremamente diffusa su tutto il territorio italiano, cresce pressoché ovunque: nei campi fioriti così come negli orti, ma anche a ridosso di muretti, fra le crepe del cemento e in molti altri luoghi ancora. Data la sua velocissima riproduzione, e l’ottima capacità d’adattamento, è considerata una specie infestante. Nonostante questo, l’uso in cucina è molto diffuso date anche le sue note proprietà nutrizionali.

La pianta si caratterizza per numerose foglie ovali e allungate, di intenso colore verde, dall’odore importante e dalla sensazione al tatto quasi vellutata, “farinosa”. Non a caso, è chiamato anche “farinaccio” in alcune regioni italiane. La varietà è solitamente alta dai 30 ai 40 centimetri, anche se ne esistono esemplari addirittura da 200, e produce all’estremità delle piccole inflorescenze bianche, a protezione dei semi. A livello alimentare, praticamente ogni parte della pianta viene impiegata, in particolare proprio i semi, i quali ricordano l’amaranto. Il farinello viene normalmente impiegato cotto in insalata, saltato in padella, per la creazione di ripieni e in molti altri modi: nel Centro America, ad esempio, i semi vengono impiegati come sostituto del riso.

Tra le proprietà del farinaccio, un apporto elevato di vitamine A e C, buone dosi di alcune rappresentanti del gruppo B, fibre e minerali come calcio, potassio e ferro. Tradizione popolare vuole che sia un rimedio antinfiammatorio, depurante, regolante del transito intestinale e benefico per quello urinario.

Farinello comune: come eliminarlo

Zappa

A discapito delle sue ottime proprietà alimentari e benefiche, il chenopodio non è sempre fra le specie più gradite quando si deve gestire un orto oppure un giardino: la sua crescita massiccia e inarrestabile, infatti, potrebbe sottrarre risorse ed elementi nutritivi a fiori e verdura. È tuttavia possibile eliminarlo ricorrendo a dei metodi completamente naturali, in caso non si volessero impiegare diserbanti oppure altre soluzioni chimiche commerciali.

Il metodo più diffuso è quello della rimozione manuale, con l’estrazione del chenopodio dal terreno, prestando attenzione a eliminare tutte le radici dal terreno. Se l’area da trattare non è destinata alla coltivazione di fiori e verdure, utile potrebbe essere anche una soluzione di acqua e sale, per portare al disseccamento delle radici stesse. Ancora, si può procedere con la zappa, metodo veloce e indolore per rimuovere tutte le piante indesiderate.

È bene non abbandonare i resti delle piante sul terreno, poiché potrebbero comunque attecchire nuovamente, mentre ottima è la pacciamatura dell’area coltivata: un metodo efficace, e poco dispendioso, per limitare una nuova crescita del farinello. La copertura del terriccio può avvenire con ghiaia, paglia, truciolati di legno e corteggia. Ancora, si possono impiegare teloni di cellophane oppure di plastica.

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