Greenstyle Benessere Salute Puntura di medusa: come comportarsi, sintomi e rimedi naturali

Puntura di medusa: come comportarsi, sintomi e rimedi naturali

Puntura di medusa: come comportarsi, sintomi e rimedi naturali

Fonte immagine: Pixabay

La puntura di medusa è tutt’altro che un’eventualità rara in estate, quando è normale concedersi lunghi bagni al mare. Anche quando le acque appaiono limpide e prive di ospiti sgraditi, può capitare di dover affrontare questo doloroso incontro. Ma quali sono i sintomi delle punture di medusa, come si curano e, soprattutto, quali sono le specie più pericolose?

Il contatto con le meduse non dovrebbe mai essere sottovalutato poiché, nei soggetti maggiormente ipersensibili, possono determinare delle reazioni allergiche anche molto gravi. Per questa ragione, se si sospetta una predisposizione per allergie e intolleranze, è utile chiedere preventivamente il parere al proprio medico curante. Questo per arrivare sulla spiaggia preparati, portando con sé antistaminici e altri farmaci che potrebbero essere utili per il primo soccorso.

Perché le meduse pungono?

Meduse

Le meduse rappresentano uno degli animali marini più diffusi, tanto che la loro presenza è pressoché ubiquitaria in tutti i mari e negli oceani. Questi esemplari appartengono perlopiù al genere Cnidari e possono assumere varie forme, anche se la più comune è quella di un polipo rovesciato: a un grande cappello superiore, corrispondono dei lunghi tentacoli inferiori.

La medusa è un organismo decisamente semplice: gran parte del suo corpo è dedicato alla cosiddetta cavità gastrointestinale, che sfrutta per filtrare l’acqua e trattenere il plancton di cui si nutre. La stessa struttura permette all’animale di muoversi, ma anche e soprattutto di farsi trasportare dalla correnti.

Proprio poiché organismo molto semplice a livello biologico, la medusa non può contare su enormi strategie per sfuggire ai predatori. Così l’evoluzione ha portato all’apparizione di lunghi tentacoli che, al contatto con altri animali o con l’uomo, rilasciano delle sostanze urticanti per difesa.

È quindi improprio dire che le meduse pungano, poiché non vi è un’azione diretta dell’animale nei confronti dei predatori. Il rilascio delle sostante urticanti avviene per contatto e sfregamento, non vi è né un pungiglione né l’animale attacca con un morso.

Sintomi della puntura di medusa

Puntura di medusa

Ma quali sono i sintomi della puntura di medusa? L’intensità del fastidio o del dolore provato dipende sia dalla varietà inavvertitamente sfiorata che dalla concentrazione di veleno.

In linea generale, le meduse velenose hanno un’effetto ustionante per l’epidermide, ovvero i tentacoli rilasciano delle sostanze chimiche che determinano sulla pelle delle ferite molto simili a una bruciatura. Gli effetti possono però essere variegati, a seconda delle proteine che compongono il veleno: di norma è presente l’ipnotossina, dall’effetto paralizzante, la talassina responsabile dell’infiammazione e la congestina, dall’effetto bloccante per la circolazione e la respirazione.

Fortunatamente, la maggior parte delle meduse che giungono a ridosso delle spiagge non sono particolarmente pericolose per l’uomo, pur causando dolore e fastidio. I sintomi più comuni includono:

  • Prurito nella zona colpita;
  • Dolore associato a spasmi e crampi;
  • Arrossamento della cute;
  • Vesciche e fiacche nell’area colpita;
  • Bruciore intenso.

Nei casi più gravi, come nel caso di meduse particolarmente velenose oppure di soggetti ipersensibili, si possono verificare anche intorpidimento, nausea, vomito, difficoltà respiratore e gravi reazioni allergiche.

Quanto tempo dura la puntura di medusa

Medusa sulla spiaggia

Le comuni ustioni da medusa provocano il dolore più elevato entro 20 minuti dal contatto con i tentacoli. Superata questa fase, il prurito e una lieve sensazione di bruciore potrebbe proseguire ancora per qualche giorno.

Anche le lesioni sulla pelle richiedono qualche tempo per poter guarire, rimarginandosi fortunatamente senza troppe conseguenze. È utile, in questa fase, evitare di esporre la pelle al sole, soprattutto senza adeguata protezione solare.

Quali sono le meduse mortali

Caravella portoghese

Così come già accennato, la maggior parte delle meduse del Mediterraneo può certamente causare dolore fastidio, ma raramente effetti letali. Bisogna però prestare attenzione ad alcune specie, dai rischi particolarmente elevati.

