L’intolleranza al cioccolato è una fastidiosa condizione che si manifesta con una sensazione anomala di malessere generale, in particolare dopo averlo mangiato il “classico quadratino fondente” o uno dei tanti alimenti che contengono il cacao come ingrediente.

Si tratta di una condizione tutto sommato rara, anche se – come le altre allergie e intolleranze – sta diventando sempre più comune. Probabilmente, tra tutte le situazioni che possono portare a dover escludere un cibo dalla dieta, è una delle più sfortunate: si deve rinunciare a un prodotto particolarmente amato e goloso.

I sintomi si manifestano per lo più a livello cutaneo, ma nessuno di essi è davvero specifico: è bene, pertanto, rivolgersi al medico per escludere altre cause. La dieta a eliminazione sarà il primo approccio alla diagnosi.

I sintomi

Cioccolato fondente

Dark Chocolate with Cocoa on Wooden Table via Shutterstock

L’intolleranza si manifesta subito, o al massimo qualche ora, dall’ingestione di cioccolato, di un dolcetto o un gelato che contiene il cacao. Dal punto di vista medico la condizione di non tolleranza alla cioccolata si definisce “diretta”, perché è causata da una specifica molecola, la feniletilamina.

I sintomi, pur essendo vari e molto soggettivi, sono in genere:

  • cefalea;
  • irrequietezza e insonnia;
  • eruzioni cutanee e orticaria;
  • rossore sulla pelle e prurito;
  • calo della pressione sanguigna avvertito come stanchezza e affaticamento improvvisi.

Come è evidente dall’elenco, non si tratta affatto di un quadro di manifestazioni strettamente legate all’assunzione della cioccolata, pertanto il paziente che soffre di uno o più di questi sintomi deve necessariamente rivolgersi al medico. Quest’ultimo potrà, grazie a una buona anamnesi, ricostruire la storia dei segni e legarli, magari dopo aver escluso altre condizioni, all’ingestione di cioccolato. Il percorso che deve fare lo specialista non è affatto semplice perché il cacao è spesso usato in dolci, snack o bevande che contengono anche altri allergizzanti, magari anche in quantità superiore. Vediamo qualche esempio in merito:

  • latte, noci e arachidi sono 3 alimenti che causano spesso intolleranza alimentare e di frequente sono presenti contemporaneamente nella lista ingredienti di gelati, dolci e snack ricoperti o al gusto di cioccolato;
  • coloranti, glutine e lecitina di soia sono altri componenti piuttosto diffusi nei prodotti commerciali al cacao e nei soggetti non tolleranti causano i sintomi del tutto simili a quelli di qualunque altra intolleranza.

Queste considerazioni rendono evidente l’importanza di riferire correttamente al medico la natura e le caratteristiche dei fastidi e, non ultimo, anche quando si sono verificati: in un primo momento la dieta a eliminazione sarà molto restrittiva e rivestirà anche molta importanza la successiva singola reintroduzione dei diversi alimenti.

La dieta

Chi è intollerante al cioccolato dovrà rinunciare non solo al “quadratino di fondente”, ma anche a tutti gli alimenti che lo contengono, inclusa la spolverata di cacao sul cappuccino. Certamente la dieta a esclusione, scelta anche dal medico per il percorso di diagnosi, risolvono normalmente tutti i sintomi. Per poter davvero convivere con il disturbo, ed evitare una nuova tornata di malessere, sarà però strettamente necessario abituarsi a leggere bene le etichette dei prodotti confezionati acquistati.

16 settembre 2014
I vostri commenti
lucia, martedì 5 luglio 2016 alle21:30 ha scritto: rispondi »

Ogni volta che mangio cioccolato nel giro di poche ora sviluppo afte nel cavo orale ed alcune volte bolle pruriginose sul cuoio capelluto. Sono un segno certo di intolleranza?

angelo, giovedì 21 aprile 2016 alle11:11 ha scritto: rispondi »

mio figlio di 7 anni ogni volta che mangia del cioccolato gli si blocca l'intestino possibile che questo sintomo sia segno di intolleranza al cioccolato?

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