Greenstyle Benessere Salute Cardioaspirina: a cosa serve, controindicazioni, effetti collaterali

Cardioaspirina: a cosa serve, controindicazioni, effetti collaterali

Cardioaspirina: a cosa serve, controindicazioni, effetti collaterali

La Cardioaspirina è un farmaco anticoagulante associato alla categoria dei salvavita. Non deve quindi essere preso alla leggera, né tantomeno utilizzato senza la dovuta supervisione del medico curante.

Condivide con l’Aspirina il principio attivo, mentre la sua destinazione d’uso è in realtà piuttosto differente. Scopriamone le caratteristiche e i diversi aspetti, inclusi gli effetti collaterali e le possibili controindicazioni.

Cos’è la Cardioasprina

Innanzitutto occorre tracciare un quadro generale. Cos’è la Cardioaspirina? Noto anche come Aspirinetta, questo farmaco è come detto un anticoagulante, utilizzato prevalentemente nel trattamento di determinate patologie cardiovascolari.

Principio attivo

Il principio attivo della Cardioaspirina o Aspirinetta è l’acido acetilsalicilico, lo stesso contenuto nella comune Aspirina. Si tratta di un antinfiammatorio non-steroideo (FANS) della famiglia dei salicilati noto anche con il termine ASA. È presente in natura sotto forma di cristalli incolori, scarsamente solubile in acqua, ma piuttosto solubile in etanolo.

Differenza tra Aspirina e Cardioaspirina

La differenza tra Aspirina e Cardioaspirina è rappresentata principalmente dalla quantità di principio attivo presente nel medicinale. Nella prima l’acido acetilsalicilico è presente in 500mg per compressa, mentre la seconda contiene soltanto 100mg.

Questa variazione nel dosaggio del principio attivo permette l’assunzione regolare della Cardioaspirina, a differenza di quanto accade con la comune Aspirina.

Aspirinetta

Le differenze tra Cardioaspirina e Aspirinetta sono minime. Condividono sia il principio attivo (acido acetilsalicilico) che il dosaggio (100 mg), ma variano per la presenza nell’Aspirinetta di un rivestimento resistente ai succhi gastrici.

Che differenza c’è tra Cardioaspirina e Cardirene?

Cardioaspirina e Cardirene sono sostanzialmente lo stesso farmaco, distribuito sotto nomi commerciali differenti. Tuttavia è bene ricordare che il secondo può essere distribuito con un dosaggio di principio attivo inferiore (75 mg), pari (100 mg) o superiore (160 e 300 mg) a quello della prima.

Cardioaspirin

Quando si parla di Cardioaspirin si fa riferimento a una specifica formulazione commerciale della Cardioaspirina. Rappresenta quindi un farmaco anticoagulante utilizzato prevalentemente per la prevenzione dei trombi, come indicato più precisamente nella sezione che segue.

Sangue globuli rossi
Fonte: Foto di allinonemovie da Pixabay

A cosa serve la Cardioasprina: benefici

L’azione anticoagulante dell’acido acetilsalicilico rende la Cardioaspirina un’arma efficace qualora sia necessario agire sul flusso sanguigno. Nello specifico l’obiettivo è quello di evitare la formazione di “trombi” o coaguli di sangue. Questo farmaco ha tra le sue funzioni primarie quella di contrasto all’aggregazione piastrinica.

Quali malattie si curano con la Cardioaspirina

L’utilizzo della Cardioaspirina può rendersi necessario in presenza di particolari malattie pregresse: angina pectoris o angina pectoris stabile cronica, infarto del miocardio e ictus cerebrale.

Il ricorso all’anticoagulante noto come Cardioaspirina può essere possibile anche nel casi in cui sia richiesta la minimizzazione dei pericoli cardiovascolari in pazienti ritenuti ad alto rischio. Si fa riferimento ad esempio a chi soffre da patologia ateromasica conclamata o anche ai pazienti sottoposti a dialisi, per questi ultimi allo scopo di minimizzare il rischio di trombosi durante la circolazione sanguigna extracorporea.

