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Cera d’api: 15 cose da sapere su caratteristiche e usi

Cera d’api: 15 cose da sapere su caratteristiche e usi

Fonte immagine: Pixabay

La cera d’api è un prodotto secreto dalle api operaie del genere Apis. Se sbiancata è detta anche cera alba ed è un ingrediente spesso presente sia nell’industria alimentare sia in quella cosmetica. Di fatti, le proprietà emollienti e conservanti, utili a limitare la proliferazione batterica, hanno reso questo elemento ideale per molti utilizzi.

Il secreto delle api operaie è infatti in molti INCI di creme e burri corpo, ma è anche adoperato come additivo alimentare per molti cibi, quali le mele, spesso lucidate con questa cera. Ma non solo, visto che anche alcuni formaggi stagionati possono essere avvolti nella cera d’api al posto della comune plastica, come anche capsule e compresse che la vedono come agente di rivestimento.

Di certo la cera d’api è molto presente nelle nostre vite, sebbene al pari di miele e propoli, sia giustamente evitata da chi segue uno stile di vita vegano. Di seguito le comuni domande che aleggiano su questo elemento, con le risposte per approfondire la nostra conoscenza in merito.

A cosa serve la cera delle api?

La cera è prodotta in scaglie dalle api operaie del genere Apis, un secreto delle ghiandole ventrali di questi insetti che serve per la costruzione delle celle dell’alveare di forma esagonale. In questi cubicoli sono depositati polline e miele, ma anche cresciute le larve.

La cera d’api non idrolizzata è costituita da circa il 71% di esteri, il 15% di idrocarburi, l’8% di acidi grassi liberi e il 6% di altri componenti. Il suo potere emolliente, nutriente, protettivo, lucidante, antibatterico, la rendono un valido ingrediente per le già citate creme e burri di bellezza, per la conservazione e lucidatura dei cibi, ma anche per la creazione di candele.

Ma non solo, visto che detergenti a base di cera sono adoperati anche per nutrire mobili e pavimenti in legno o lucidare scarpe e accessori in pelle.

Da non dimenticare anche l’uso della cera d’api nella produzione di saponi, ma anche nell’industria farmaceutica per le capsule di rivestimento di medicinali e integratori.

Dove si trova la cera d’api?

In pratica, come abbiamo già visto, la cera d’api è un ingrediente presente in molti prodotti, dal ramo cosmetico a quello alimentare fino alla cura della casa. L’estrazione avviene dal favo delle api e subito dopo si passa alla pulizia dalle impurità. Poi il prodotto viene impiegato in:

  • Creazione di candele
  • Prodotti per la cura dei mobili e del parquet in legno
  • Involucri stagni per la conservazione degli alimenti
  • Pastelli a cera
  • Burro cacao, creme e burri corpo
  • Lucidanti e impermeabilizzanti per calzature
  • Prodotti trattanti per evitare la ruggine
  • Prodotti per capelli
  • Prodotti per la depilazione
  • Capsule per farmaci e integratori
  • Sigilli per documenti ufficiali
  • Saponi

Come si ottiene la cera dalle api?

Le api operaie hanno otto ghiandole sotto l’addome, che producono minuscole squame di cera. Il favo è realizzato mediante queste scaglie di cera, che l’ape sposta sulle zampe anteriori e mischia alla saliva. Questo crea cera utile per la costruzione delle cellette dell’alveare esagonali.

In fase di estrazione del miele, gli apicoltori rompono parte delle cellette e suddividono la cera d’api dall’alimento. Di solito i pezzi di favo sono fatti a pezzi e avvolti in garze e ripuliti.

Per eliminare le impurità, i pezzi di favo vengono posti in pentole di acqua bollente ancora avvolti nelle garze, favorendo lo scioglimento col calore. La cosiddetta acqua di cera va poi filtrata e fatta solidificare naturalmente. In genere si procede ad una seconda purificazione, con scioglimento a bagnomaria e filtraggio.

Poi la cera può essere versata ancora calda in un contenitore in attesa di essere adoperata.

Cera d'api
Fonte: Pixabay

Quanto costa un kg di cera d’api?

Il costo di 1Kg di cera d’api dipende molto dalla qualità e dalla provenienza del prodotto, ma anche se è biologico o meno e se è grezza o trattata. Di solito si parte dai 10-15 euro fino anche a 40 euro.

Quanto dura la cera d’api?

La cera d’api grezza, se conservata in modo corretto, al riparo da luce diretta e fonti di calore, si conserva anche per 6 mesi senza perdere le sue caratteristiche. Un buon modo per mantenerla sana a lungo e non farla rovinare, è di suddividerla in più contenitori dopo l’acquisto.

In questo modo si possono tenere chiusi e al fresco i vasetti inutilizzati, adoperando di volta in volta solo quello già iniziato.

Cosa contiene la cera d’api?

La composizione della cera d’api è molto complessa, pare infatti che al suo interno siano presenti più di 300 componenti, tra idrocarburi e acidi grassi. Se volessimo riassumere il suo contenuto, sarebbe:

  • monoesteri lineari di cera e idrossimonoesteri (35%–45%), derivati ​​fondamentalmente da acidi palmitico, 15-idrossipalmitico e oleico
  • esteri cerosi complessi (15%–27%) contenenti acido 15-idrossipalmitico o dioli, legati ad un’altra molecola di acido grasso
  • idrocarburi (12%–16%), principalmente eptacosano, nonacosano, entriacontano, pentacosano e tricosano
  • acidi grassi liberi (12%–14%)
  • alcoli grassi liberi (ca. 1%)
  • residui di propoli, polline, piccoli frammenti di componenti floreali e inquinanti

Che odore ha la cera d’api?

