Noto come cinghiale, il mammifero è tecnicamente conosciuto come Sus scrofa, parte integrante dell’ordine degli Artiodattili, termine che proviene dal greco “artios” (pari) e “dactylos” (dito). Questi esemplari possiedono dita dei piedi in numero pari e disposti in modo simmetrico, che terminano con degli zoccoli. Le quattro dita di ogni zampa ne sono provviste con due anteriori dure e due posteriori più morbide, utili a calibrare peso e appoggio sul terreno. Il cinghiale appare come un animale tozzo, massiccio e robusto: della famiglia dei Suidi, e quindi parente del cugino domestico, cioè il maiale. È un esemplare tenace, combattivo, fiero, caratteristiche sottolineate da un collo corto e un muso allungato che ne rimarcano l’indole. Da questo partono due canini che risultano più lunghi nei maschi che nelle femmine. Originario dell’Eurasia e del Nordafrica, è un animale di grande adattabilità, che nell’antichità veniva cacciato con costanza per la sua carne rischiando l’estinzione.

Un adulto può raggiungere i 150 massimo 180 centimetri di lunghezza e con un’altezza di un metro, mentre il peso cambia: maschio dai 50 ai 175 chili e femmina tra i 35 e 150 chili. Nonostante la struttura, è in grado di muoversi e anche correre rapidamente, trottando con costanza, ma sempre seguendo percorsi diritti anche nel fitto della boscaglia. Possiede una coda pendula che termina con dei ciuffi, che agita se infastidito quindi occhi obliqui che permettono una visuale laterale, ma la vista è scarsa e si affida all’olfatto sviluppatissimo e all’udito. Il cinghiale è dotato di una dentatura massiccia, pelle coriacea con cuscinetti adiposi che lo proteggono da punture e tagli, quindi da un manto setoso e spesso con sottopelo lanoso. La colorazione varia in base alla famiglia di appartenenza, mentre la corposità in base al periodo dell’anno.

Caratteristiche e habitat

Il cinghiale può vivere sia nel fitto dei boschi che nelle zone paludose, ma solitamente si aggira di notte perché animale crepuscolare. Durante il giorno riposa in buche e tane nel terreno che scava personalmente, che ricopre con foglie e rami durante l’inverno per renderle termiche. Durante l’estate si rotola nel fango per cercare refrigerio e allontanare i parassiti, ma predilige le giornate di sole che trascorre in parte sonnecchiando. Il maschio vive da solo, tranne nel periodo degli accoppiamenti, o quando è giovane e quindi preferisce gruppetti ristretti. Le femmine vivono in piccoli branchi di madri e cuccioli, dove la più anziana svolge il ruolo di guida. Non è un esemplare stanziale ma è abbastanza territoriale, luogo che sceglie in base al quantitativo di cibo presente e al tipo di sicurezza. L’alimentazione varia in base al posto di provenienza ma, in generale, si ciba di ghiande, erbe, frutti, bacche, tuberi, radici e funghi. Essendo onnivoro si nutre anche di insetti, uova, carcasse di carne e pesce che trova durante il percorso ma anche rane, serpenti, agnelli e cerbiatti.

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I cinghiali sono animali decisi che, se si sentono minacciati, non esitano a reagire e combattere impavidamente. Non sono prede facili, ma possono finire nelle fauci di lupi, orsi, coccodrilli e leopardi. I gruppi, divisi tra maschi e femmine, si spartiscono un territorio abbastanza vasto e per comunicare utilizzano suoni, grugniti, a volte grida, quindi emissioni olfattive. Utili durante il periodo dell’accoppiamento che può durare da novembre a gennaio. Dopo aver conquistato la femmina, tramite una sfida tra maschi, avviene il corteggiamento tra rincorse e massaggi ruvidi della schiena e dei fianchi effettuati con il grugno. La gestazione dura circa 115 giorni da cui nascono circa sei cuccioli dal manto chiaro, morbido e striato. La madre li accudisce in una tana creata appositamente, quando questi risultano autonomi iniziano a seguirla alla ricerca di cibo che grufolano sul terreno alternandolo al latte materno. Vivono con il branco fino ai sette mesi o un anno di età, le madri sono in grado di proteggere i piccoli con tenacia e forza tanta da sfidare i nemici più crudeli. Possono raggiungere i dieci anni di età e in cattività anche i trenta.

25 gennaio 2017
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