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Passiflora caerulea: tutto ciò che devi sapere sul fiore della passione

Passiflora caerulea: tutto ciò che devi sapere sul fiore della passione

Fonte immagine: Pixabay

La Passiflora caerulea è una pianta di cui tutti hanno sentito probabilmente parlare. Nota per i suoi fiori decisamente appariscenti, è tuttavia conosciuta più per le sue proprietà utili all’organismo. Si tratta, infatti, di uno dei rimedi naturali più utilizzati per gestire l’ansia moderata, migliorare il tono dell’umore oppure incentivare il sonno.

Ma quali sono i vantaggi e le controindicazioni di questo ritrovato naturale e, soprattutto, come coltivarlo in vaso oppure in giardino?

Per quanto si tratti di una pianta e di un rimedio naturale molto diffuso, non bisogna mai sottovalutare l’assunzione di estratti di passiflora. Possono infatti causare delle conseguenze poco piacevoli e, ancora, non risultano compatibili con una lunga serie di farmaci.

Per questa ragione, è sempre opportuno chiedere un parere al proprio medico curante prima di procedere. In giardino, se coltivata a semplice scopo ornamentale, non rappresenta un rischio. Meglio però prestare attenzione a bambini e animali domestici che potrebbero inavvertitamente ingoiarne alcune parti. Di seguito, tutte le informazioni utili.

Cosa è la Passiflora caerulea

Fiore della passione

La Passiflora caerulea – nota più comunemente come passiflora o fiore della passione – è una pianta appartenente alla famiglia delle Passifloraceae. Questa famiglia comprende più di 500 specie diverse di questo vegetale, quasi tutte originarie dell’America Centrale, dell’Asia e dell’Australia.

La pianta è conosciuta perlopiù per le sue proprietà utili alla salute, tanto da renderla uno dei rimedi naturali più richiesti, e per due specie in particolare: la già citata caerulea e la incarnata.

La pianta si caratterizza per un portamento erbaceo, quasi cespuglioso, di altezza variabile a seconda della specie: alcune non superano i 50-60 centimetri d’altezza, altre possono anche ergersi per diversi metri. La caerulea, in particolare, è una pianta dalla crescita importante, anche perché rampicante.

Il vegetale si caratterizza per lunghi e sottili fusti, dai quali prendono vita diverse foglie raggruppate, di intenso colore verde lucido e dalla forma stretta e allungata. È tuttavia il fiore quello che più attira le curiosità degli appassionati, sia per semplici necessità ornamentali che per l’estrazione degli utili principi attivi della pianta.

Il fiore prevede infatti una doppia corolla, una bianca e l’altra nei toni del violaceo e del blu, composta sia da petali classici che piccoli filamenti colorati.

La passiflora, conosciuta dalle popolazioni locali sin da tempi antichissimi, in particolare in America Centrale, veniva usata sia per i suoi effetti blandamente sedativi che come offerta agli dei. D’altronde, con suo gioco di petali e filamenti, la passiflora rimane oggi una delle varietà floreali più eleganti e gradite.

Perché si chiama fiore della passione

Come già accennato, nel linguaggio comune la pianta di passiflora viene anche chiamata “fiore della passione“. Il riferimento non è però a eventuali proprietà rinvigorenti dei suoi principi attivi, né risulta essere un omaggio agli innamorati. Questa pianta è stata infatti così ribattezzata per questioni religiose.

La passione a cui fa riferimento il nome è quella di Cristo. In molti ravviserebbero infatti nei filamenti del fiore un collegamento con la corona di spine indossata da Gesù stesso, mentre alcuni pistilli centrali assumono una forma che potrebbe vagamente ricordare una croce. Per questa ragione, la Passiflora caerula è da secoli considerata un simbolo per il Cristianesimo.

Frutti della passiflora: si possono mangiare?

