L’agnocasto, conosciuto comunemente con il nome di “falso pepe”, è una pianta sin dall’antichità utilizzata ai più svariati scopi di cura, in particolare nel trattamento dei disturbi legati al ciclo mestruale. Ma a quali precisi rimedi naturali risponde e quali sono le proprietà curative?

Il Vitex agnus-castus, questo il nome scientifico dell’agnocasto, è una pianta arbustiva tipica delle aree mediterranee, soprattutto in quelle zone a elevato tasso di umidità. La fama di “falso pepe” deriva dai frutti, quelli utilizzati a scopo terapeutico, perché molto simili al comune pepe quando essiccati. L’arbusto, che può raggiungere anche i sei metri d’altezza, si caratterizza per gruppi di fiori viola e blu. Di seguito, le sue principali proprietà.

Proprietà dell’agnocasto

Fiore di agnocasto

Vitex of the light purple via Shutterstock

Così come già accennato, agli scopi di cura si utilizzano i frutti, i quali contengono olio essenziale, glicosidi iridoidi come agnoside ed acubina, alcaloidi come la vaticina e infine flavonoidi, come vitexina, isovitexina, casticina e molto altro. Si tratta di elementi che, a quanto pare, agirebbero direttamente sull’ipofisi per la produzione di ormoni progestinici, riducendo prolattina e FSH e aumentano LH. Proprio per queste peculiarità, l’assunzione trova la massima applicazione nel controllo dei disturbi del ciclo mestruale, in particolare ai sintomi psicologici – dall’irritabilità all’ansia – che questa comporta. In aggiunta, i frutti sembra abbiano anche una blanda funzione sedativa sull’organismo, utili nel trattamento dei piccoli problemi dovuti a stress o ai semplici spasmi intestinali involontari.

Prima di scoprirne gli usi, però, è utile una raccomandazione: così come per ogni rimedio naturale, anche per l’agnocasto è bene vagliare il parere del medico curante prima dell’assunzione. Oltre a presentare degli effetti collaterali e delle controindicazioni da non considerare superficialmente, l’assunzione potrebbe interferire con altri farmaci già in corso di somministrazione.

Agnocsto: come si utilizza

Come facile intuire, il ricorso all’agnocasto è quasi esclusivamente femminile, sebbene non manchino occasioni utili d’assunzione anche per l’uomo. La sfera d’elezione è sicuramente quella del controllo del ciclo mestruale, dei suoi cambiamenti ormonali o della modifica metabolica durante la fase di menopausa, ma i risultati variano da soggetto a soggetto. Di seguito gli usi più comuni, da concordare sempre con uno specialista.

  • Sindrome premestruale: la somministrazione di agnocasto può portare blando sollievo per i sintomi connessi alla sindrome premestruale, dal dolore ai muscoli agli arti inferiori gonfi, passando per l’ipersensibilità del seno ma anche ansia, irritabilità e sbalzi d’umore. Questo semplicemente perché molti dei disturbi sono causati da un eccesso di produzione di prolattina, che il frutto può aiutare a contenere;
  • Ciclo irregolare: il falso pepe è da tempi antichi utilizzato per regolare il ciclo mestruale, poiché agendo sull’ipofisi permette di equilibrare il rilascio e il controllo degli ormoni progestinici, riportando il ciclo stesso su una corretta distanza e durata temporale;
  • Disturbi generici durante il ciclo: la pianta può essere indicata anche per controllare quei disturbi che avvengono specificatamente durante il ciclo, come il dolore al basso ventre, gli spasmi interni, le vertigini e il senso di spossatezza generale;
  • Riproduzione: sin dai tempi antichi si è ritenuto che l’agnocasto potesse configurarsi come un potente rimedio alla fertilità, soprattutto in quelle coppie che tentano invano di avere un figlio. Negli ultimi decenni parte della tradizione è stata confermata: proprio perché aiuta a regolare la produzione e il rilascio di prolattina, può contribuire a ridurre quei fattori limitanti della capacità di procreare, quali ad esempio un ovaio policistico;
  • Menopausa: il raggiungimento della menopausa è un momento della vita complesso per la donna, perché l’intero metabolismo ne risente, modificandosi di conseguenza. Dalle tipiche vampate di calore alla ritenzione idrica e la perdita di capelli, l’agnocasto pare sia indicato a riequilibrare il rilascio di ormoni, rendendo questa fase più serena;
  • Altri usi: oltre ai disturbi connessi alla sfera intima femminile, l’agnocasto può avere degli effetti calmanti, anti-stress e contro l’ansia, a cui si aggiunge la capacità di agevolare il sonno. Non è però tutto: anche negli uomini può essere indicato, in quei rari casi di iper-produzione di prolattina.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Agnocasto in ciotola

Vitex berries, Agni casti fructus via Shutterstock

Anche i rimedi naturali possono produrre effetti collaterali e sottostare a precise controindicazioni: l’agnocasto non fa differenza, quindi prima della somministrazione casalinga si consiglia di valutare il parere del medico. Sebbene sia generalmente ben tollerato, può provocare reazioni allergiche anche gravi nei soggetti ipersensibili, nausea, cefalea e aumento delle perdite mestruali. È inoltre controindicato qualora si assumessero dei farmaci che già agiscono sul controllo del ciclo, come ad esempio la pillola anticoncezionale, ma anche in caso si prendessero ansiolitici, antidepressivi, barbiturici, sonniferi e via dicendo. Da evitare completamente, poi, durante la gravidanza: agendo sugli ormoni, potrebbe interferire con il normale sviluppo del feto.

31 maggio 2014
I vostri commenti
Anna, sabato 31 maggio 2014 alle10:39 ha scritto: rispondi »

Leggo con molto interesse i vostri articoli, perché trattano argomenti che in questo momento della vita attraggono la mia attenzione: scoprire le funzioni di elementi naturali per migliorare il proprio benessere e anche la vostra visione attenta al rispetto della natura. Mi fa piacere avervi conosciuto!

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