Il profumo della cera d’api è neutro, grazie anche al filtraggio che attenua altri odori, ma è possibile che restino tracce di miele e fiori. Il che significa che il panetto di cera potrebbe avere questi aromi. In commercio si possono trovare però candele aromatizzate artificialmente.

Quanta cera d’api produce un’arnia?

La domanda non ha una risposta semplice. Ma basti sapere che, secondo la British Beekeepers Association, si stima che le api debbano volare su ben 30milioni di fiori per produrre 300gr di cera. E per ottenere questo risultato, alle operaie servono dai 2 ai 4 chili di miele.

Si considera infatti che le api operaie debbano consumare una quantità di miele superiore di circa 8-10 volte rispetto alla cera prodotta.

Le api operaie convertono il miele in cera d’api. Le api si rannicchiano insieme per aumentare la temperatura nell’alveare tra i 33° ed i 36° C, ciò consente alle ghiandole addominali di convertire lo zucchero del miele in cera.

Come pulire la cera d’api grezza?

La pulizia della cera d’api grezza va fatta come specificato nel paragrafo “Come si ottiene la cera dalle api”. In pratica si procede alla fusione con successivo filtraggio, in modo da ottenere un materiale privo di impurità e dal colore paglierino. A seconda del livello di sporcizia, possono essere necessari più trattamenti.

Cosa si può fare con la cera d’api?

Gli utilizzi della cera d’api, come abbiamo già visto, sono moltissimi. Se abbiamo un panetto, lo possiamo adoperare per fare delle candele in casa, o per lenire la pelle secca. Lo possiamo anche usare per la creazione artigianale di saponi, creme viso e corpo, o per lo styling dei capelli.

Visto il potere impermeabilizzante, la possiamo anche adoperare per rendere stagne delle scarpe di tela o delle borse. Ma possiamo anche lucidare gli accessori in pelle o i mobili di casa.

Come fare una crema viso con cera d’api?

Ci sono molte ricette in rete per fare una crema viso con cera d’api e la fortuna è che sia facile reperire il prodotto puro anche biologico. Se vogliamo un cosmetico lenitivo e antiage, sciogliamo in un pentolino a bagnomaria 20gr di cera, aggiungendo dell’olio di cocco, o del semplice olio di oliva, circa 60gr.

Da questa base possiamo personalizzare la crema, magari addizionando del miele, altri oli nutrienti o degli oli essenziali per aromatizzarla. Il composto va poi versato in un contenitore di ceramica o vetro quando è ancora caldo e lasciato raffreddare, in modo che possa rapprendersi e poi essere adoperato per le nostre beauty routine.

Cera d'api
Fonte: Pixabay

Come fare le candele con la cera d’api?

Per la creazione di candele con la cera d’api bastano una quantità minima di cera, utile a riempire il contenitore scelto. Se vogliamo rendere più morbida la candela, aggiungiamo un 10-20% di olio. Il migliore è quello di oliva, ma anche quello di cocco è adatto.

Una volta sciolta la cera, aggiungiamo l’eventuale olio aggiuntivo e dei coloranti, se vogliamo che abbia una tonalità diversa rispetto al bianco giallino classico. La miscela dovrà essere calda ma non bollente se invece vogliamo addizionare degli oli essenziali per profumarla, optando per quelli dal punto di infiammabilità superiore ai 65° C.

A questo punto, versiamo il composto nel contenitore scelto e inseriamo lo stoppino, tenendolo fermo con una molletta fino a quando la cera non solidifica. La nostra candela è pronta.

Come si dà la cera d’api sul legno?

La cera d’api vergine è molto difficile che sia usata pura per il trattamento delle superfici in legno, ma più spesso è mescolata a cera carnauba e trementina per la lucidatura. In commercio invece esistono detergenti e prodotti per la cura del legno che la contengono. Si tratta di soluzioni miste e pronte da usare.

Di solito questi composti sono in crema e vanno applicati sul legno poco alla volta, sfregando con movimenti circolari sulla superficie con un panno.

È importante che l’applicazione sia omogenea e che il legno assorba la giusta quantità di prodotto. Ma ricordiamo anche di applicare i cosmetici per legno a base di cera d’api su superfici pulite e non umide. I prodotti servono a nutrire in profondità e quindi è fondamentale eliminare polvere e sporco.

Come passare la cera d’api sul parquet?

Lo stesso discorso di prima vale anche per l’applicazione dei prodotti a base di cera d’api sul parquet in legno grezzo. La pulizia delle superfici va fatta con un detergente apposito, prima di applicare il nutriente. Si applica con un panno morbido in spugna di cotone, con movimenti che seguono le venature del legno.

Il pavimento non solo deve essere completamente pulito e privo di macchie prima di effettuare il trattamento, ma anche asciutto.

Come lucidare i mobili con cera d’api?

I trattanti lucidanti e nutrienti a base di cera si usano, salvo diverse indicazioni riportate sulla confezione, tutti allo stesso modo. Li si applica in quantità minime poco alla volta, dopo li si fa assorbire con l’aiuto di leggeri movimenti circolari, aiutandosi con un panno di cotone morbido.

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