Frutto della passione

Ci sono varietà di passiflora che producono frutti, sebbene non tutti commestibili. Vi è però una specie, la Passiflora edulis, che produce un popolarissimo alimento: il frutto della passione. Scelto per cocktail, ricette dolci, sorbetti, succhi e gelati, è uno degli ingredienti di origine tropicale oggi fra i più richiesti.

A differenza di altre varietà di passiflora, come appunto la caerulea, i frutti della edulis non presentano proprietà ansiolitiche o calmanti. Tuttavia, questo non significa che non siano utili all’organismo: stimolano la digestione, ripristinano la normale regolarità intestinale, limitano l’assorbimento di glucosio nel sangue e presentano un’azione antiossidante, indispensabile contro l’azione dei radicali liberi.

Va però sottolineato come solo i frutti della Passiflora edulis possano essere mangiati, quelli di altre varietà – che di norma sono di dimensioni inferiori – non sono invece commestibili. Nei frutti della Passiflora caerulea, ad esempio, sono contenuti dei glicosidi cianogenici che possono deprimere il sistema cardiocircolatorio, causando problematiche anche molto gravi.

Proprietà e usi della Passiflora caerulea

Passiflora caerulea

Si è già sottolineato come molte varietà di passiflora – tra cui la caerulea – vengano impiegate per la produzione di noti rimedi naturali, perlopiù collegati alla gestione dell’ansia, dei disturbi del sonno e come calmanti o sedativi. Ma da dove derivano queste proprietà?

Le parti verdi della Passiflora caerulea e della Passiflora incarnata contengono flavonoidi, alcaloidi indolici, maltolo e acidi grassi. Alcuni dei flavonoidi esprimono un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale, mentre vari alcaloidi presentano un effetto antispasmodico e calmante.

Per questa ragione, gli estratti di passiflora sono spesso stati paragonati a farmaci ansiolitici, come le benzodiazepine, con il vantaggio però che il rimedio naturale tende a non determinare assuefazione e dipendenza, né crisi quando si interrompe la somministrazione.

Gestione dell’ansia

La passiflora, sia in infuso che in gocce, è considerata un valido alleato per la gestione delle forme blande di ansia. Questo proprio grazie al leggero effetto sedativo che i principi attivi offrono, che può aiutare a mantenere la calma durante situazioni stressanti o ansiogene.

Il funzionamento è perlopiù sintomatico, cioè la passiflora va a limitare alcuni dei sintomi fisici dell’ansia, come la tachicardia, l’aumento della frequenza respiratoria, la sensazione di calore, i capogiri e le vertigini. Per contro, può però indurre sonnolenza o ridurre la pressione cardiaca.

Gestione dell’insonnia

Insonnia

La passiflora ha la capacità di indurre una sonnolenza naturale in chi la assume, molto diversa rispetto a quella determinata dai sonniferi. Per questo, è spesso utilizzata per la gestione degli episodi lievi di insonnia.

Il grande vantaggio della passiflora è quello di seguire i ritmi circadiani dell’organismo, incentivando l’addormentamento al giusto orario e, fatto non da poco, evitando pesantezza, intorpidimento o confusione al risveglio. Tuttavia, potrebbe indurre una vaga sonnolenza anche durante le fasi di veglia.

Gestione degli spasmi

Per azione dei suoi alcaloidi, la passiflora può essere anche scelta per ridurre gli spasmi muscolari o digestivi. Questo perché questi principi attivi hanno un’azione calmante sulla muscolatura, in particolare su quella involontaria come quella liscia dell’intestino, riducendo la sensazione di crampi o pesi sullo stomaco.

È quindi spesso consigliata per tutti coloro che soffrono di sindromi di iperattività intestinale, come nel caso della sindrome del colon irritabile, poiché può ridurre la velocità della peristalsi e donare un medio sollievo.

