Che il cane sia il migliore amico dell’uomo è un dato di fatto e lo confermano storie e racconti di affetto imperituro. Ma il Fido di famiglia è anche un valido alleato in caso di malattie e disagi fisici di diversa entità . Che sia una malattia fisica oppure una disabilità psicologica, il nostro amico può fare la differenza grazie alla pet therapy.
[ghgallery id=”1097″ source=”ngg”]Il ruolo del cane in condizioni di disagio fisico, o malattia, spesso è la chiave di lettura per affrontare il tutto. Non a caso vengono impiegati positivamente come guide per non vedenti, ma anche malati di Alzheimer e Parkinson.
[BANNER_CODE]Negli ultimi anni è stata evidenziata la positività del loro affiancamento nei casi di narcolessia. Pazienti vittime della malattia neurologica, che porta ad addormentarsi di continuo, ora possono condurre una vita migliore grazie all’amico a quattro zampe. Il cane, come pet therapy al fianco del paziente, è addestrato per destarlo dal sonno improvviso. Che avvenga in casa, oppure in luoghi pubblici come mezzi di trasporto e uffici. Oltre alla capacità di avvisare in caso di chiamate telefoniche o del suono della sveglia.
Il cane con leccate sul viso e mugugni continui avvisa il compagno umano della necessità del suo risveglio. Questa nuova opportunità , grazie agli studi eseguiti, ha confermato un migliore stile di vita. Qualitativamente superiore rispetto al passato, una garanzia di successo che porta i narcolettici a condurre una vita quasi normale. L’esperienza positiva ha convinto sempre più medici ad impiegare i cani come aiuto, affiancandoli a pazienti con patologie simili.








