Ritrova gatto dopo 5 anni grazie al microchip

È un vero e proprio ricongiungimento familiare, se così si può definire, quello che ha coinvolto Virginia Fryback e il suo gatto Charlie. La donna, originaria dell’Indiana, aveva sofferto l’improvvisa scomparsa del felino 5 anni fa. Oggi, grazie all’analisi del microchip, il micio è potuto tornare a casa.

Il tutto è accaduto bel 2009, quando Virginia non ha più trovato il gatto dal manto nero all’interno della sua abitazione. Non una semplice scampagnata nel giardino dei vicini, ma un allontanamento immotivato: dopo mesi di ricerche, non è stato possibile far altro che arrendersi all’evidenza. Una donna distrutta dal dolore, perché molto legata al suo amico a quattro zampe.

Dopo cinque anni, quando ormai la convinzione Charlie fosse morto si era fatta certezza, la sorpresa: una cartolina nella cassetta della posta. L’Animal Care & Control della cittadina di Fort Wayne, scovato il micio a girovagare a sei miglia di distanza dalla sua abitazione, è infatti risalito alla legittima proprietaria tramite la scansione del microchip. Non ricevendo però alcuna risposta ai tentativi di contatto telefonico, si è deciso di contattare la donna tramite la vecchia e cara posta cartacea.

Ricevuto l’avviso, Virginia non poteva credere ai propri occhi. Diretta di fretta e furia al gattile, ha potuto riabbracciare Charlie, oggi di 10 anni d’età. Così spiegano dalla struttura:

Effettuiamo scansioni di routine su molti animali alla ricerca di un microchip ed è meraviglioso, quando ne rileviamo uno, notificare ai proprietari il ritrovamento dei loro amici. Il chip ha probabilmente salvato la vita di Charlie, perché la gran parte delle persone decide di adottare degli esemplari molto più giovani.

Purtroppo le strutture d’accoglienza per cani e gatti randagi, soprattutto negli Stati Uniti, sono costrette a optare per la soppressione quando il legittimo proprietario non è stato rinvenuto o trascorsi i termini legali per una nuova adozione. Il fatto che Charlie non fosse più un micio giovanissimo lo rendeva poco appetibile agli occhi delle famiglie adottanti, desiderose di interagire con un esemplare giovane così da renderne l’educazione più semplice, e il suo destino appariva ormai segnato. Il microchip, di conseguenza, lo ha graziato.

Denutrito e un po’ acciaccato, come normale che sia per un felino che per anni è stato costretto a vivere in strada, Charlie ha riconosciuto immediatamente la sua proprietaria. E la stessa Virginia è apparsa commossa ed eccitata, sorpresa di riabbracciare il gatto che credeva ormai deceduto.

24 aprile 2014
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I vostri commenti
Marika Maraldi, domenica 11 maggio 2014 alle1:44 ha scritto: rispondi »

Se vera, è sicuramente una bella notizia ma attenzione alla propaganda/manipolazione del pensiero sull'uso del microchip che ora si sta sempre di più diffondendo anche per uso umano.

annamaria, lunedì 28 aprile 2014 alle10:35 ha scritto: rispondi »

anche la sottoscritta ha smarrito una Basset Hound con microchip, MAI più ritrovata, nonostante avvisi di diversa specie(Asl,veterinari ,affissioni, annunci televisivi eccc..).Non lo ritengo attendibile poichè non offre alcuna sicurezza il microchip, se non ulteriore dispendio di denaro presso il veterinario.

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