Greenstyle Attualità Transizione Ecologica, Greenpeace: paghino le aziende responsabili

Transizione Ecologica, Greenpeace: paghino le aziende responsabili

Transizione Ecologica, Greenpeace: paghino le aziende responsabili

Fonte immagine: Pexels

La transizione ecologica offre un’occasione da non sprecare. Secondo Greenpeace il Governo Draghi potrebbe essere sulla strada giusta, ma non dovrà cedere di fronte ai grandi inquinatori ovvero combustibili fossili e finanza.

Greenpeace sostiene che per confermare il proprio impegno per l’ambiente il Governo Draghi dovrà porre in essere alcuni provvedimenti senza precedenti. A cominciare da una moratoria permanente per quanto riguarda ogni nuova attività di “prospezione, ricerca e coltivazione” relativa a gas e petrolio. Dovrà essere valida su tutto il territorio nazionale, a terra come in mare.

Scaduto lo stop temporaneo approvato dal Governo Conte, prosegue l’associazione, ogni ulteriore provvedimento a termine “non sarebbe una scelta sufficientemente ambiziosa”. Servono, secondo Greenpeace, scelte coraggiose e non altre trivelle.

Altra scelta coraggiosa a cui è chiamato Mario Draghi è quella, afferma l’associazione, di far pesare tali riforme sulle spalle di chi ha inquinato e non dei più deboli. Ha sottolineato Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia:

La transizione ecologica è un processo necessario che non potrà prescindere da giustizia economica e sociale e inclusione. Il costo di questa trasformazione, sempre più urgente, non può ricadere sulle spalle dei più deboli, ma dovrà essere a carico di chi, anteponendo i propri profitti prima della salute delle persone e del Pianeta, ci ha condotto alla crisi climatica e ambientale in corso.

Transizione Ecologica e PNRR, le richieste di Greenpeace

Altro tema caldo la riforma del PNRR, auspicata anche dal WWF Italia. Secondo quelle che sono le valutazioni di Greenpeace il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può essere migliorato in maniera netta su fronti quali le fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’economia circolare e l’agricoltura.

In merito all’agricoltura l’associazione batte soprattutto su temi quali la riduzione dell’utilizzo di pesticidi, del numero di animali allevati e delle emissioni di gas climalteranti. Per quanto riguarda invece l’economia circolare:

Servono misure urgenti che seguano i principi base indicati dall’Europa come la prevenzione e la riduzione dei rifiuti prodotti, soprattutto quelli derivanti dalla frazione monouso. Senza il ricorso a false soluzioni, come l’incenerimento e la generazione di combustibili dalla plastica. Vanno invece messi subito in atto tutti quei provvedimenti che responsabilizzano i produttori, a partire dalla Plastic tax.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle