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Cani e gatti, richiesta al Governo: “Stop all’IVA”

Cani e gatti, richiesta al Governo: “Stop all’IVA”

Fonte immagine: Unsplash

Cani e gatti, parte una nuova campagna per richiedere al Governo una riduzione dell'IVA per i prodotti alimentari, i farmaci e altri trattamenti.

Cani e gatti: arriva una nuova richiesta al Governo per eliminare l’IVA al 22% per i prodotti dedicati alla loro cura. È quanto chiedono le associazioni di settore, approfittando della Giornata Mondiale del Cane, che si celebra proprio oggi. Nella maggior parte dei Paesi europei la tassazione sui prodotti e sui farmaci destinati ai quadrupedi è decisamente più ridotta in Italia e un fisco amico potrebbe aiutare le famiglie nell’accudimento di questi preziosi compagni.

Il 40% delle famiglie italiane vive con un cane oppure con un gatto. Animali che richiedono attenzioni costanti, dall’alimentazione equilibrata alle visite veterinarie, passando per farmaci e molti altri trattamenti. Tutte prestazioni che in Italia sono tassate al 22%, a differenza di Germania (7%), Spagna (10%) e molte altre nazioni del Vecchio Continente.

Cani e gatti: l’iniziativa sull’IVA

Per questa ragione, Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia), Anmvi, Fnovi, Simevep, Enpav, Aisa, Ascofarve e Assalzoo hanno deciso di scrivere una lettera aperto al Governo, per richiedere un immediato cambiamento.

D’altronde, in Italia ci sono oltre 60 milioni di animali domestici e, data anche la recente pandemia da coronavirus, il loro accudimento sta diventando sempre più oneroso. Un mercato peraltro molto fiorente in Italia, tale da meritare un attenzione diversa da parte del Fisco: solo il settore del cibo per animali vale 2 miliardi di euro l’anno, con una crescita del 2% su base annua, segno di come gli italiani vogliano investire sulla perfetta cura dei loro amici domestici.

Sul caso è intervenuta anche Michela Vittoria Brambilla, presidente di Leidaa e dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali:

Del ruolo sempre maggiore che il rapporto con gli animali d’affezione ha nella nostra vita quotidiana lo Stato purtroppo si ricorda soprattutto quando si tratta di far cassa: alle cure veterinarie si applica l’aliquota Iva massima, mentre le detrazioni previste sono così basse da rasentare l’irrilevanza, praticamente una presa in giro.

Fonte: Corriere della Sera

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