Dosaggio e indicazioni

Dosaggio e indicazioni sono fattori che devono sempre essere soggetti a prescrizione da parte del medico curante. Salvo necessità specifiche e casi eccezionali si tratta di informazioni che tendono a non subire grosse variazioni.

Ne conseguenze che in situazioni standard l’assunzione di Cardioaspirina equivarrà a una compresa da 100 mg al giorno. Considerata la peculiarità del farmaco e la sua azione anticoagulante è bene non procedere mai a variazioni della somministrazione senza la necessaria approvazione del proprio medico.

Per quanto riguarda il prezzo della Cardioaspirina, le attuali indicazioni sono di circa 2,35 euro per ciascuna confezione da 30 compresse (100 mg).

Quando prendere la Cardioaspirina: prima o dopo i pasti?

Le indicazioni generali prevedono l’assunzione della Cardioaspirina a stomaco vuoto, accompagnata da un abbondante bicchiere d’acqua. Ne conseguenze che alla domanda relativa a quando prendere la Cardioaspirina sarà possibile rispondere “prima dei pasti“.

Tuttavia, in presenza di fattori particolari, come ad esempio una particolare predisposizione ai danni a livello gastrico, il medico curante potrebbe associare dei gastroprotettori all’anticoagulante. Oppure optare per l’Aspirinetta, sfruttandone il rivestimento gastroresistente.

Quante volte al giorno si può prendere la Cardioaspirina?

La Cardioaspirina si può prendere in genere una volta al giorno, in linea con le prescrizioni mediche. Eventuali variazioni a questa posologia dovranno essere indicate dal medico curante: è fortemente sconsigliata l’automedicazione.

Controindicazioni

Trattando di controindicazioni, la principale è senz’altro l’ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o ad altri componenti presenti nella cardioaspirina.

In caso di avvenuta diagnosi di mastocitosi, un particolare tipo di tumore del sangue, avvisare immediatamente il proprio medico. Il principio attivo contenuto nel farmaco può scatenare tachicardia, ipotensione, vomito e vampate di calore.

Altre controindicazioni legate all’assunzione della Cardioaspirina sono legate a specifiche patologie che possono favorire il sanguinamento. Tra queste la diatesi emorragica e l’ulcera duodenale. L’utilizzo risulta controindicato anche per chi è affetto da asma, insufficienza cardiaca, epatica o renale.

Gravidanza donna
Fonte: Foto di Boris Gonzalez da Pixabay

Cardioaspirina in gravidanza, sì o no?

Si ritiene che l’assunzione della Cardioaspirina in gravidanza possa aiutare a prevenire possibili casi di gestosi (o preclampsia), scarsa formazione o distacco placentare. In questi casi ne viene raccomandata l’assunzione prima delle 12 settimane di gestazione, comunque non oltre la 16esima, considerato il periodo in cui la placenta compie il massimo del suo sviluppo.

La Cardioaspirina è considerata capace anche di limitare il rischio di aborto spontaneo nelle donne con precedenti situazioni abortive, sebbene non sia efficace nel 100% dei casi. L’ultima parola spetterà come sempre al medico curante, che valuterà l’evoluzione del quadro clinico e deciderà se proseguire o meno con la terapia impostata (solitamente interrotta intorno al sesto mese).

Per la donna in gravidanza esistono poi delle regole generali da tenere in considerazione. Alcune controindicazioni sono legate ad esempio all’inibizione della sintesi delle prostaglandine, che può influire negativamente sullo sviluppo del feto. Viene generalmente sconsigliato l’uso di Cardioaspirina durante il terzo mese di gravidanza, mentre nei primi due mesi il suo impiego è da valutare con attenzione insieme al proprio ginecologo.

È sconsigliato l’utilizzo di farmaci contenenti acido acetilsalicilico anche per coloro che stanno provando a concepire dei figli. In allattamento non sono segnalati problemi in caso di uso sporadico e di breve durata, in caso contrario può rendersi necessario lo svezzamento precoce.

Antidolorifici con la Cardioaspirina, quali?

