La rosa canina è una delle piante più diffuse sia nella tradizione popolare che in erboristeria. Questo perché il vegetale è ricco di proprietà curative, tanto da essere uno degli ingredienti di punta dei più svariati rimedi naturali. Ma quali sono le peculiarità del fiore e quando si utilizza?

La rosa canina è la rosa spontanea più comune in Italia: non è infatti improbabile scovarla in siepi e boschi, ma anche all’interno dei parchi cittadini. Appartenente alla famiglia delle rosacee, il nome deriva da Plinio il Vecchio, il quale sosteneva come il decotto delle radici fosse in grado di curare la rabbia, una malattia che spesso colpisce i cani e che può essere trasferita anche all’uomo con effetti del tutto letali. Di seguito, le principali applicazioni.

Proprietà

La rosa canina ha proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie, antiallergiche, antiossidanti e tonificanti, a seconda della parte della pianta che si deciderà di utilizzare. Le bacche prodotte sono estremamente ricche di vitamina C – si dice addirittura 50 volte più degli agrumi – e deriva proprio da questa alta concentrazione l’effetto immediato sul sistema immunitario. Inoltre, quando ben maturi, i frutti sono ricchi di tannini, carotenoidi, riboflavina, acido malico e citrico, carboidrati e pectine. La polpa e la buccia, invece, presentano molti bioflavonoidi utili al sistema cardiocircolatorio. Dalle foglie e dalle radici, invece, si ottiene un effetto prettamente immunostimolante, utile negli stati di raffreddamento, a cui si aggiunge una lieve azione antistaminica.

Usi

Rosa canina, bacche

Red Dog-Roses Over Blurry Background via Shutterstock

Data le uniche proprietà, tra sali minerali e vitamine, la rosa canina è da secoli utilizzata per i più svariati scopi di cura. Fra i principali, si possono trarre le seguenti indicazioni, da vagliare sempre con il proprio medico curante soprattutto in caso fosse già in corso un trattamento farmacologico canonico.

  • Sistema immunitario: grazie alle capacità immunomodulanti e immunostimolanti, pianta e frutti sono efficaci nel combattere i sintomi da raffreddamento invernale, come raffreddore e influenza, ma anche tutti quegli stati di irritazione dovuti all’azione di batteri esterni. L’azione si esplica sia a livello topico, ad esempio per la gola infiammata, ma anche a livello sistemico;
  • Metabolismo e stanchezza: la pianta è da sempre utilizzata come tonico, per ritrovare le forze dopo un periodo di forte stress, una lunga convalescenza o anche solo per trattare i sintomi della fiacchezza primaverile o del cambio stagionale. Può essere utile anche nei casi di lievissima depressione, perché in grado di regolare i bioritmi rendendo la giornata scattante e il riposo pieno;
  • Allergie: come già accennato, la rosa canina può manifestare dei lievi effetti antistaminici, che possono essere sfruttati per quelle reazioni allergiche leggere come l’intolleranza al polline o una blanda orticaria. Attenzione, però: quando si è allergici a qualche sostanza, è buona norma allertare il medico dei propri sintomi, che provvederà alla cura più adeguata e prescriverà, se necessario, gli opportuni farmaci salvavita. L’automedicazione, soprattutto quando si ha a che fare con disturbi pericolosi come le allergie o le intolleranze alimentali, non è in questo caso indicata;
  • Circolazione e diuresi: l’assunzione degli estratti da pianta e frutti può agevolare la circolazione sanguigna, sia per la presenza di vitamina C che per un’azione di vaga protezione di vene e arterie. Inoltre aiuta l’eliminazione delle tossine, stimolando la naturale diuresi.

Disponibile in infusi, tintura madre o estratto secco titolato, si chieda consiglio al proprio erborista su dosi e modalità di assunzione a seconda del disturbo manifestato. In un prossimo aggiornamento, invece, tutte le informazioni sui possibili effetti collaterali.

12 aprile 2014
I vostri commenti
luigi, martedì 28 marzo 2017 alle21:14 ha scritto: rispondi »

come si fa la marmellata di rosa canina?

Giuseppe Curcio, martedì 15 aprile 2014 alle12:10 ha scritto: rispondi »

quindi si raccolgono i frutti ben maturi, c'è altra parte della pianta che si può raccogliere (i petali delle roselline per esempio) in tempi diversi. Il quale modo può essere conservato il frutto.

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