Greenstyle Ambiente Animali Olimpiadi invernali 2026, mascotte due ermellini: per salvare una specie potenzialmente a rischio

Olimpiadi invernali 2026, mascotte due ermellini: per salvare una specie potenzialmente a rischio

Due ermellini, Milo e Tina, sono le due mascotte ufficiali dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Si tratta di due animali di cui si parla troppo poco, anche perché esistono pochi studi che li descrivono o che possano in qualche modo dare una stima della popolazione di questi carnivori sulle Alpi italiane. Animali potenzialmente a rischio di estinzione per i cambiamenti climatici, visto che vivono nei luoghi innevati e la neve è sempre meno.

Olimpiadi invernali 2026, mascotte due ermellini: per salvare una specie potenzialmente a rischio

Sono apparse anche sul palco dell’Ariston, in occasione del Festival di Sanremo e tutti si sono chiesti che animali fossero. Per le Olimpiadi invernali 2026 le mascotte scelte sono due ermellini, una specie animale potenzialmente a rischio di estinzione della quale si vuole parlare in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, che si disputeranno in Italia tra un paio di anni. Perché lo sport e un evento come questo possono inviare sempre messaggi di sostenibilità, in tutto il mondo, sensibilizzando tante persone sull’importanza della salvaguardia del pianeta e di ogni suo essere vivente.

Si chiamano Tina e Milo (da Cortina e Milano) le due mascotte dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sono due ermellini, lei con il manto bianco invernale e lui con il manto marrone estivo. Rappresentano non solo le Olimpiadi invernali che si svolgeranno nel 2026 in Italia, ma anche lo spirito green che dovrebbe accompagnare sempre eventi di tal genere. In questo caso si parla non solo di salvaguardia degli habitat, ma anche di protezione degli animali a rischio o potenzialmente a rischio.

Olimpiadi invernali 2026: mascotte e specie potenzialmente a rischio

La mascotte di un evento sportivo di tale portata internazionale rappresenta in ogni angolo del mondo l’evento stesso, che diventa così subito riconoscibile. Tralasciando il merchandising (che piace soprattutto ai più piccini, visto che i due animaletti sono adorabili), in questo caso è importante capire quanto sia prioritario soffermarsi anche sulla scelta dell’animale.

Sandro Bertolino, professore di Conservazione dei Vertebrati al Corso di laurea magistrale in Biologia dell’Ambiente dell’università degli Studi di Torino, applaude a questa decisione, perché gli ermellini sono effettivamente delle specie potenzialmente a rischio.

La scelta di due ermellini come mascotte delle Olimpiadi invernali mi ha sorpreso: gli ermellini, del resto, non sono i tipici animali di cui si parla spesso, anzi non se ne parla mai“, spiega il docente, che poi aggiunge: “Speriamo che una crescente popolarità aiuti a favorire, e soprattutto finanziare, la ricerca su una specie così singolare, per la quale non esiste un censimento delle popolazioni alpine. E chissà che la Regione Lombardia o altri non ne approfittino, a questo punto“.

La scelta del comitato olimpico

Tina e Milo, in realtà, sono nate da una collaborazione tra il Comitato Organizzatore e il Ministero dell’Istruzione. Gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno elaborato tantissime proposte ed è stata scelta quella dell’Istituto Comprensivo di Taverna, in provincia di Catanzaro.

Raffaella Paniè, Head of Brand Identity and Look of the Games, spiega: “Abbiamo certamente apprezzato il fatto che tra le migliaia di proposte arrivate dalle scuole di tutta Italia moltissime mettessero al centro la flora e la fauna. Abbiamo scelto di valorizzare e sviluppare professionalmente le proposte degli ermellini e dei bucaneve anche per i messaggi di inclusività e resilienza che gli alunni hanno trasmesso. Con le mascotte Tina e Milo vorremmo incarnare lo spirito italiano contemporaneo che guida i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Facendoci accompagnare verso un futuro rispettoso dell’ambiente e delle differenze, ancora più sostenibile e sempre più luminoso“.

Le mascotte che parlano di sostenibilità

In realtà, come ricorda il professore a Repubblica, non è la prima volta che la scelta di un animale come mascotte riesce ad accrescere l’interesse del grande pubblico, così come la sensibilizzazione collettiva. Il caso più famoso riguarda il bolita o apar (Tolypeutes tricinctus), un armadillo che vive in Brasile diventato il simbolo dei mondiali di calcio che si sono svolti nel paese sudamericano nel 2014.

Uno studio ha per esempio registrato notevoli picchi di ricerca di questo nome sul web – misurato attraverso l’indice Google Trends che dà traccia delle ricerche online – quando la mascotte è stata annunciata e durante i mondiali. La popolarità della mascotte ha portato anche all’istituzione di un’area protetta per proteggere l’armadillo“.

In Italia, in realtà, esistono già aree protette sull’arco alpino, così come parchi nazionali e ragionali che tutelano habitat e specie. Potrebbe essere utile, però, approfondire come gli effetti dei cambiamenti climatici possano impattare su una specie che vive nei boschi di conifere e nelle praterie alpine rocciose.

Ermellini, da mascotte ad animali protetti

Gli ermellini sono dei mammiferi selvatici tipici della fauna italiana, di cui sappiamo poco. Sono molto “riservati” e i biologi fanno fatica a studiarli, concentrandosi su altri carnivori ed erbivori che abitano i nostri habitat. Sappiamo che gli ermellini sono bianchi in inverno e marroni in estate, per il fenomeno della muta. Sono difficili da vedere, perché sono piccoli e non amano farsi vedere. Vivono sulle Alpi, in particolare sotto terra o sotto la neve, dove si mimetizzano bene. Si tratta, poi, di animali solitari, che non vivono tutti insieme: quindi è difficile studiarli nel medesimo territorio.

A causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, la scarsità di neve sulle Alpi sta causando molti problemi alla popolazione di ermellini. Marco Granata, biologo e dottorando dell’Università di Torino, in seguito alla loro comparsa sul palco dell’Ariston, ha detto: “È una specie molto trascurata. Per chi dedica la sua vita alla conservazione degli ermellini e cerca di farli conoscere è davvero strano vederli in televisione“.

Tina e Milo
Fonte foto da pagina Facebook di MilanoCortina2026

Dalla primavera del 2023 è stata già avviata una ricerca per monitorare la presenza degli ermellini nelle Aree Protette delle Alpi Marittime, in Piemonte. Mancano i dati che sono fondamentali per poter proteggere ogni specie dagli effetti negativi del riscaldamento globale. Esistono solo tre studi scientifici italiani sugli ermellini (il primo del 1995, il secondo del 2001 e il terzo del 2006). C’è bisogno di maggiori ricerche e di più approfondimenti anche per stimare quanti ermellini vivono in Italia.

Anche negli altri paesi non esistono molti dati a disposizione. Anche perché sono animali non sono considerati in pericolo dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Quello che è sicuro è che si tratta di una specie danneggiata dal cambiamento climatico. Ad esempio, in Nord America ermellini e donnole sono diminuiti dell’80% negli ultimi 60 anni.

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