Con Legge di Bilancio 2026 si delineano modifiche che impatteranno su diversi settori, con significativi rincari per i consumatori.
A partire dal 1° gennaio 2026, e con un incremento graduale fino al 2028, è previsto un deciso aumento delle accise su sigarette e prodotti affini. La quota fissa dell’accisa passerà da 29,50 euro ogni 1.000 sigarette nel 2025 a 32,00 euro nel 2026, con ulteriori rialzi a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro dal 2028. Questo si traduce in un incremento di circa 5 centesimi per pacchetto nel 2026, che salirà a 15 centesimi nel 2027 e a 22 centesimi nel 2028, considerando anche l’IVA al 22%.
Parallelamente, aumenteranno i costi del tabacco trinciato, con un rincaro stimato di 79 centesimi per bustina da 30 grammi nel 2026, che crescerà a oltre un euro nel 2028. L’incremento interesserà anche i prodotti succedanei come il tabacco da masticare, il tabacco riscaldato – con un aumento di circa 70 centesimi per pacchetto da 20 stick – e i liquidi per le sigarette elettroniche, con aumenti fino a 1,50 euro per i liquidi contenenti nicotina.
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Le aziende produttrici avranno la facoltà di trasferire completamente o parzialmente questi aumenti sul prezzo finale al consumatore, modificando quindi il costo effettivo alla vendita. Un cambiamento rilevante interessa anche le accise sui carburanti: la Manovra 2026 introduce un’accisa fissa pari a 672,90 euro ogni 1.000 litri sia per benzina che per gasolio, equivalenti a circa 67 centesimi al litro. Tuttavia, mentre l’accisa sulla benzina diminuirà di 4,05 centesimi al litro, quella sul diesel aumenterà dello stesso importo.

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L’effetto netto, calcolato con l’IVA al 22%, sarà una diminuzione del prezzo della benzina di circa 4,94 centesimi al litro e un aumento equivalente per il diesel. Se si considerassero i prezzi attuali, la benzina costerebbe poco meno di 1,64 euro al litro, mentre il diesel salirebbe a 1,68 euro al litro, invertendo così la tradizionale convenienza economica.
Un altro settore interessato dalla Manovra è quello degli affitti brevi, per i quali è prevista l’applicazione della cedolare secca al 26%, in sostituzione della precedente aliquota del 21%. Questa modifica riguarda sia i privati sia le società che agiscono come sostituti d’imposta, inclusi gestori e piattaforme online.
L’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB) ha espresso preoccupazione per gli effetti di questa misura, sottolineando che un aumento fiscale di questo tipo potrebbe portare a una contrazione dell’offerta e a un incremento dei prezzi, penalizzando le famiglie italiane nella possibilità di accedere a soluzioni di vacanza più economiche e favorendo un’espansione del mercato sommerso. Va considerato che il 96% dei proprietari di immobili in locazione sono privati e che l’immobiliare rappresenta una parte consistente della ricchezza familiare italiana.
Il bonus straordinario di 200 euro sulle bollette di luce e gas, destinato alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, terminerà il 31 dicembre 2025, salvo eventuali proroghe. Dal 2026, il sostegno tornerà alla versione ordinaria, rivolgendosi esclusivamente a nuclei con ISEE fino a 9.530 euro annui, o fino a 20.000 euro per famiglie con più di tre figli a carico.








