L’aumento delle sanzioni per i ticket sanitari non pagati -greenstyle.it-
In una Regione si registra una crescente ondata di contestazioni riguardanti il mancato pagamento dei ticket sanitari.
Migliaia di cittadini, in particolare anziani, invalidi e persone con redditi bassi, si vedono oggi recapitare lettere con richieste di pagamento che superano di gran lunga l’importo originario del ticket, a causa di sanzioni amministrative e interessi applicati dalla Regione.
Le recenti verifiche incrociate svolte da Regione Lombardia, in collaborazione con le ATS e l’Agenzia delle Entrate, hanno portato a una revisione rigorosa delle posizioni relative alle esenzioni autocertificate nel 2020. Molti cittadini avevano compilato l’autocertificazione per ottenere l’esenzione, seguendo indicazioni di medici di base o sportelli Ats, confidando nella correttezza delle procedure. Tuttavia, dopo approfonditi controlli, la Regione contesta ora l’uso improprio delle esenzioni, sostenendo che i requisiti non fossero sempre rispettati.
La novità più rilevante riguarda il raddoppio delle sanzioni amministrative: chi non aveva diritto all’esenzione non dovrà solo pagare il ticket dovuto, ma si vedrà recapitare una sanzione pari al 100% dell’importo originario, oltre a interessi e spese aggiuntive. In termini pratici, un ticket da 100 euro può trasformarsi in una richiesta di circa 230 euro. Questa sanzione non è eliminabile nemmeno con il pagamento immediato, rendendo quindi particolarmente gravoso il carico economico per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Le proteste dei sindacati e la posizione dell’opposizione
Questa decisione ha suscitato l’indignazione di diverse organizzazioni sindacali, tra cui UIL Lombardia e SPI CGIL Lombardia. Federica Trapletti, della segreteria SPI CGIL, ha definito “inaccettabile” l’atteggiamento della Regione, sottolineando come molte delle persone coinvolte abbiano agito in buona fede in un contesto di grande difficoltà sanitaria e burocratica.
Il sindacato denuncia un sistema basato sull’autocertificazione che espone i cittadini fragili a errori non volontari, e critica duramente la disparità di trattamento rispetto agli evasori fiscali, che possono invece regolarizzare la loro posizione senza incorrere in sanzioni grazie a misure governative di rottamazione delle cartelle esattoriali. Questa disparità è vista come un vero e proprio “due pesi e due misure”, che colpisce soprattutto anziani e persone in difficoltà economica.
Dalla minoranza in Consiglio regionale, in particolare dal Partito Democratico lombardo, si ricorda come la Regione si fosse impegnata tempo fa a superare l’uso dell’autocertificazione per evitare proprio queste situazioni. Tuttavia, questo impegno non è stato mantenuto, e oggi a pagare sono soprattutto soggetti fragili, come disoccupati e pensionati, che si sono affidati a un sistema poco chiaro e poco supportato.

Sindacati e patronati invitano caldamente chi riceve verbali di contestazione a non ignorare le comunicazioni. È fondamentale rivolgersi tempestivamente agli sportelli territoriali per verificare la correttezza degli importi richiesti e valutare la possibilità di chiedere una rateizzazione o un ricorso.
In molti casi sono già stati ottenuti annullamenti o riduzioni delle cartelle, soprattutto quando si dimostra che l’errore è stato causato dalla confusione generata dall’autocertificazione e dalle condizioni emergenziali del 2020. L’assistenza e la consulenza di esperti sono quindi essenziali per tutelare i diritti dei cittadini più vulnerabili.
