Barbabietola da zucchero: proprietà e come si coltiva

Barbabietola da zucchero: proprietà e come si coltiva

La barbabietola da zucchero è molto nota per la produzione di saccarosio, ma le sue radici hanno diverse proprietà benefiche: quali sono e come coltivarla.

La barbabietola da zucchero è una pianta molto diffusa in Italia, così come nel resto d’Europa. La sua diffusione è dovuta in modo particolare all’agricoltura intensiva, che ne ha fatto una coltivazione di primo piano a partire dalla metà dell’Ottocento. Malgrado il suo impiego per la produzione di saccarosio fosse noto già dal 1747, a opera del chimico berlinese Andreas Sigismund Marggraf, la diffusione in Europa di tale prodotto dovette attendere i blocchi allo zucchero di canna ai tempi delle guerra napoleoniche.

Il nome scientifico della barbabietola da zucchero è Beta vulgaris var. saccharifera. Da non confondersi con la Beta vulgaris var. rubra, che corrisponde invece alla rapa rossa. Può essere coltivata anche nel proprio orto, prestando alcune accortezze per garantire un pieno sviluppo. Si tratta di una pianta biennale, che vive nel primo anno la fase vegetativa e nel secondo quella riproduttiva.

Barbabietola da zucchero: proprietà e come si coltiva

Barbabietola da zucchero pianta
Fonte: Foto di Ulrike Leone da Pixabay

Proprietà e benefici

La radice è la parte della barbabietola da zucchero utilizzata per il consumo alimentare. Non soltanto per la produzione del saccarosio, ma anche per sfruttarne proprietà nutrizionali e benefici per la salute. In virtù del suo elevato contenuto di acqua, circa il 90%, questo alimento risulta poco calorico: appena 20 kcal. I carboidrati sono presenti per circa il 4% del totale, mentre le proteine per l’1%. Al suo interno anche diversi antiossidanti.

Viene considerata un buon rimedio naturale per chi ha bisogno di vitamine e sali minerali. Alla radice di barbabietola da zucchero sono associate anche proprietà antisettiche, ricostituenti, depurative (favorisce la rimozione delle tossine e la loro espulsione) e digestive.

È associata inoltre al trattamento delle anemie. Si ritiene in grado anche di contrastare le infezioni cerebrali, di stimolare la produzione di eritrociti. Viene ritenuta uno stimolante anche del sistema linfatico.

Barbabietola da zucchero orto
Fonte: Foto di aixklusiv da Pixabay

Come si coltiva

La coltivazione della barbabietola da zucchero è solitamente avviata con la semina. I semi vengono sparsi direttamente sul terreno di destinazione finale, dove poi la pianta avrà dimora. Tale operazione è prevista in autunno, così da rimandare la raccolta quando il periodo dell’anno sarà ormai di primavera inoltrata.

In alternativa queste piante possono essere seminate nel periodo pre-primaverile, tra febbraio e marzo, come accade ad esempio al Centro-Nord Italia. La raccolta delle radici è rimandata in questo caso all’estate. Per quanto la germinazione avvenga quando le temperature sono vicine ai 5 gradi, in questa fase la Beta teme le gelate. L’effetto potrebbe essere la perdita totale del raccolto o al contrario una fioritura anticipata.

Da non dimenticare che il terreno deve essere sempre morbido e pulito, privo di piante infestanti. Queste ultime competono direttamente con la barbabietola per le sostanze nutritive contenute nel terreno e rischiano quindi di indebolire la coltivazione. Estirpare le malerbe con costanza, procedendo periodicamente alla sarchiatura della Beta.

Concime: come e quando

Per una redditizia coltivazione della barbabietola da zucchero occorre prestare particolare attenzione all’azoto. Prima della semina è spesso necessario arricchire il terreno con questo elemento, utilzzando stallatico (ad alta maturazione) e concime granulare. Non si interviene in questo senso durante il periodo vegetativo.

Parassiti

Sia che venga coltivata in campi intensivi che in un piccolo orto, diversi sono i parassiti che possono infestare questa pianta. Il più noto è l’altica o pulce della Barbabietola, ma occorre fare attenzione anche ad alcune specie di coleotteri (che ne attaccano le foglie e le radici). Piogge intense possono favorire infine l’attacco da parte di varie tipologie di funghi.

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