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Pappataci, cosa sono e come proteggersi

Pappataci, cosa sono e come proteggersi

Con il termine di pappataci si intende un dittero nematocero appartenente alla famiglia degli Psicodidi. Noti anche come flebotomi, nei nostri cani i pappataci possono essere vettori della Leishmaniosi. Tuttavia questi ditteri possono trasmettere anche malattie agli uomini.

In Italia possiamo trovare soprattutto il Phlebotomus papatasi, il Phlebotomus perniciosus e il Phlebotomus perfiliewi.

Classificazione scientifica dei pappataci

Questa è la classificazione scientifica dei pappataci:

  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Sottoregno: Eumetazoa
  • Ramo: Bilateria
  • Phylum: Arthropoda
  • Subphylum: Tracheata
  • Superclasse: Hexapoda
  • Classe: Insecta
  • Sottoclasse: Pterygota
  • Coorte: Endopterygota
  • Superordine: Oligoneoptera
  • Sezione: Panorpoidea
  • Ordine: Diptera
  • Sottordine: Nematocera
  • Infraordine: Psychodomorpha
  • Superfamiglia: Psychodoidea
  • Famiglia: Psychodidae
  • Sottofamiglia: Phlebotominae
  • Genere: Phlebotomus
  • Specie: P. papatasi

Pappataci: cosa sono e come riconoscerli

flebotomo
Fonte: Luis Fernández García, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

I pappataci sono insetti piccoli, gialli e pelosi, anche le ali hanno uno strato di peluria. Assomigliano molto nell’aspetto alle zanzare e come esse pungono provocando ponfi allergici. Le femmine dei flebotomi sono ematofaghe: si nutrono del sangue degli animali e dell’uomo.

Come dimensioni i pappataci sono molto piccoli: sono lunghi circa 1,5-3 millimetri. Gli occhi sono grandi e neri, mentre le ali sono allungate. A occhio nudo, essendo molto piccoli, sono difficili da distinguere dalle zanzare.

Ciclo vitale dei flebotomi

Parlando del ciclo vitale dei pappataci, le femmine, quattro giorni dopo aver fatto il pasto di sangue, depongono le uova in piccole crepe o anfratti di casa, cantine o anche terreno. Dopo 6-12 giorni dalle uova escono le larve dei pappataci: l’aspetto è quello di microscopici vermi, la testa è nera e il corpo è grigio.

Queste larve, a differenza degli adulti, non si nutrono di sangue, bensì di muffe, foglie in decomposizione o rifiuti marci.

Dopo 30-34 giorni, le larve, a seguito di quattro mute, si trasformano in ninfe, ma ci vogliono ancora 6-14 giorni prima di diventare adulti.

Il periodo in cui si trovano i pappataci solitamente va dalla primavera all’autunno. Inoltre i flebotomi possono trasmettere malattie quando le temperature medie giornaliere sono sui 19 gradi costanti tutto il giorno.

Comportamento dei pappataci

I flebotomi sono animali crepuscolari o notturni. Prediligono i climi caldo-umidi, motivo per cui sono diffusi soprattutto lungo le coste. In realtà qui da noi in Italia si trovano non solo nelle zone collinari, ma anche in pianura Padana, ovunque le temperature siano superiori ai 19 gradi, meglio con un clima caldo umido.

Nonostante abbiano le ali, sono incapaci di volare controvento e questo vuol dire che tendono a rimanere vicino al posto dove si riproducono.

Essendo animali crepuscolari o notturni, di giorno tendono a stare nelle fessure dei muri, dentro le tane degli animali o anche nascosti nelle cortecce degli alberi. Al tramonto e di notte, invece, i pappataci maschi escono per cibarsi di linfa e zuccheri, mentre le femmine escono per nutrirsi di sangue.

È bene sottolineare che i flebotomi vivono bene sia all’esterno che dentro le case. E che non basta il fatto che il cane sia tenuto in casa per tenerlo al sicuro: i pappataci, così come le zanzare, entrano comunque in casa.

Punture dei pappataci: aspetto

Come dicevamo, le femmine dei pappataci pungono per nutrirsi di sangue. Sui cani e sui gatti è difficile rendersi conto della puntura di un flebotomo per via di tutto il pelo.

Nell’uomo, invece, possiamo riconoscere le punture dei pappataci in quanto provocano una macula o una papula rossastra, che provoca spesso prurito o dolore. È la saliva dell’insetto a provocare la reazione. Se si è allergici alla saliva, le macule e le papule possono estendersi fino a provocare un vero e proprio eritema.

Malattie trasmesse dai pappataci

Nel cane i pappataci sono i vettori che trasmettono la Leishmania infantum, responsabile della Leishmaniosi canina, malattia a cui avevamo dedicato un approfondimento che ti invitiamo a leggere.

Nell’uomo, di per sé, la puntura del pappatacio, a meno di non essere allergici alla saliva, provoca solitamente un fastidioso prurito, a volte più intenso rispetto a quello di una zanzara.

Il vero problema sono, però, le patologie che può trasmettere. In casi rari qui da noi, soprattutto in soggetti fortemente immunodepressi, lo stesso pappatacio che trasmette la Leishmania nel cane può trasmetterla nell’uomo. Si tratta, però, di evenienze rare, anche perché qui da noi in Italia è presente la leishmaniosi canina e non quella tipica dell’uomo.

Tuttavia i pappataci possono essere vettori nell’uomo anche di infezioni da Arbovirus, virus che provoca la cosiddetta “febbre da pappataci” o “febbre dei tre giorni”. Si tratta di una patologia estiva che provoca sintomi vaghi, simili a quelli dell’influenza:

  • febbre che dura tre giorni
  • debolezza
  • vertigini
  • brividi
  • dolori muscolari e articolari
  • mal di testa
  • nausea

Uno degli Arbovirus più invasivi è il virus Toscana: sempre trasmesso dai flebotomi, può provocare meningiti e meningoencefaliti. In questi casi i sintomi sono molto più severi:

  • febbre
  • mal di testa
  • debolezza
  • rigidità nucale

Come tenere lontani i pappataci?

Pur non potendo evitare che nessun pappatacio entri mai in casa, è possibile cercare di bloccarne il più possibile l’accesso in casa:

  • utilizzando delle zanzariere a trama fine
  • arieggiando i locali e cercando di ridurre l’umidità di casa
  • se si ha un giardino, evitare di tenere vicino a casa acqua stagnante e ripulire foglie e vegetali che stanno marcendo
  • quando si esce, utilizzare gli appositi repellenti contro gli insetti

Come proteggere i cani dai pappataci?

Per proteggere i cani dai pappataci, è necessario utilizzare gli appositi repellenti contro flebotomi e zanzare. Sono disponibili sotto forma di spray, spot-on (attenzione: non tutti gli antiparassitari esterni sono attivi contro i pappataci) o collarini antipulci.

Inoltre puoi anche

  • evitare di portare il cane a spasso al tramonto o di notte (ammettiamo che è difficile farlo d’estate quando non è possibile portarli in passeggiata di giorno a causa del troppo caldo)
  • se il cane sta in casa, usa le zanzariere
  • cerca di far dormire il cane in casa

Chiedi informazioni al tuo veterinario, poi, in merito a quali prodotti repellenti usare e se fare il vaccino contro la Leishmaniosi, cosa che, comunque, non ti evita di dover applicare i repellenti.

Rimedi contro i pappataci

E se i pappataci ti pungono? Solitamente si possono utilizzare gli appositi stick o emollienti post puntura che si usano con le zanzare. In caso di intensa reazione allergica, però, contatta subito il tuo medico di fiducia.

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