Tra gli esemplari nelle nostre acque che, soprattutto nelle persone più fragili, possono determinare la morte, si elencano:

  • Physalia physalis: nota anche come caravella portoghese, è un sifonoforo, ovvero un aggregato di più meduse. Prevede una vela, una sorta di palloncino, che emerge dall’acqua e permette così all’animale di sfruttare vento e correnti. Prevede dei tentacoli inferiori particolarmente lunghi, anche diverse metri, e può rilasciare un veleno estremamente pericoloso, tanto da poter anche causare la morte;
  • Carybdea marsupialis: è una cubomedusa, per via della sua forma, lontana parente di un’altra specie tropicale estremamente velenosa. Le varietà presenti nel mediterraneo non sono così pericolose come le analoghe tropicali, tuttavia possono rappresentare un rischio per bambini oppure soggetti fragili;
  • Chrysaora hysoscella: non è una specie in sé mortale ed è molto diffusa nel mediterraneo. I suoi lunghissimi tentacoli possono però aumentare l’area di contatto, soprattutto nei bambini, e quindi aumentare l’esposizione al veleno. Maggiore è l’area colpita, maggiori sono i rischi.

È inoltre utile ricordare come i tentacoli delle meduse possano arrivare anche a decine di metri di lunghezza: anche quando in superficie l’animale appare lontano, le sue appendici urticanti potrebbero comunque raggiungerci. Quando si avvista una medusa è quindi necessario allontanarsi velocemente, uscendo dall’acqua.

Dove si trovano le meduse mortali

Meduse in Australia

Le meduse più mortali al momento fortunatamente non vivono nel Mediterraneo, fatta eccezione per la caravella portoghese. Di norma, quelle più pericolose sono abbonanti nelle estese acque oceaniche, in particolare a ridosso con le aree tropicali del mondo. Ancora, le coste dell’Australia sono ricolme di esemplari particolarmente letali.

Non a caso, è proprio tra le acque tra Australia e Indonesia che vive la Chironex fleckeri, ovvero la cubomedusa più velenosa oggi conosciuta. Il contatto con i tentacoli può causare dolore, bruciore, necrosi del tessuto, paralisi, ipertensione, tachicardia e aritmia. Fortunatamente, se si interviene ai primissimi sintomi la morte può essere evitata. Ancora, i casi letali hanno riguardato soprattutto vasti contatti con i tentacoli, tali da ricoprire l’intero corpo.

Come curare le ustioni della medusa: rimedi naturali

Ma una volta subita una puntura di medusa, come procedere per ridurre il dolore e il prurito? Quando si subiscono ustioni da tentacoli di medusa, è innanzitutto necessario abbandonare l’acqua per raggiungere la spiaggia, chiedendo quindi aiuto ad amici e parenti e al personale solitamente disponibile sui litorali. Se si soffre di allergie, è utile avvisare immediatamente chi presta soccorso, affinché possano essere somministrati farmaci adeguati ed evitare così reazioni gravi.

In presenza di conseguenze leggere dal morso di una medusa, è però possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali? Quali sembrano più efficaci?

Acqua di mare

Acqua di mare

L’acqua di mare rappresenta il rimedio naturale di prima scelta per combattere la puntura di medusa. Questo grazie alla sua ricchezza di sale, che può limitare l’assorbimento delle tossine velenose da parte dell’epidermide.

Come noto, il sale agisce sui liquidi per osmosi: li attrae e li assorbe. Per questa ragione, bagnare la pelle con dell’acqua salata può permettere di raccogliere i residui dei veleni chimici rilasciati dai tentacoli dell’animale, limitandone la penetrazione negli strati profondi dell’epidermide.

Bicarbonato

Bicarbonato in barattolo

Il bicarbonato rappresenta un trattamento particolarmente utile per quelle punture che determinano grande prurito. Questo perché limita l’azione dei veleni, assorbendoli, e anche per il suo naturale effetto calmante sulla pelle.

È possibile realizzare una crema morbida di bicarbonato, mescolando un po’ di polvere con dell’acqua fresca, e applicarne uno strato spesso sull’area della puntura.

Aloe vera

Aloe

Il gel di aloe vera è noto per le sue proprietà calmanti e rinfrescanti, nonché per ridurre tutte le reazioni infiammatorie da parte della cute. Per questa ragione, più essere indicato anche per trattare le ustioni delle meduse, limitando l’arrossamento e il bruciore.

È sufficiente massaggiare l’area colpita con delle generose quantità di gel, ripetendo l’operazione al bisogno.

Calendula

Calendula

Grazie alle elevati dosi di quercetina contenute al suo interno, la calendula è uno dei rimedi naturali più noti per il suo effetto antistaminico. Può essere quindi molto utile per trattare gli inconvenienti determinati dalle meduse.

Disponibile in erboristeria in crema, può essere distribuita sull’area colpita per ottenere sollievo da vesciche, prurito e bruciore.

Aceto e urina funzionano?

Aceto

Nell’immaginario collettivo, per trattare la puntura di medusa si dovrebbe far ricorso all’aceto di vino oppure all’urina. Questi rimedi della tradizione popolare non sono completamente sbagliati: l’aceto e l’urina possono effettivamente bloccare alcune sostanze chimiche velenose. Ma non per le meduse tipiche del Mediterraneo.

Alcuni studi recenti hanno infatti dimostrato come questi rimedi siano efficaci su alcuni esemplari di origine tropicale, mentre risultano peggiorativi per quelle mediterranee o artiche.

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