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1° novembre, Giornata mondiale vegan

Il 1° novembre si celebra la Giornata Mondiale Vegan, occasione per riflettere su questa tematica. Ma capiamo le origini della data e come festeggiarla.

1° novembre, Giornata mondiale vegan

Fonte immagine: Pixabay

Il 1° novembre si festeggia la Giornata mondiale vegan, una celebrazione che unisce i vegani sparsi nel mondo, invitando a riflettere tutti sugli stili di vita moderni. Ma il World Vegan Day, sebbene la sua istituzione non vada troppo indietro nel tempo, ha comunque una storia che affonda le radici in epoche lontane.

L’idea di avere una giornata interamente dedicata al veganesimo ha origine nel 1994, quando Louise Wallis, allora Presidente di The Vegan Society, le diede inizio in modo ufficiale. La società, che ha ancora oggi sede nel Regno Unito, festeggiava infatti in quell’anno il suo 50esimo anniversario dalla fondazione, che ebbe luogo nel 1944.

E sebbene la Wallis non fosse certa sul primo novembre come giorno esatto di nascita, decise che era una buona scelta puntare su questa data. Di fatto, tra Samhain, Halloween e il giorno che la Chiesa cattolica dedica a tutti i Santi, sembrò di buon auspicio incastonare la ricorrenza tra le celebrazioni mondiali più amate, sacre e pagane.

Di fatto, oggi la Giornata mondiale vegan ha acquistato nuovo vigore, dato che in molti, per motivi salutistici o etici, hanno adottato questo stile di vita. Tante anche le celebrità, persino appartenenti al mondo dello sport agonistico, che hanno detto no alle proteine animali e di origine animale per sentirsi meglio nei confronti del pianeta.

E tanti anche gli chef più blasonati che stanno sperimentando una cucina alternativa, priva di ingredienti non vegani, ma saporita. Di seguito qualche informazione utile su World Vegan Day e veganesimo. Con qualche suggerimento per abbracciare il mood cruelty-free nel modo corretto.

Giornata mondiale vegana
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Giornata mondiale del veganesimo: le origini e i pregressi

La Giornata mondiale vegana, come accennato, è nata in Inghilterra nel 1994, per volere dell’attivista e allora Presidente di The Vegan Society, Louise Wallis. Lo spunto fu la celebrazione del 50esimo anniversario di fondazione della società. Ma il reale motivo dell’istituzione della giornata era la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema.

La nascita del termine “Vegan” risale proprio al 1944, quando l’ente fu creato, in un periodo in cui si guardava al vegetarianesimo, meno restrittivo, già con sospetto. La Vegan Society si discostava, di fatto, da qualunque forma di sfruttamento animale, rinunciando non solo al consumo di latte, uova, miele, oltre che carne e pesce, ma propugnando invece uno stile di vita etico a 360 gradi.

Pitagora, le origini del veganesimo

Se veganesimo è un termine di recente istituzione, le ispirazioni verso regimi più in linea con il rispetto delle creature e del creato sono antiche. Fu il filosofo e matematico Pitagora che, in un’Antica Grecia incline ad un uso abbondante di prodotti animali e di origine animale, si orientò verso un consumo più consapevole delle risorse.

Non era vegano, ma vegetariano, sebbene limitasse anche l’uso di latticini e uova ma, a differenza di altri antichi vegetariani, ispirati dall’aspetto salutistico della pratica, Pitagora nutriva un profondo rispetto per gli animali. A suo dire, nutrirsi di carne da parte degli uomini, era un atto innaturale.

Ma non solo, il filosofo sosteneva che chi uccideva e mangiava animali sarebbe stato più incline anche a massacrare i propri simili. Motivo per cui, oltre a non consumare pesce e carne, rifiutava di sacrificare le bestie agli dei e non indossava capi derivati da animali. In compenso sembra fosse ghiotto di miele, che non mancava mai sulla tavola della colazione.

E se ieri chi non mangiava carne veniva chiamato pitagorico, oggi c’è un modo del tutto nuovo per definire e anche differenziare chi fa scelte alimentari e di vita differenti. Il veganesimo si sta facendo strada, sia per stimolare il mondo occidentale a prendersi cura della propria salute e del pianeta, sia per avviare una riflessione semplice.

Cioè, abbiamo davvero così bisogno di nutrirci e vestirci con prodotti animali, usare cosmetici testati sui conigli, accettare persino gli sprechi di risorse che sono dietro a queste industrie?

Cosa vuol dire essere vegano

C’è una parentesi da aprire, a questo punto, perché dire vegano non è solo fare riferimento a chi segue una dieta pressoché vegetale. Al pari di un religioso, che modera i suoi comportamenti a tutto tondo nella sua vita, seguendo gli insegnamenti della dottrina, il vegano ha dei principi etici che lo spingono a certe scelte.

Ed è questo anche il motivo per cui spesso, per ridere a denti stretti, si associano i vegani ai fondamentalisti intransigenti. In verità, sebbene molte campagne vegan abbiano dei toni violenti, un aspetto controproducente, a modesto avviso di chi vi scrive, per rendere il messaggio comprensibile, il mondo veggie è pacifico anche nel suo integralismo.

Ma cosa vuol dire essere vegano? Chi abbraccia il veganesimo non mangia carne, pesce, uova, latticini, miele e prodotti alimentari che siano stati trattati con ingredienti di origine animale. Non indossa e non acquista lana o seta, non spalma sulla pelle cosmetici che non siano Vegan OK e certificati cruelty-free.

