Cosa fanno i gatti fuori casa?

Chiunque possegga un gatto l’ha sperimentato sulla propria pelle: i felini sono incontenibili e non amano troppo la vita d’appartamento. Così, soprattutto per chi vive in città, è sempre una lotta riuscire a tenere Micio in casa, perché il cucciolo cercherà di svignarsela ogni volta che si apre la porta o si dimentica una finestra aperta. Perché, tuttavia, i gatti hanno bisogno di una vita all’aperto? E, soprattutto, cosa fanno delle loro scorribande per la libertà?

La risposta potrebbe provenire da un recente esperimento dell’Università della Georgia e della National Geographic Society degli Stati Uniti. A un gruppo di 60 gatti dell’area di Athens è stata montata una piccola videocamera sul collarino, per monitorare i loro spostamenti. Di questi, oltre 50 esemplari hanno permesso di raccogliere montaggi video davvero curiosi. Si è così scoperto molto sul mondo dei felini domestici.

  1. Il 44% dei gatti esce di casa per cacciare. Topolini, uccelli, insetti o oggetti inanimati. La caccia è un comportamento innato irrinunciabile e spesso non risponde nemmeno a criteri di sussistenza, considerato come i gatti domestici non siano soliti mangiare le loro prede dopo averle uccise;
  2. La media di animali uccisi è di circa due a settimana, ma solo il 25% viene portato a casa in “omaggio” ai padroni;
  3. Ben l’85% dei gatti si espone a comportamenti a rischio, come attraversare strade trafficate (45%), litigare con altri gatti (25%), bere e mangiare sostanze sconosciute (25%), esplorare condotti idraulici o tubi di scappamento (20%) ed entrare in feritoie in cui potrebbero rimanere intrappolati (20%).

Un dato, però, fa emergere la natura prettamente opportunistica dei gatti. Quasi una decina di esemplari, infatti, ha dimostrato di avere una doppia vita: escono di casa per andare da una seconda famiglia pseudo-adottiva. Doppia pappa e doppie coccole, che pretendere di più dall’esistenza felina?

23 novembre 2012
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