Controindicazioni

Medicine

Sia la Passiflora caerulea che quella incarnata non sono però rimedi naturali da assumere alla leggera. Proprio per il loro effetto sul sistema nervoso centrale e sulla muscolatura involontaria, dovrebbero essere assunte solo dopo aver vagliato il parere del medico. Potrebbero infatti esservi delle controindicazioni con le proprie condizioni di salute o, ancora, con altri farmaci in corso di assunzione.

Ad esempio, è noto che la passiflora può interagire con l’azione delle benzodiazepine e di altri ansiolitici, così come di alcuni antidepressivi. Questi farmaci e il rimedio naturale non dovrebbero essere mai assunti nello stesso periodo, anche a distanza di diverse ore, per evitare rischi anche gravi connessi a un’eccessiva sedazione.

Nei soggetti ipersensibili o allergici non si possono anche escludere shock anafilattici, mentre l’assunzione è altamente sconsigliata in gravidanza, in concomitanza con l’assunzione di alcol o se si eseguono lavori che richiedono grande attenzione e prontezza di riflessi, come la guida di macchinari pericolosi.

Come si coltiva la passiflora

Coltivare

Per i suoi appariscenti fiori, la Passiflora caerulea viene anche spesso scelta come semplice varietà ornamentale, con cui abbellire giardini o donare colore ai balconi. Ma come si coltiva questa pianta?

Necessità della pianta

Per quanto le varie tipologie di passiflora siano mediamente semplici da coltivare, è bene rispettare alcune necessità della pianta:

  • Clima: la pianta predilige climi miti e temperati, non eccessivamente freddi né eccessivamente caldi. Per questo, la coltivazione nell’area del Mediterraneo non causa particolari intoppi;
  • Terreno: quasi tutte le varietà di passiflora hanno una natura rustica e quindi si adattano a molte tipologie di terriccio diverso. Si può quindi ricorrere alle classiche soluzioni a medio impasto, premurandosi che il terreno garantisca un buon deflusso dell’acqua;
  • Esposizione: la pianta ama i raggi solari, quindi è consigliato esporla su finestre, balconi e giardini rivolti a sud;
  • Annaffiature: la richiesta d’acqua non è eccessiva, ma dipende dalla stagione. La più critica è l’estate, dove l’apporto d’acqua dovrà essere quotidiano, prediligendo le prime ore del mattino o quelle successive al tramonto. Nelle altre stagioni, invece, possono bastare anche le comuni precipitazioni.

Coltivazione in vaso oppure in giardino

Fiore della passione

Come già accennato, la passiflora può essere facilmente coltivata in vaso oppure in giardino. Nel primo caso, serve accertarsi che il contenitore garantisca un buon deflusso dell’acqua, poiché questa varietà non ama ristagni.

Per farlo, basta predisporre sul fondo un letto di ghiaia e cocci. In giardino, invece, può essere utile distribuire un concime organico – come il compost – prima della semina o del travaso.

La coltivazione può avvenire per semina, ma la modalità più frequente è quella della talea. Basta recuperare un rametto di circa dieci centimetri, posizionarlo in un semenzaio ricco di sabbia e torba e trasferirlo in dimora definitiva quando saranno spuntate delle copiose radici.

Cura della passiflora nel tempo

Afidi

La Passiflora caerulea è una pianta che tende a crescere molto velocemente e, in quanto rampicante, anche verso l’alto. Serve quindi fornire al vegetale una superficie idonea a cui aggrapparsi, come rami, assi di legno o una posizione in prossimità dei muri.

I rami in eccesso potranno essere potati, sia per rendere la pianta più ordinata che per favorire una fioritura più copiosa. In inverno, invece, la pianta dovrà essere trasportata in luoghi protetti dal gelo e dagli agenti atmosferici o, ancora, coperta con teloni isolanti.

In merito ai parassiti, bisogna prestare particolare attenzione a cocciniglie e afidi. Questi potrebbero trasmettere alla pianta il CMV, un virus che colpisce i vegetali e porta alla rapida morte della coltivazione.

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