Il motivo alla base delle rinunce non è, come si può capire, solo la salute, né tantomeno seguire la moda del momento. C’è un mondo etico dietro a questa scelta così impegnativa. C’è il dire no, per dirla in breve, ad ogni tipo di sfruttamento o tortura nei confronti di esseri considerati senzienti.

E chi è vegano solo a tavola e per motivi unicamente legati al benessere? Ecco, chi sceglie il veganesimo a metà, tecnicamente, è definito seguace di una dieta plant-based. Lo si inserisce nella categoria dei vegani per comodità, ma non senza che, giustamente, i puristi del termine storcano leggermente il naso.

In questa Giornata mondiale vegan era il caso di essere trasparenti come una Sambuca Molinari, che tra l’altro è vegana.

Giornata mondiale vegana
Fonte: Pixabay

Giornata mondiale vegan 2022: 10 modi per celebrarla

L’Occidente per secoli ha visto nell’abbondanza e nel consumo massivo la strada per la felicità, rendendosi conto, alla fine, che felice proprio non era. Da una parte aumenti esponenziali di malattie cardiovascolari, diabete e tumori, dovuti all’inquinamento e ad eccessi alimentari, dall’altra una maggiore sensibilità per la natura. E il veganesimo è diventata una strada per sentirsi più in armonia con sé stessi e con il pianeta.

Va detto, non si diventa vegani da un giorno all’altro e soprattutto senza avere delle ottime motivazioni alla base del cambiamento. Il rischio è infatti di patire, sotto il profilo salutistico, di qualche carenza alimentare, tipo di vitamina B12 e alcuni aminoacidi, ma anche di stufarsi in fretta delle rinunce e di tornare agli stili di vita passati.

Non c’è un modo giusto per diventare vegani, ma c’è sicuramente un modo giusto per avvicinarsi a questo universo parallelo. Il suggerimento è di informarsi, leggere, capire di cosa si sta parlando. E se si vuole approfittare della Giornata mondiale vegan per fare qualche esperimento, di seguito i consigli per celebrarla.

I 10 modi per celebrare il World Vegan Day

  1. Mangia veggie per un giorno – Un giorno senza prodotti di origine animale è fattibile e non comporta grandi problemi. Scegli verdure fresche e di stagione, proteine vegetali, cereali, legumi e dai libero sfogo alla tua fantasia in cucina. O informati se nella tua zona ci sono ristoranti veggie da provare.
  2. Concediti qualche acquisto cruelty-free – Dalla seta vegetale, derivata da muschi e fibre di frutta, ai belletti cruelty-free, per avvicinarsi al mondo vegan si può iniziare anche dallo shopping etico.
  3. Iscriviti a newsletter di siti vegan – La già citata The Vegan Society è un polo irrinunciabile per chi vuole informarsi sul mondo vegan. Ma naviga anche su siti più crudi, tipo PETA, dove è possibile iscriversi a newsletter e ricevere contenuti ad hoc. Ma occhio, i video possono essere cruenti.
  4. Segui i profili social degli chef vegani – Chi pensa che la cucina vegana sia triste e senza colori, dovrebbe vedere le meraviglie che gli chef veggie riescono a fare senza prodotti di origine animale. Cibo bello e buono, con ingredienti che magari neppure conoscevi.
  5. Scarica le app per identificare i prodotti cruelty-free – Su Google Play e App Store ci sono app che rendono ai vegani la vita più semplice. Ma chiunque le può scaricare e, tramite scansione, verificare se un prodotto è vegano o no.
  6. Guarda un documentario sul veganesimo – Non solo i video di PETA, che hanno convertito al veganesimo le persone più sensibili alla sofferenza animale. In rete ci sono molti documentari, spesso in altre lingue ma sottotitolati in italiano, per avvicinarsi al mondo vegano e comprenderlo.
  7. Organizza un aperitivo con drink vegani – Lo sapevi che non tutte le bevande sono vegane? Anzi, molti alcolici non lo sono, in quanto contengono miele e coloranti di origine animale. Ma se acquisti birra, vino e distillati con marchio Vegan OK, puoi organizzare ottimi aperitivi con un cin cin etico.
  8. Guarda in rete i VIP vegan – Di VIP passati al veganesimo ce ne sono moltissimi. Se la potente Beyoncé ha iniziato quasi per gioco, accettando una sfida, i convintissimi da sempre James Cameron e Joaquin Phoenix, sono anche attivi nei progetti di salvaguardia degli animali.
  9. Sostieni un santuario o un’oasi per animali – Ci sono progetti bellissimi che hanno strappato letteralmente gli animali dal macello o dai laboratori di esperimenti. Informati sulla presenza di oasi e santuari nella tua zona. Luoghi da visitare, conoscere e sostenere con offerte e volontariato.
  10. Invita un vegano a cena – La vita di un vegano, ne sa qualcosa chi vi scrive, è spesso costellata di cene solitarie. Gli amici non ti invitano a casa loro perché non sanno cosa cucinare, né ti chiedono di uscire fuori perché non sanno dove portarti. Ma il bello è che la dieta vegana si adatta a tutto. Ad una pasta coi pomodorini freschi fatta al momento, come anche ad un piatto di insalata, verdure grigliate e patate al forno che persino la peggiore steak house propone ai commensali. E se una pizza marinara semplice vi sembra poca roba, provate a scaricare le app per trovare ristoranti vegani con asporto o degustazione in loco. È semplice.

 

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