La passiflora è una pianta appartenente alla famiglia delle Passifloraceae, un gruppo che contiene oltre 400 varietà diverse di fiori. Nota sin dai tempi antichi per il suo potere calmante e sedativo, in erboristeria vengono utilizzate in particolare due varietà: la passiflora caerulea e la passiflora incarnata. Ma quali sono le proprietà, gli usi più comuni e le controindicazioni di questo rimedio naturale?

La passiflora a uso medicinale, originaria dell’intero continente americano, è solitamente distribuita in infusi, compresse e gocce. Le sue proprietà curative sono conosciute da secoli e i suoi principi attivi sono spesso inclusi anche nei farmaci tradizionali. Di seguito, tutte le informazioni più importanti sul suo impiego.

Proprietà benefiche della passiflora

Passiflora

Passionflower via Shutterstock

In erboristeria e medicina si utilizzano le parti verdi della specialità caerulea e incarnata, ricche di flavonoidi, alcaloidi indolici, maltolo e acidi grassi. I flavonoidi, in particolare, hanno un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale, mentre gli alcaloidi indolici esercitano un’azione antispasmodica e calmante. Per questo motivo, la pianta è indicata per tutte quelle patologie psicologiche e nervose che richiedono un effetto rilassante sul paziente, dall’ansia alla tachicardia, passando per l’insonnia. In genere ben tollerata dall’organismo, seppur non esagerando nelle dosi, la passiflora ha proprietà simili a quelle delle benzodiazepine sull’umore, perché regola i cicli della serotonina, i bioritmi e con essi il rilascio di cortisolo e adrenalina. A differenza degli ansiolitici, tuttavia, la pianta non genera assuefazione né crisi d’astinenza all’interruzione improvvisa, sebbene i suoi effetti sull’organismo siano decisamente più limitati rispetto alle già citate benzodiazepine e agli antidepressivi. Proprio per queste caratteristiche, così come si vedrà più avanti nella sezione dedicata alle controindicazioni, questi farmaci e la pianta non devono essere mai abbinati, perché il paziente rischia di andare incontro a una sedazione particolarmente pericolosa per la salute.

Come utilizzare la passiflora

Così come già specificato, la passiflora trova la sua applicazione in tutti quei momenti della vita dell’individuo che necessitano di un blando effetto calmante, sia una condizione ansiogena cronica oppure del momentaneo stress. Prima di iniziare l’assunzione, tuttavia, è d’obbligo chiedere un parere al proprio medico curante, per evitare eventuali interazioni con altre cure in corso oppure reazioni allergiche nei soggetti ipersensibili. Inoltre, considerato come l’effetto prodotto sia differente da persona a persona, si consiglia di iniziare con una dose minima, per poi aumentare progressivamente man mano che si prenderà familiarità con l’erba. È doveroso segnalare, poi, come l’assunzione protratta nel tempo può portare a una riduzione dell’azione sedativa, perché l’organismo si abitua alla sua presenza. Non è comunque consigliato superare le dosi massime, per non imbattersi in spiacevoli conseguenze. Di seguito, gli impieghi più comuni:

  • Insonnia: sia in infuso che in gocce, la passiflora è da sempre utilizzata come valido rimedio contro l’insonnia. Questo perché induce una sonnolenza naturale nell’individuo, senza la perdita della lucidità nella fase di veglia e pesantezza al risveglio, con intorpidimento o confusione;
  • Ansia: la pianta, così come già ricordato, grazie al suo lieve potere sedativo può aiutare a gestire gli stati d’ansia, sia acuta che cronica, riducendo quella tipica sintomatologia connessa a preoccupazione e paura. Tachicardia, respiro affannoso, vertigini, sensazione di vuoto. Siccome la passiflora può indurre sonnolenza, può non essere utile per contrastare l’ansia di un appuntamento pubblico ed è sconsiglia qualora si debba guidare o gestire dei macchinari;
  • Spasmi e digestione: la passiflora è molto utile nel controllare gli spasmi involontari della muscolatura, in particolare quella liscia dell’intestino, quindi può essere indicata per sindromi come quella del colon irritabile, dove un’iperattività del tratto finale dell’apparato digerente porta a continue scariche diarroiche.

Passiflora: quali sono gli effetti collaterali e controindicazioni

Passiflora

Beautiful Passiflora via Shutterstock

Normalmente ben tollerata, tanto che ai tempi della Primo Conflitto Mondiale venne utilizzata su larga scala per gestire l'”angoscia da guerra” dei soldati, come tutte le erbe anche la passiflora ha effetti avversi e controindicazioni. Data la natura sedativa, poi, richiede una maggiore attenzione rispetto a metodi naturali che non interferiscono con il sistema nervoso. I prodotti a base della pianta non devono mai essere assunti da soggetti ipersensibili o allergici, perché può causare shock anafilattici gravi. Inoltre, l’assunzione è vietata in concomitanza con le benzodiazepine, gli antidepressivi, psicofarmaci in generale e sonniferi. Tra gli effetti negativi più segnalati, si rilevano nausea, vomito e vertigini, mentre nei casi di estremo sovradosaggio si può verificare un effetto paradosso: anziché calmare, si registra tachicardia, ipereccitazione e allucinazioni. Per la passiflora caerulea, inoltre, è vietata l’assunzione dei frutti crudi, perché ricchi di glicosidi cianogenici che deprimono il sistema cardiocircolatorio. Per questi motivi, l’uso è generalmente controindicato nei seguenti casi.

  • Gravidanza: sebbene non siano state vagliate le interazioni con il feto, le armaline del rimedio possono provocare contrazioni uterine, con la possibile interruzione della gestazione;
  • Psicofarmaci e sostanze psicoattive: la passiflora non deve essere mai assunta in concomitanza di ansiolitici, antidepressivi, sonniferi, barbiturici e qualsiasi altra sostanza con effetto psicotropo, come droghe sia leggere che pesanti. Ne potenzia infatti gli effetti, con conseguenze davvero pericolose per la sopravvivenza;
  • Guida e lavori pericolosi: considerato come induca blanda sonnolenza, pur non eliminando in toto la lucidità del soggetto, è meglio evitare la passiflora quando ci si deve mettere alla guida di un mezzo o si svolge un lavoro pericoloso, dove la prontezza dei riflessi è essenziale.
  • Alcol: si sconsiglia di abbinare la passiflora all’alcol, data la depressione sul sistema nervoso centrale che entrambe le sostanze esercitano.

Si ricorda come potrebbero essere molti le vicende personali controindicate oltre alla breve lista presentate: anziché lanciarsi nell’auto-prescrizione, si vagli preventivamente il parere del proprio medico curante.

4 maggio 2014
I vostri commenti
franco, domenica 7 febbraio 2016 alle20:33 ha scritto: rispondi »

soffro di ansia e insonnia,mi hanno fatto conoscere la passiflora,non ricevo i benefici di cui si parla,60gocce al di in 3 volte, faccio uso di EN gocce,una benzodiazepina,ho letto di non assumere la passiflora insieme alle benziod.,ma' ho anche letto che è utile per lo svezzamento da ansiolitici come EN.Consigli?? Grazie

laura, domenica 4 maggio 2014 alle14:49 ha scritto: rispondi »

allora la mia nonna di notte non riesce a dormire con le gocce non va bene mi potete aiutare

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