Anche i gatti piangono un lutto: come aiutarli?

I gatti soffrono di depressione per la morte di una persona a loro gradita o di un simile a cui sono fortemente legati. Non è di certo una novità per la scienza, considerato come una ricerca ASPCA del 1996 abbia dimostrato come il 46% dei felini manifesti depressione per un lutto e il 70% comportamenti comunque fuori dalla routine quotidiana, ma come aiutare questi cuccioli tristi?

Può capitare nella vita di un gatto, esattamente come per gli umani, di perdere il proprietario anziano a cui l’animale si è indissolubilmente legato o un altro micio compagno di scorribande, ucciso da una malattia, dalla vecchiaia o da un incidente. Si è sempre pensato fossero solamente i cani a manifestare il senso del lutto – si pensi alla storia di Hachiko – e invece anche i gatti somatizzando la mancanza e l’abbandono. Vi sono addirittura sintomi comuni come scarsa vitalità, inappetenza, depressione, perdita del pelo e metabolismo irregolare, che possono durare da pochi giorni dalla scomparsa fino a molti mesi. Una situazione potenzialmente pericolosa, soprattutto perché la malnutrizione può portare il gatto a soffrire di lipidosi epatica. Come intervenire? Ecco alcuni suggerimenti:

  • Routine: i gatti sono animali abitudinari, i cambiamenti alla loro esistenza sono percepiti come altamente stressanti. La mancanza di un compagno di giochi o di un proprietario è quindi difficile da superare e, proprio per questo, è essenziale che tutte le altre routine quotidiane vengano mantenute, dall’orario della pappa alle abitudini di riposo;
  • Pazienza: un gatto depresso per un lutto potrebbe chiedere più attenzioni al proprio proprietario, anche in modo maniacale e negli orari più spropositati, perfino di notte. Bisogna portare pazienza ed essere accondiscendenti: il bisogno d’affetto lenisce il dolore;
  • Parola: può sembrare stupido, ma parlare al gatto è molto importante dopo un lutto. Non tanto perché il micio sia in grado o meno di comprenderci, quanto perché le sonorità della voce umana allontanano l’idea dell’abbandono. La voce rassicura l’animale, convincendolo di non essere solo;
  • Alimentazione: quando tristi e sconsolati, i felini tendono a ridurre il cibo. Come accennato, però, la malnutrizione ha effetti devastanti sul fegato dei gatti e deve essere evitata con ogni mezzo. In caso il micio si rifiutasse di mangiare, consultare il veterinario, il quale deciderà se sia il caso di sottoporre l’animale a flebo o altre cure rinvigorenti;
  • Tempistiche d’adozione: è decisamente sconsigliato adottare un nuovo gatto a poca distanza dalla scomparsa del compagno di giochi di un micio depresso. La sostituzione non risolve la depressione, bensì la aumenta: non solo accresce lo stress, ma la nuova presenza potrebbe essere percepita come un’inutile invasione. Attendere la completa guarigione del micio prima di introdurre un nuovo animale nel nucleo familiare.

19 dicembre 2012
Fonte:
I vostri commenti
Nikoletta, lunedì 19 settembre 2016 alle16:33 ha scritto: rispondi »

Ciao a tutti, Ieri sera è venuta a mancare Tosca la mia gattina di 3 anni. Purtroppo non c'era niente da fare e il Veterinario le ha fatto l'eutanasia. Tornando a casa sconvolta il suo frattelino Figaro la cercava e la chiamava. Oggi non sono andata al lavoro per stare con lui, è depresso, non so che fare. Gli ho comprato il suo cibo preferito e gioco con lui ma ogni tanto va a nascondersi, sono preoccupata. è il primo giorno solo lo so ma non mi è capitato prima una situazione simile e volevo il vostro parere su cosa fare. Grazie! Nikoletta

Lascia un commento