Greenstyle Alimentazione Carenza di magnesio: cause e cure

Carenza di magnesio: cause e cure

Carenza di magnesio: cause e cure

Fonte immagine: Pixabay

La carenza di magnesio comporta numerosi sintomi fisici e neurologici, nelle donne così come negli uomini. Segnali che, tuttavia, sono comuni anche ad altre patologie e che necessitano di ulteriori indagini per una diagnosi certa.

Così come tutti i sali minerali, anche di questo oligoelemento bisogna soddisfare il fabbisogno per rimanere in salute. Ma perché scende il magnesio? E cosa fare in caso di una sua carenza? Andiamo con ordine.

Carenza di magnesio: cause e cure
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Cos’è il magnesio

Il magnesio è un macroelemento. Appartiene alla categoria dei minerali presenti nell’organismo in quantità più elevate insieme a calcio, fosforo, sodio, potassio, cloro e zolfo. E’ un nutriente essenziale per la salute in genere e per il corretto funzionamento dei muscoli e dei nervi.

È implicato nella contrazione e nel rilassamento muscolare, per mantenere la glicemia e la pressione sanguigna al giusto livello e per produrre proteine, ossa e DNA.

Carenza di magnesio

La carenza di magnesio – nota anche come ipomagnesemia – non è comune, si verifica quando il corpo non riceve tutto il minerale del quale ha bisogno per mantenersi in salute. Il fabbisogno giornaliero di magnesio raccomandato equivale a 300 mg.

In un soggetto adulto è presente in una quantità variabile tra i 20 e i 28 grammi. Circa la metà o poco più si trova nelle ossa, poco meno del 40% nei tessuti molli e l’1% nel sangue. In genere i problemi legati ad una sua carenza sono rari, ma possono diventare preoccupanti se questa permane a lungo.

Carenza di magnesio: cause

Il magnesio viene assorbito dall’intestino tenue, viene quindi filtrato dai reni. Il nostro organismo lo espelle tramite i liquidi fisiologici, ossia urina e sudore, ma anche feci. Ma ciò non basta da solo a provocarne una grave carenza.

Questa può scaturire in presenza di determinate situazioni, come l’assunzione di alcuni farmaci o il regolare abuso di alcolici. O, ancora, laddove vi siano condizioni di salute precarie che possono compromettere l’assorbimento del minerale. Cosa abbassa il magnesio? Cause che possono influire sono:

  • Una dieta povera o poco equilibrata
  • Diabete di tipo 2
  • Celiachia
  • Problemi digestivi come il morbo di Crohn
  • Vomito o diarrea cronici
  • Problemi ai reni
  • Uso prolungato di diuretici
  • Alcuni farmaci
  • Alcolismo

Diagnosi

Per appurare la carenza del minerale è necessario effettuare i relativi esami. I test per carenza di magnesio possono essere poco utili in quanto il minerale tende a accumularsi nei tessuti e nelle ossa piuttosto che nel sangue.

In tal caso utile è un esame del sangue dei globuli rossi, che misura i livelli di magnesio in queste stesse cellule e che può fornire informazioni più precise. Come capire se manca magnesio e potassio? Se state sperimentando stanchezza, insonnia o debolezza muscolare, probabilmente è questa la causa. Ma approfondiamone le manifestazioni.

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Carenza di magnesio, sintomi

Come anticipato, i sintomi di una mancanza di magnesio sono vari e comuni anche ad altri disturbi. Tuttavia comprendono manifestazioni neurologiche, fisiche e da attenzionare nelle donne. Vediamoli nel dettaglio.

Sintomi neurologici

Ricerche in merito hanno dimostrato come la carenza di magnesio possa avere un significativo impatto sulla salute mentale. Determina difetti della produzione di serotonina, l’ormone che migliora l’umore e di melatonina, che regola il ciclo sonno-veglia. Può di conseguenza provocare diversi disturbi neurologici.

Tra i sintomi neurologici che può comportare si annoverano depressione, irritabilità e insonnia. Ma anche scarsa lucidità mentale e nervosismo,  apatia, ovvero mancanza di emozioni, e delirio. Ci sarebbe infine una correlazione con una maggiore incidenza della depressione e dell’ansia.

