La lattuga è una varietà di ortaggio molto diffusa nella dieta mediterranea: sana e utile all’organismo, il suo successo deriva sia dal costo contenuto che dalla relativa facilità di coltivazione. E proprio in fatto di coltivazione, è possibile farla crescere rigogliosa in casa, magari sul balcone o approfittando di un piccolo orto?

La Lactuca Sativa, questo il nome scientifico, è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia delle Compositae, spesso utilizzata per insalate o altre ricette vegetali. Nel suo complesso, l’ortaggio è biennale: dalle foglie basali, spesso raggruppate fra di loro in disposizione circolare, nasce una testa compatta e quindi lo scapo floreale finale. Può raggiungere anche i 150 centimetri d’altezza e produce fiori dalle sfumature del giallo. Agli scopi alimentari, ovviamente, si fa ricorso alle foglie quindi di rado la crescita è portata a termine. Ricca di betacarotene, vitamine varie – A, E, C, B1, B2 e B3 – e sali minerali come magnesio e potassio, è disponibile in diverse qualità: liscia, romana, gentile, iceberg e incappucciata.

Lattuga: cosa sapere prima di coltivarla

Piantina di lattuga

Lettuce seedlings in field via Shutterstock

Come qualsiasi prodotto da orto, anche la lattuga esige delle precise condizioni per crescere forte e sana. Fortunatamente, la pianta presenta una buona adattabilità ed è quindi consigliabile anche a chi avesse scoperto da poco il proprio pollice verde.

Sia che si scelgano i semi o le piantine da trapianto, è innanzitutto utile conoscere le caratteristiche del terreno: sebbene si adatti ai più svariati terricci, è meglio optare per superfici dalla durezza media, con granelli evidenti per favorire l’ossigenazione delle radici e un buon drenaggio dell’acqua. La temperatura di crescita è attorno ai 15/20 gradi, quindi nelle stagioni fredde sarà utile ricorrere a una serra, seppur sufficientemente ventilata per non incorrere in un calore troppo intenso. Sotto ai 5 gradi centigradi, invece, normalmente non si sviluppa. Inoltre, è bene predisporre un’adeguata protezione: la lattuga teme le piogge abbondanti e la grandine, poiché le foglie – soprattutto quando ancora piccole e tenere – sono sottili e delicate. Allo stesso modo, l’adeguato isolamento con reti o recinzioni impedirà il consumo indesiderato da parte di alcuni animali, come uccellini e roditori.

Coltivazione in vaso e in orto

Coltivazione lattuga

Woman planting lettuce and tomatoes, gardening concept via Shutterstock

La lattuga può essere piantata sia in orto che in vaso: quest’ultima opzione è particolarmente indicata per chi non disponesse di un piccolo giardino, approfittando quindi del balcone o di un davanzale assolato. Può essere inoltre coltivata tutto l’anno, preoccupandosi di predisporre una piccola protezione o una copertura in cellophane nei mesi più freddi.

Le modalità sono principalmente due, ovvero tramite seme o piantina da travaso:

  • Semi: vanno inseriti di pochissimo sotto la superficie del terriccio o, in caso si avesse a disposizione un appezzamento sufficientemente grande, con la tecnica dello spaglio;
  • Piantine: dopo aver predisposto un foro di dimensione idonee nel terreno, si trapianta la piantina, si riempiono gli eventuali spazi rimasti e si bagna con poca acqua. È consigliabile mantenere le singole piante a una distanza di 20-30 centimetri l’una dall’altra, per garantirne la corretta espansione orizzontale.

In caso si ricorresse al vaso, si consigliano contenitori preferibilmente in terracotta, dalle dimensioni di circa 50 centimetri in altezza e 30 in larghezza. Sul fondo andrà predisposto uno strato di ghiaia, che servirà per agevolare il deflusso dell’acqua, mentre il terriccio dovrà essere compatto ma non troppo solido. Sia in orto che sul balcone, inoltre, la lattuga necessita di un innaffio quotidiano – a seconda anche delle condizioni climatiche della zona in cui si vede – bagnando il terreno dal basso e non sulle foglie.

Qualora si fossero scelti i semi, il raccolto avverrà dalle 4 alle 6 settimane, a seconda della grandezza desiderata dal ceppo. Oltre i due mesi, invece, il vegetale inizia il processo di elevazione verso l’alto, perdendo così gusto e tenerezza. Le tempistiche sono di circa una settimana ridotte in caso si sfruttino le piantine, poiché ovviamente già spuntate. Inoltre, qualora si preferisse il trapianto, l’operazione potrebbe richiedere delle tempistiche più lunghe: l’ortaggio, infatti, avrà bisogno di un breve periodo di assestamento. Le modalità di raccolta possono avvenire avvenire sia a strappo che a taglio, qualora si volesse incentivare la ricrescita della pianta. In quest’ultimo caso, il ceppo dovrà essere tagliato a circa 2-4 centimetri dalla base.

13 settembre 2014
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