Tra le patologie che possono affliggere il cavo orale, l’ascesso dentale è forse una delle più dolorose. Si tratta dell’accumulo di materiale purulento che si estende dalla base delle gengive fino alla radice dei denti, dovuto all’infezione di batteri. Sebbene debba essere sempre trattato da un medico perché, se non curato adeguatamente, il problema può diventare pericoloso, esistono dei rimedi naturali in grado di ridurre il dolore?

L’ascesso alveolare, questa la definizione scientifica della problematica, è una raccolta di pus e altro materiale in una sorta di capsula formata dai tessuti, dovuta alla presenza di batteri che hanno colonizzato la polpa e la radice di un dente. I motivi possono essere i più svariati – dalla scheggiatura del dente a una carie profonda, fino a una devitalizzazione non perfettamente eseguita – e gli effetti sono un dolore molto elevato accompagnato dal rigonfiamento dei linfonodi, data la risposta del sistema immunitario. Di seguito, alcuni consigli per limitarne le conseguenze, da precisare come non siano sostitutivi della terapia farmacologica scelta dal medico.

Rimedi naturali contro l’ascesso dentale

Chiodi di garofano

Small bowl with Cloves on vintage wooden background via Shutterstock

L’ascesso dentale, così come già accennato, deve essere obbligatoriamente vagliato dal medico curante o dal dentista di fiducia: trattandosi di un’infezione batterica anche particolarmente aggressiva, è necessario agire per tempo nella sua contenzione. Può anche capitare, infatti, che l’infezione stessa si diffonda altrove. Inoltre, chi fosse già affetto da malattie croniche che affliggono il sistema immunitario, o di patologie legate al cuore e alle sue valvole, dovrebbe prestare particolare attenzione a questa evenienza. Il trattamento farmacologico vede l’abbinamento di antibiotici, per eliminare l’infezioni, e di antinfiammatori (FANS) per ridurre il dolore. Possono essere necessari anche interventi più invasivi condotti dal dentista, per aspirare il contenuto della capsula, mentre a infezione superata si procede normalmente alla cura canalare del dente affetto.

Di seguito, alcuni consigli naturali. Attenzione, però: si tratta unicamente di trattamenti per la contenzione dei sintomi che non possono, e non devono, sostituire la cura farmacologica classica.

  • Sale: è il rimedio della nonna per le problematiche legate al cavo orale, dei risciacqui con acqua e sale. Si tratta di un metodo che ha del fondamento: per effetto d’osmosi, esprime una funzione disinfettante e antibatterica. Oltre agli sciacqui, si può utilizzare anche un granello di sale grosso da posizionare nelle vicinanze dell’ascesso;
  • Propoli: è un vero e proprio antibiotico naturale prodotto dalle api, dalla consistenza vischiosa e spesso distribuito in soluzione alcolica. Dal sapore molto intenso, ha effetti momentaneamente anestetizzanti, nonché antibatterici. Si presti attenzione però alle modalità d’uso, perché può macchiare lo smalto dei denti;
  • Chiodi di garofano: usati anche in medicina classica per soluzioni topiche abbinate a blandi anestetici, diluiti in acqua e applicati sull’ascesso i chiodi di garofano possono ridurre anche considerevolmente il dolore. Si tratta di un semplice effetto sulla sensibilità, però, perché non esprimono anche una caratteristica antibatterica;
  • Aloe vera: il suo gel è disinfettante e rinfrescante e, di conseguenza, può essere utilizzato per un momentaneo sollievo. Sebbene l’aloe sia perfettamente commestibile, attenzione: si utilizzino solo i gel orali. Nei ritrovati a uso esterno normalmente in commercio, infatti, potrebbe essere abbinata ad alti composto non adatti alle mucose della bocca;
  • Mix di erbe: può essere utile anche pensare a un mix di erbe, sia per gargarismi che per impacchi, dalle doti lenitive e sfiammanti. Fra queste la malva, che con le sue mucillagini limita l’espansione batterica, ma anche la menta dato l’effetto rinfrescante e la camomilla per l’azione lenitiva.

Controindicazioni

Aspirina

Macro shot of white asiprin on white background via Shutterstock

Oltre ai rimedi naturali sopracitati, esistono delle modalità provenienti dalla tradizione che, tuttavia, potrebbero rivelarsi inefficaci o addirittura peggiorative di un accesso. Di seguito, i più comuni:

  • Bucatura: può capitare che l’ascesso, per cause del tutto naturali, si rompa versando i suoi liquidi all’esterno. Questa condizione determina un immediato sollievo dal forte dolore, perché l’area attorno alla radice del dente non subisce più compressioni. Si è quindi sviluppata l’idea che, per risolvere l’infezione, sia sufficiente bucarne la capsula utilizzando un ago o altri ritrovati. Sebbene tecnicamente trovare una via di fuga ai liquidi purulenti possa aiutare nella remissione dei sintomi, si rischia di agire con strumenti non perfettamente sterilizzati, di rovinare irrimediabilmente la gengiva o addirittura i denti. Ci si affidi, piuttosto, alle decisioni e alla mano del proprio dentista;
  • Aspirina: leggenda vuole che l’applicazione di aspirina direttamente sull’ascesso possa curarne sintomi e infezioni. In realtà, aumenta il flusso sanguigno e quindi l’irritazione, ottenendo l’effetto opposto;
  • Alcolici: sebbene siano efficaci, dato il loro effetto anestetizzante, nel limitare il dolore, se vi sono ferite aperte possono provocare bruciore. Inoltre, gli alcolici potrebbero interagire con i medicinali in corso d’assunzione.

15 giugno 2014
I vostri commenti
Mario Pagnanelli, lunedì 16 giugno 2014 alle0:22 ha scritto: rispondi »

(sono un dentista, e innanzitutto esprimo apprezzamento sulla chiara indicazione dei trattamenti indicati) Prima di parlare di rimedi anche palliativi è essenziale una diagnosi. Un dente può far male per diversi motivi (iperemia ed infiammazione - reversibile o irreversibile della polpa; infezioni apicali con ascessi dovuti a polpa morta, come nel caso descritto, ma anche ascessi gengivali dovuti a malattia parodontale) L'esempio della citata aspirina: può avere una indicazione, se il dente fa male a causa di una infiammazione della polpa da carie profonda non curata, e a volte se si ha fortuna mettendo polvere di aspirina (pestata o sbriciolata) in cavità si potrebbe avere una attenuazione dei sintomi. Ma è un caso diverso da quello dell'ascesso apicale citato, nel quale caso infatti non avrebbe nessuna efficacia. I rimedi che leggo nell'articolo credo possano dare qualche sollievo in casi di infezioni SUPERFICIALI , come una grave gengivite, o un ascesso gengivale non troppo profondo. Nel caso di un ascesso apicale (causato da polpa morta, in cui l'infezione trova la via di sfogo dal dente nell'osso a livello dell' "apice" ( = la punta della radice), l'infezione è profonda nell'osso, e non mi risulta possa essere raggiunta da trattamenti esterni.

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