Sintomi fisici

I sintomi fisici della carenza di magnesio comprendono:

  • Malessere generale
  • Stanchezza
  • Nausea
  • Vomito
  • Inappetenza
  • Debolezza muscolare
  • Crampi addominali
  • Tremori
  • Formicolio
  • Mancanza di coordinazione
  • Tachicardia

Infine, la carenza del macroelemento rappresenta un fattore di rischio per l’osteoporosi. Studi effettuati sugli animali hanno dimostrato come possa aumentare la pressione sanguigna e favorire l’ipertensione, fattore di rischio per le malattie cardiache. Nelle forme gravi, l’ipomagnesemia può causare convulsioni, soprattutto nei bambini.

Sintomi nelle donne

Il sesso femminile necessita di un aumentato fabbisogno di magnesio in diverse situazioni. Non solo in gravidanza e allattamento, ma anche durante la menopausa. Durante quest’ultima, ad esempio, i nutrienti contenuti negli alimenti si assorbono in quantità minore e vengono eliminati con facilità attraverso le urine.

Ciò richiede una integrazione di magnesio, che altrimenti comporta nelle donne uno dei sintomi sopra elencati.

Durante la gravidanza, invece, il magnesio viene maggiormente consumato perché è necessario per la crescita del bambino. Senza considerare come il suo assorbimento in tale delicata fase sia compromesso dai tipici sintomi della gravidanza, come la nausea e il vomito.

Carenza di magnesio: cause e cure
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Cure per carenza di magnesio

Le cure in questo caso possono prevedere determinati accorgimenti nella propria alimentazione o il ricorso a degli integratori. Si tratta di una decisione che spetta al medico. Se necessario, quest’ultimo può stabilire di prescrivere una dieta rinforzata di magnesio.

Agli integratori, lo ricordiamo, è bene non ricorrere di testa propria, meglio assumere quelli consigliati dal professionista, che è il solo a poter stabilirne la necessità.

Cosa mangiare

Se la mancanza di magnesio è lieve, si può semplicemente apportare qualche cambiamento alla propria dieta e, quindi, consumare cibi ricchi di magnesio. Prima di approfondirli, è opportuno specificare come la quantità del minerale assorbita sia inversamente proporzionale a quella ingerita, vale a dire che più magnesio introduciamo con gli alimenti e meno ne assorbiamo.

Questo significa, in termini pratici, che se introduciamo troppo magnesio senza che ve ne sia una reale necessità, la quantità in eccedenza viene comunque eliminata dal nostro corpo.

Ottime fonti alimentari di magnesio sono le verdure a foglia verde, la frutta secca, i legumi ed i cereali non privati degli strati esterni non sono stati rimossi. Inoltre, alcuni nutrienti e condizioni possono influenzare la quantità di magnesio che una persona assorbe. In tal caso, utile può rivelarsi:

  • Trattare l’eventuale carenza di vitamina D
  • Mangiare verdure crude piuttosto che cotte
  • Ridurre o evitare cibi ricchi di calcio due ore prima o dopo aver mangiato cibi ricchi di magnesio
  • Evitare integratori di zinco

Integratori

Se il medico lo ritiene opportuno, il magnesio viene somministrato per via orale. Nel caso in cui la carenza sia molto grave o il soggetto non sia in grado di assumere magnesio per via orale, può anche essere somministrato per iniezione. Il magnesio viene prescritto anche per risolvere determinati problemi di salute, come i nervi infiammati, mal di testa, dolori mestruali e crampi muscolari.

Essendo i valori di assunzione relativi agli integratori di magnesio pari a 250-350 mg al giorno per adulti e anziani e di 450 mg per le donne in gravidanza e allattamento, per soddisfarli può essere utile ricorrere a un’integrazione.

Gli integratori di magnesio reperibili in commercio possono avere diversa forma: bustine, capsule, perfino soluzione iniettabile. Oppure può essere accompagnato da altri sali. È il caso del magnesio marino – noto anche come cloruro di magnesio – del magnesio pidolato e di quello citrato, arricchito da acido citrico e indicato per chi pratica sport anche a livello agonistico.

Ipermagnesemia, sintomi

Se i livelli di magnesio nel sangue sono troppo elevati si parla di ipermagnesemia. Vi si può incorrere nel momento in cui si eccede con le dosi dei suddetti integratori. Tra le conseguenze possono esserci effetto lassativo sull’intestino, diarrea, nausea e crampi addominali.

Nei casi più gravi si possono sperimentare invece abbassamenti della pressione, arresto della peristalsi intestinale – il cui naturale risultato è la defecazione – ed anche difficoltà nella respirazione, depressione e debolezza muscolare.

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