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Cardioaspirina: a cosa serve, controindicazioni, effetti collaterali

Cardioaspirina: a cosa serve, controindicazioni, effetti collaterali

Effetti collaterali e controindicazioni della cardioaspirina, quali sono e quali parti del corpo interessano.

La cardioaspirina è un farmaco anticoagulante associato alla categoria dei salvavita. Non deve quindi essere preso alla leggera, né tantomeno utilizzato senza la dovuta supervisione del medico curante. Sebbene condivida con la più nota aspirina il principio attivo, l’acido acetilsalicilico, la sua differente concentrazione ne modifica la destinazione finale.

Quando si prende la cardioaspirina?

L’acido acetilsalicilico è presente nella cardioaspirina nella misura di 100 mg a compressa, a differenza dei 500 mg presenti nell’aspirina. Il suo utilizzo finale è soprattutto quello di evitare il rischio di trombi o coaguli nel sangue, ma è utilizzata anche nel trattamento di pazienti con storia di angina pectoris, infarto del miocardio o ictus cerebrale.

Importante riferire al proprio medico, prima di assumere cardioaspirina, eventuali problematiche a carattere gastrico o che interessano cuore, sistema cardiocircolatorio, sistema nervoso, fegato e reni.

Elettrocardiogramma cuore
Fonte: Cardiogram chart with medical stethoscope and small red heart / Shutterstock Cardiogram chart with medical stethoscope and small red heart / Shutterstock

Controindicazioni della Cardioaspirina

La principale controindicazione segnala è quella di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o ad altri componenti presenti nella cardioaspirina. Molto importante segnalare al proprio medico l’eventuale avvenuta diagnosi di mastocitosi, un tumore del sangue, poiché la reazione con il principio attivo del farmaco può dar luogo a effetti come ipotensione, tachicardia, vampate di calore e vomito.

L’utilizzo di cardioaspirina è sconsigliato a coloro che sono soggetti a patologie che favoriscono il sanguinamento come ad esempio ulcera duodenale o diatesi emorragica. Non è adatto infine anche a coloro che hanno mostrato tendenza all’asma derivata dall’uso di salicilati, per chi soffre di insufficienza cardiaca, renale o epatica.

Cardioaspirina: effetti collaterali

Gli effetti collaterali più frequentemente associati alla cardioaspirina sono quelli gastrointestinali sebbene, come per ogni farmaco, ciascun soggetto potrebbe rispondere diversamente da altri. Nausea, vomito (possibile anche emametesi o vomito di sangue) e dispepsia sono solo alcune delle possibili conseguenze negative legate all’assunzione di questo medicinale che interessano l’apparato digerente: vi sono inoltre dolore addominale, ulcera gastrica, ulcera duodenale o melena (feci nere).

Possono verificarsi inoltre episodi più o meno gravi a carico del tratto gastrointestinale quali perforazioni intestinali, colite, ulcere che interessano colon, retto, ileo e digiuno, ulcere esofagee, gastrite erosiva, esofagite, infiammazione del primo tratto intestinale.

Medico valuta analisi del sangue
Fonte: Shutterstock Shutterstock

Per quanto riguarda il sangue possono invece verificarsi casi di anemia, epistassi o perdita di sangue dal naso, sanguinamento gengivale, emolisi (distruzione dei globuli rossi) o ipoprotrombinemia (scarsa presenza del fattore II della coaugulazione, importante per l’interruzione di eventuali emorragie e per la corretta viscosità del sangue).

L’apparato respiratorio potrebbe mostrare episodi di dispnea grave, rinite, brancospasmo parossistico oedema polmonare non cardiogeno. Possibile il verificarsi anche di problematiche a carico di orecchio e labirinto quali vertigini, sordità e ronzio.

Per quanto riguarda invece il sistema nervoso gli effetti collaterali possibili vanno dal semplice aumento della sudorazione, passando per mal di testa e confusione, fino all’emorragia cerebrale.

Fegato e reni sono due organi che possono essere colpiti dagli effetti collaterali associati alla cardioaspirina. Danno epatico (perlopiù cellulare), tossicità epatica e aumento degli enzimi epatici possono coinvolgere il primo dei due organi, mentre il secondo è soggetto al possibile verificarsi di insufficienza renale e nefrite intestiziale (entrambe in forma acuta).

Anche la pelle può infine mostrare angioedema, eritema nodoso (noduli rossi sotto cute) o multiforme (chiazze rossastre), orticaria, dermatite, fino alle più gravi sindrome di Stevens-Johnson e sindrome di Lyell (necrosi epidermica, entrambe potenzialmente letali).

Le informazioni riportate su GreenStyle.it sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

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