Greenstyle Mobilità Eco-turismo Parco nazionale di Yasuní: identikit dell’oasi più biodiversa della Terra

Parco nazionale di Yasuní: identikit dell’oasi più biodiversa della Terra

Il Parco nazionale di Yasuní è considerato una delle aree più biodiverse che esistano al mondo, uno scrigno di tesori naturali nel cuore dell'Ecuador. Quest'area protetta è stata designata Riserva della biosfera dall'UNESCO, ma nel corso della sua storia ha dovuto affrontare numerose sfide.

Parco nazionale di Yasuní: identikit dell’oasi più biodiversa della Terra

Fonte immagine: iStock

Il Parco nazionale Yasuní, in spagnolo “Parque Nacional Yasuní”, è una delle aree più ricche di biodiversità che esistano al mondo, un autentico scrigno di tesori naturali nel cuore dell’Ecuador. L’area si estende per quasi 10.000 km2. In queste terre si trovano alcune delle specie animali e vegetali più affascinanti e rare.

Qui vivono centinaia di specie di uccelli, crescono straordinarie piante, e si trovano anfibi, rettili, mammiferi e insetti spesso endemici di questi luoghi. Proprio per via della sua grande ricchezza biologica, nel 1989 il parco ecuadoriano è stato istituito Riserva della biosfera dall’UNESCO.

Nel corso della sua storia, però, il parco Yasuní ha dovuto affrontare numerose sfide, ed è stato più volte messo in pericolo a causa dell’uomo.

Ma vediamo da vicino quali sono le meraviglie custodite in questo paradiso sulla Terra, quali animali vivono nel parco, le piante e quali sorprese ci riserva quest’area protetta.

Dove si trova Yasuní?

fiume napo
Fonte: iStock

Yasuní si trova proprio nel cuore dell’Amazzonia, in un’area grande poco meno di 10.000 chilometri quadrati, che si estende tra il fiume Napo e il Curaray. Il parco si trova a circa 250 km dalla capitale dell’Ecuador, Quito.

Oltre che per la sua straordinaria vita animale e vegetale, Yasuní è famoso per essere la maggiore riserva petrolifera dell’Ecuador, un primato che purtroppo ha più volte scosso la serenità di queste terre.

Parco nazionale di Yasuní: un santuario della biodiversità

scimmia scoiattolo
Fonte: Pixabay

Un santuario di biodiversità: non ci sono altre parole per descrivere il Parco Nazionale Yasuní, considerato uno degli ecosistemi più biologicamente ricchi della Terra. Qui vivono centinaia di specie differenti di anfibi, mammiferi, rettili, insetti e uccelli.

Si stima che siano poco meno di 600 le specie di uccelli presenti nella regione. A Yasuní vivono quasi 400 specie differenti di pesci, centinaia di specie di anfibi e rettili, e crescono migliaia di specie vegetali differenti.

Sono inoltre numerosi gli animali endemici del parco. Yasuní è la casa di creature come la scimmia scoiattolo e la lontra gigante (Pteronura brasiliensis), una delle specie più a rischio estinzione che esistano al mondo. Qui vivono inoltre predatori alati, come aquile, falchi, ma anche altri uccelli, come i pappagalli Ara e Manakin.

Tribù e popolazioni indigene del parco

Oltre a custodire una variegata biodiversità, il Parco nazionale di Yasuní è anche la dimora di due diverse popolazioni indigene che vivono in volontario isolamento rispetto al resto del mondo.

Si tratta dei Tagaeri e dei Taromenane, popolazioni che evitano in ogni modo il contatto con gli stranieri.

I due gruppi indigeni sono considerati due delle tribù più “incontattate” al mondo, conducono uno stile di vita basato sulla caccia e sulla raccolta. Si stima che siano circa 150-300 i membri della tribù dei Taromenane, mentre solo 20 o 30 quelli della tribù dei Tagaeri.

L’oasi più biodiversa è un paradiso in pericolo

trivellazioni foresta pluviale-amazzonica
Fonte: iStock

Come spesso accade quando parliamo di parchi naturali, purtroppo anche Yasuní è considerato un paradiso in pericolo. Questa terra cela infatti una delle più grandi riserve petrolifere dell’Ecuador, e sebbene sia considerata un vero tesoro ecologico, gli interessi economici ne hanno più volte messo a rischio la sopravvivenza.

Si stima che all’interno del parco si trovi quasi la metà delle riserve di petrolio greggio dell’Ecuador. Per questa ragione, nel corso degli ultimi decenni sono state avviate diverse esplorazioni e trivellazioni petrolifere, azioni che hanno suscitato polemiche e dissenso da parte delle popolazioni indigene, degli ambientalisti e degli scienziati a livello globale.

Nell’agosto dello scorso anno, tuttavia, tramite un referendum popolare gli ecuadoriani hanno votato per interrompere le trivellazioni all’interno del Parco nazionale di Yasuní. Incombono però altre minacce, come la progressiva deforestazione e il bracconaggio, che mettono a repentaglio la serenità di questa oasi naturale.

Fonti

Seguici anche sui canali social