L’assunzione di antidolorifici può interferire con l’effetto della Cardioaspirina. È indicato quindi indicare al proprio medico i farmaci eventualmente assunti al momento di iniziare una terapia a base di Cardioaspirina.

Effetti collaterali

Esistono diversi effetti collaterali che possono derivare dall’assunzione di Cardioaspirina. I più frequentemente associati a tale farmaco sono quelli gastrointestinali. Nausea e vomito sono tra le manifestazioni più comuni, mentre nei casi più rari può verificarsi anche emametesi o vomito di sangue.

Attenzione anche al possibile manifestarsi di dispepsia, dolore addominale, ulcera gastrica, ulcera duodenale o melena (feci molto scure in conseguenza di tracce ematiche).

A livello del tratto gastrointestinale possono verificarsi perforazioni intestinali, colite, ulcere che interessano colon, retto, ileo e digiuno, ulcere esofagee, gastrite erosiva, esofagite. Tra gli effetti collaterali possibili anche l’infiammazione del primo tratto intestinale.

L’assunzione di Cardioaspirina può portare anche a casi di anemia, epistassi (perdita di sangue dal naso) e sanguinamento gengivale. Potrebbero verificarsi anche emolisi (distruzione dei globuli rossi) o ipoprotrombinemia. Quest’ultima si caratterizza per la scarsa presenza del fattore II della coaugulazione, importante per l’interruzione di eventuali emorragie e per la corretta viscosità del sangue.

L’apparato respiratorio potrebbe soffrire di episodi di dispnea grave, rinite, brancospasmo parossistico oedema polmonare non cardiogeno. Tra i possibili effetti collaterali della Cardioaspirina anche problematiche a carico di orecchio e labirinto quali vertigini, sordità e ronzio.

Alcuni effetti collaterali possono interessare il sistema nervoso. Si parla in questo caso di semplice aumento della sudorazione, mal di testa, confusione, fino a problematiche più gravi come l’emorragia cerebrale.

Per quanto riguarda il fegato si riscontrano danno epatico (perlopiù cellulare), tossicità epatica e aumento degli enzimi epatici. A carico dei reni possono verificarsi l’insufficienza renale e la nefrite interstiziale, entrambe in forma acuta.

Dermatiti, angioedema, eritema nodoso (noduli rossi sotto cute) o multiforme (chiazze rossastre), orticaria sono tra le manifestazioni più comuni di effetti collaterali a carico della pelle. Da non dimenticare però le patologie più gravi, potenzialmente letali, come la sindrome di Stevens-Johnson e la sindrome di Lyell (necrosi epidermica).

Ha effetti sulla vita sessuale?

L’assunzione di Cardioaspirina è stata paragonata in alcuni casi al farmaco noto come viagra. Questo in virtù del fatto che sembra essere generalmente d’aiuto in determinati pazienti affetti da disfunzione erettile.

Tuttavia l’effetto riscontrato non è direttamente quello di provocare un’erezione, quanto più in generale il miglioramento della circolazione del sangue.

Alternative alla Cardioaspirina

Fermo restando il necessario consulto con il medico curante, l’unico che potrà dare il via libera alla sospensione del medicinale o che può indicare come sostituire la Cardioaspirina. Ecco alcune alternative naturali al farmaco.

Un effetto simile a quello della Cardioaspirina è offerto dal gingko biloba, antiaggregante vegetale ricco di gingkolidi (lattoni terpenici), flavonoidi e sesquiterpeni. Favorisce l’aumento del flusso sanguigno, dilatando i capillari, e attraverso i gingkolidi rappresenta un inibitore competitivo del legame del PAF. Quest’ultimo è il fattore attivante delle piastrine, e la sua inibizione stimola una maggiore fluidità del sangue.

Altra possibile soluzione naturale è l’aglio, i cui estratti concentrati possono offrire proprietà simili a quelle del gingko biloba. Anche in questo caso si ricorda la necessità di procedere con un consulto medico prima di intraprendere qualsiasi assunzione di prodotti, anche se naturali.

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