Greenstyle Benessere Salute Mangiare pesce azzurro riduce il rischio di infarto, ecco perché

Mangiare pesce azzurro riduce il rischio di infarto, ecco perché

Mangiare pesce azzurro riduce il rischio di infarto, ecco perché

Mangiare pesce azzurro si rivela un aiuto importante per ridurre il rischio di infarto. Questa l’indicazione che arriva dai ricercatori canadesi della McMaster University, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine.

Più in generale, gli studiosi canadesi hanno indicato come essenziali per chi vuole mangiare sano i pesci oleosi, tra i quali rientrano non soltanto i pesci azzurri come ad esempio le sardine, ma anche il salmone.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 191.558 soggetti, relativi a 58 precedenti studi. Secondo quanto reso noto dagli studiosi basterebbero due porzioni a settimana di pesci oleosi, circa 175 grammi, per ridurre il rischio di morte improvvisa del 21%. Lo stesso quantitativo contribuirebbe inoltre a ridurre del 18% la mortalità generale.

Il rischio di incorrere in un infarto o in un ictus verrebbe ridotto, proseguono i ricercatori canadesi, del 16%. Ha dichiarato il Dr. Andrew Mente, della McMaster University (Ontario):

Le linee guida sull’alimentazione incoraggiano genericamente il consumo di pesce, preferibilmente di tipo oleoso – per esempio salmone, sardine, tonno e maccarello – almeno due volte a settimana per prevenire le malattie cardiovascolari.

Nel nostro studio il rischio di malattie cardiovascolari era il più contenuto consumando almeno 175 g a settimana o all’incirca due porzioni.

Effetti riscontrati principalmente nei soggetti a rischio, spiegano i ricercatori, ma che sono riscontrabili (presumibilmente in percentuali differenti) anche nei soggetti sani. Merito dell’effetto antinfiammatorio e benefico per le arterie collegato al consumo di Omega 3, di cui i pesci oleosi e il pesce azzurro sono ricchi.

Pesce azzurro, le varie specie

Esistono diverse specie, tutte in qualche modo riconducibili alla categoria di pesce azzurro. Oltre alle già citate sardine, ne fanno parte:

  • Alice o Acciuga;
  • Alaccia;
  • Aringa;
  • Aguglia;
  • Costardella;
  • Lanzardo;
  • Pesce sciabola;
  • Sgombro;
  • Spratto;
  • Suro.

Fonte: JAMA Internal Medicine

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