Green Economy: Recovery Plan occasione unica per l’Italia

Green Economy: Recovery Plan occasione unica per l’Italia

Sviluppo sostenibile e Recovery Plan, Legambiente ha inserito in un dossier 23 proposte per non sprecare un'occasione per la Green Economy.

Il Recovery Plan rappresenta un’occasione unica per rendere l’Italia più green. Un Paese che risulti più sostenibile, ma anche più resiliente. Questo è quanto ha affermato Legambiente, che in queste ore ha diffuso un documento nel quale sintetizza le 23 priorità di intervento da attuare mediante il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) italiano.

Nel documento redatto da Legambiente vengono indicate 23 priorità, 63 progetti territoriali e 5 riforme trasversali. Il dossier dell’associazione si pone come obiettivo quello di contribuire all’accelerazione della transizione energetica ed ecologica dell’Italia, allo scopo di rendere il Paese più moderno e sostenibile.

Alla base dei progetti promossi dall’associazione si trovano alcuni punti chiave, con riferimento sia alle fonti energetiche rinnovabili che alla mobilità sostenibile, passando poi per la lotta all’inquinamento, alla CO2 e all’eliminazione delle fonti fossili. Di seguito alcuni dei “Sì” di Legambiente:

  • Fotovoltaico;
  • Eolico;
  • Biometano;
  • Idrogeno verde;
  • Alta velocità nel Centro-Sud e potenziamento delle reti ferroviarie regionali
  • Elettrificazione della mobilità urbana e dei porti;
  • Decarbonizzazione delle acciaierie;
  • Bonifiche dei siti inquinati;
  • Banda ultralarga;
  • Ciclovie;
  • Turismo di prossimità.

Recovery Plan, I No di Legambiente

Tra i “No” ribaditi dall’associazione figurano l’idrogeno da fonti fossili, l’impianto di cattura e stoccaggio CO2 a Ravenna e il Ponte sullo stretto di Messina. Ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente:

Negli ultimi mesi il percorso di definizione del PNRR da parte del governo italiano è stato a dir poco confuso e, soprattutto, per nulla partecipato. Per dirla con una battuta auspicavamo un “PNRR partecipato” e ci siamo trovati un “PNRR delle partecipate”, come poi è emerso dalle bozze circolanti con i progetti proposti da Eni. Il nostro auspicio è che, una volta superata la crisi governativa in corso, l’Esecutivo abbia il coraggio di cambiare registro e passo pensando ad un Recovery Plan diverso, modificandolo e mettendo al centro la crisi climatica, anche prendendo spunto dal nostro documento.

Questi interventi devono essere accompagnati da un profondo pacchetto di riforme per accelerare la transizione ecologica: servono più semplificazioni, controlli pubblici migliori, un’organizzazione burocratica aggiornata professionalmente e all’altezza della sfida, una maggiore partecipazione con una nuova legge sul dibattito pubblico che riguardi tutte le opere per la transizione verde, per coinvolgere i territori e ridurre le contestazioni locali. Solo così si darà concretezza al nome scelto per il PNRR: Next Gene­ration Italia, con un forte richiamo agli impegni che si assumono per le prossime generazioni. Ma perché alle intenzioni dichiarate corrispondano i fatti è necessaria quella volontà politica che non abbiamo visto finora. È il momento di mostrarla.

Il dossier nella sua versione integrale è disponibile cliccando sul link indicato come “Fonte“.

Fonte: Legambiente

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