Alicia Silverstone a Starbucks: no a costi extra per latte vegan

Alicia Silverstone a Starbucks: no a costi extra per latte vegan

Fonte immagine: Gettyimages

Alicia Silverstone chiede a Starbucks di ridurre la spesa extra legata all'acquisto e alla scelta di poter sorseggiare latte vegan.

Una richiesta in apparenza singolare, ma che potrebbe impattare positivamente sul benessere del Pianeta: la riduzione del costo extra per poter accedere al latte vegano. È ciò che chiede da tempo l’attrice Alicia Silverstone alla rinomata catena di Starbucks, che ha inserito un costo extra per chi vuole aggiungere latte vegan alla propria bevanda.

Una cifra non eccessiva, ma che sicuramente penalizza chi vuole orientare le scelte più verso un atteggiamento cruelty-free. Una richiesta che la Silverstone ha affidato al suo blog personale The Kind Life e che trova sostegno in molti attivisti, come Alan Cumming.

L’attrice sta chiedendo di ridurre la spesa in più legata alla scelta del latte vegano che la catena ha introdotto da tempo, ma che potrebbe rendere la scelta meno accessibile. Non solo per chi sta affrontando un cammino più consapevole e rispettoso, ma anche per chi non può assumere il latte vaccino e i suoi derivati per una questione di allergia e intolleranza. Una forte penalizzazione che potrebbe incidere sul benessere di tutti, un extra considerato ingiusto.

Scelta vegan per migliorare il futuro del Pianeta

Da tempo anche Starbucks ha ampliato le proposte all’interno del suo menu, introducendo prodotti e alternative cruelty-free. Una decisione avanzata e sostenuta dallo stesso CEO Kevin Johnson consapevole dell’impronta di carbonio data dalla produzione degli stessi caseifici. Per questo l’azienda ha deciso di aggiungere molti alimenti di origine vegetale e di aggiungere il latte di avena marca Oatly al suo menu, anche a fronte di un aumento della richiesta da parte della clientela.

Questo ha portato a una riduzione corposa delle scorte di latte vegan e al relativo aumento di prezzo, circa 0,50 dollari a tazza. Una cifra giustificata per far fronte ai costi più alti legati alla lavorazione e produzione del latte cruelty-free, ma che porterebbe comunque un alto guadagno per la stessa Starbucks.

Se il costo del latte vaccino fosse paragonato al suo impatto sull’ambiente la cifra per l’acquisto supererebbe quella dell’extra per il latte vegan, come sostiene anche la stessa Silverstone:

Se Starbucks spera di raggiungere il suo obiettivo di ridurre del 50% le sue emissioni di carbonio, oltre al consumo di acqua e alla produzione di rifiuti entro il 2030, allora un primo passo ovvio è garantire che le opzioni ecocompatibili siano accessibili a tutti abbassando il prezzo delle loro opzioni lattiero-casearie e non penalizzando quelli come noi che stanno già scegliendo prodotti sostenibili e rispettosi.

Fonte: VegNews

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